Linee guida per la lombagia

Il mal di schiena, essendo un disturbo diffusissimo nei paesi occidentali, ha dato luogo a una grande mole di studi, sia dal punto di vista eziologico sia terapeutico. Per mettere ordine e individuare l'approccio clinico più corretto il servizio di salute pubblica degli Stati Uniti (APHS) ha pubblicato, nel dicembre 1994, le linee guida per il trattamento del mal di schiena acuto negli adulti.


DEFINIZIONE
"Il mal di schiena acuto è definibile come l'intolleranza al movimento dovuta alla presenza di dolore in regione lombare o a sintomi riferiti alla gamba, correlati alla presenza di dolore lombare, di durata inferiore ai 3 mesi"
(Linee guida - American Public Health Service).


EPIDEMIOLOGIA
Numerosi studi epidemiologici hanno dimostrato che il mal di schiena è assai diffuso. Colpisce, prima o poi, il 50 per cento della popolazione adulta, il 20 per cento dei quali fa ricorso al medico. E' la maggior causa di inabilità fisica al di sotto dei 45 anni.
(Andersson. The epidemiology of spinal disorders. In: The adult spine: principles and practice, New York Raven Press, 1991).


PREVENZIONE
La consuetudine, nata nei paesi scandinavi, di istituire corsi di educazione posturale sembra essere uno degli strumenti di prevenzione più efficaci. Anche quando un approccio così strutturato non è possibile, a causa della scarsità di strutture, è stato dimostrato che il medico di base può fare da tramite efficace per le informazioni e i consigli più appropriati, con grande soddisfazione del paziente. Uno studio americano, in particolare, dimostra che il paziente apprezza di più un approccio globale al proprio disturbo, con consigli di prevenzione delle ricadute, che non una prescrizione farmacologica, con effetti positivi anche sull'intensità e il numero delle recidive.
(Von Korff e altri. Effects of practice style in managing back pain. Ann Intern Med 1994; 121: 187-195).


DIAGNOSI
Le linee guida americane identificano i cosidetti campanelli d'allarme, ossia quei dati anamnestici o quei sintomi che dovrebbero mettere in allarme il medico di base e consigliare ulteriori esami. Al di fuori di queste non vi è alcuna prova di benefici dovuti all'esecuzione di esami strumentali. Traumi di qualsiasi genere devono indirizzare verso la presenza possibile di fratture. Un'età inferiore ai 20 anni o superiore ai 50, una storia di cancro pregresso, la comparsa di febbre o la perdita di peso devono far temere la presenza di un tumore. Le patologie infettive si manifestano invece con dolore più acuto in posizione supina e nelle ore notturne, preceduto da infezioni batteriche, dall'uso di droghe endovena o da immunodepressione patologica o farmacologica. In ultimo, la sindrome della cauda equina si manifesta con anestesia del perineo e presenza di disfunzioni sfinteriche, associata a ipostenia progressiva degli arti inferiori
(Linee guida - APHS).


ATTIVITA' FISICA
Il problema della ipostenia muscolare è sempre dietro l'angolo, quando si parla di mal di schiena. Un corretto sostegno della colonna è infatti indispensabile per neutralizzare il dolore. Un riposo a letto per più di 4 giorni ha sicuramente effetti debilitanti e la sua efficacia terapeutica non è provata. Un riposo a letto tra i due e i quattro giorni deve essere riservato ai pazienti con i sintomi più gravi, generalmente alle sciatalgie. Per evitare la flaccidità muscolare sono indicate tutte le attività aerobiche come camminare, utilizzare la cyclette o nuotare, per circa 20 minuti al giorno.
(Lindstrom e altri. The effect of graded activity on patients with subacute low back pain. Phys Ther 1992; 72: 279-293).


ANTIDOLORIFICI
Le linee guida americane consigliano l'uso del paracetamolo. In realtà il controllo del dolore acuto può essere aiutato con l'uso dei classici antinfiammatori non steroidei, ovviamente tenendo conto dei possibili effetti collaterali, soprattutto nell'uso prolungato.
(Linee guida - APHS)


MANIPOLAZIONE VERTEBRALE
Numerosi studi confermano l'efficacia della chiropratica e della fisioterapia, nei confronti del trattamento farmacologico o ospedaliero. Sono invece assolutamente inutili, secondo gli americani, i presidi come busti o plantari e persino le terapie fisiche come il laser o il TENS.
(Meade e altri. Randomized comparison of chiropractic and hospital outpatient management for low back pain: result from extended follow up. BMJ 1995; 311: 349-351. Anderson e altri. A meta-analysis of clinical trials of spinal manipulation. J Man Physiol Ther 1992; 15: 181-194).


CHIRURGIA
"Solo in presenza di alterazioni elettromiografiche o di sintomatologia importante a carico dei tronchi nervosi emergenti dalle vertebre interessate si rende opportuno un intervento chirurgico correttivo della protrusione discale".
(Linee guida - APHS).

Queste informazioni sono fornite dalla rivista Occhio Clinico


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© Occhio Clinico Ottobre 1995