VESCICA NEUROLOGICA: MEGLIO EVITARE I LAVAGGI


Una mia paziente di 63 anni, affetta da sclerosi multipla e in sedia a rotelle, è portatrice di vescica neurologica e di catetere a permanenza. Non si sottopone a periodici cicli di antisettici urinari e non le vengono praticati lavaggi vescicali in occasione del cambio di catetere (ogni quindici giorni). Secondo lo specialista cui si è rivolta il lavaggio della vescica neurologica favorirebbe la risalita ureterale di materiale inquinante e le conseguenti infezioni urinarie delle alte vie.
In un caso simile hanno fondamento i cicli di trattamento periodico con antisettici urinari?


La risposta dell'esperto


Il catetere vescicale può essere gestito a domicilio dal paziente con vescica neurologica, purché vengano rispettate norme di asepsi durante le manovre di cambio o svuotamento quotidiano del sacchetto. Per tale motivo è sempre preferibile un sistema di raccolta a circuito chiuso. I lavaggi sono indicati in caso di ostruzioni (favorite da diuresi scarsa, presenza di infezione o ematuria) e si effettuano con soluzioni iodate all'1-2 per mille. Se invece il catetere viene cambiato ogni tre quattro settimane, la diuresi è abbondante e le urine si presentano limpide, non sono necessari i lavaggi che, come ogni manovra in cui si maneggiano i tubi, possono favorire un'infezione (vedi Occhio Clinico 1997; 7: 31).
Il trattamento antibiotico, utile in unica somministrazione al momento del cambio di catetere, non deve essere effettuato nel paziente asintomatico anche in presenza di batteriuria, per evitare la selezione di germi resistenti.
Può essere attuata una profilassi con prodotti in grado di mantenere un pH acido (come l' acido ascorbico) che vanno somministrati a giuste dosi e con controlli del pH urinario; ugualmente utile è consigliare al paziente di bere molto per mantenere una diuresi abbondante.

Paola Palazzi, medicina generale e nefrologia (Milano)


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© Occhio Clinico novembre 1997