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Sempre più frequentemente i medici di medicina generale arricchiscono il loro bagaglio diagnostico con un elettrocardiografo che permette di trattare meglio i pazienti sia in ambulatorio sia al domicilio. Un ecg eseguito tempestivamente (vedi anche Occhio Clinico 1998; 4: 33) è infatti in grado di evitare ricoveri inutili fugando il timore di eventi gravi. In altri casi, al contrario, permette di inviare rapidamente ai reparti di terapia intensiva pazienti i cui sintomi potrebbero essere altrimenti sottovalutati, per l'ambiguità della presentazione clinica. Altri colleghi, pur non essendosi dotati di tale strumento, sono tuttavia in grado di interpretare un tracciato. Si è pertanto ritenuto utile proporre alcuni schemi che possono facilitare la lettura di un ecg per coloro che già hanno una qualche dimestichezza con l'esame. |
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| Elenco schede pubblicate | |
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| n. 7 - settembre 2000 | |
| n. 6 - giugno 2000 | |
| n. 5 - maggio 2000 | |
| n. 3 - marzo 2000 | |
| n. 1 - gennaio 2000 | |
| Queste informazioni sono fornite dalla rivista Occhio Clinico | |
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