Il caso:"BENE PUBBLICO O INTERESSE PRIVATO?"

In pratica
IL CASO

BENE PUBBLICO O INTERESSE PRIVATO?

Un pomeriggio dello scorso mese, la madre di una bambina di due anni e di un adolescente di 12 telefona al Centro regionale di informazione sul farmaco (CRIF) per avere informazioni e consigli circa la vaccinazione antiepatite B (antiHBV). All'ora di pranzo, per la quarta volta nel corso degli ultimi giorni, ha assistito a una trasmissione televisiva, da una delle reti RAI, in cui si trattava esclusivamente della vaccinazione antiHBV. Un noto giornalista, coadiuvato da aderenti all'associazione contro le vaccinazioni, per ben quattro puntate televisive e una radiofonica del suo programma di intrattenimento, ha posto in discussione la liceità dell'obbligo vaccinale. Il messaggio che la signora ha colto è: l'obbligatorietà di questa vaccinazione è un arbitrio; è una vaccinazione inutile per la maggioranza della popolazione (anzi, a volte addirittura dannosa); è stata resa obbligatoria per interessi di parte (dell'allora ministro della sanità, oggi perseguito penalmente) e non per ragioni di vera necessità; infine, essendo gratuita, i costi di questa vaccinazione gravano sull'intera collettività.
La sua bambina ha già completato, "senza problemi", l'intero ciclo vaccinale previsto dalla legge per tutti i nuovi nati, mentre il ragazzo dovrebbe essere vaccinato in questi giorni.
Indecisa sul da farsi, si è recata, poco prima di telefonare al CRIF, dal proprio medico di famiglia per chiedere delucidazioni. Il medico l'ha tranquillizzata dicendole che, anche se la legge lo prevede, non è poi così necessaria questa vaccinazione. Del resto nemmeno lui è vaccinato. La signora è indecisa, ma giustamente testarda: vuole l'opinione di una fonte attendibile.


Il commento
Maurizio Bonati - Centro per la salute maternoinfantile Istituto Mario Negri (Milano)


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© Occhio Clinico ottobre 1996