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Se l'artropode mordace è veicolo di patogeni

Cristoforo Incorvaia - Medicina generale e allergologia (Milano)

Girare nei boschi con le gambe coperte; vaccinarsi se si alleva bestiame; curare solo la malattia manifesta

IL CASO – Cave ixodem

Mentre la mamma di Nicolò O. mi racconta quanto è accaduto il giorno prima a suo figlio, la proccupazione traspare dalla voce e dai gesti: il ragazzino, che ha 13 anni, stava giocando in cortile con un cagnolino, quando la vista di un insetto attaccato alla gamba lo ha fatto tornare in casa a chiedere aiuto. La mamma ha usato una pinzetta per staccarlo, ma per l'ansia e l'inesperienza è riuscita solo parzialmente; ha capito così che si trattava di una di quelle famigerate zecche che in televisione sono protagoniste di storie concluse in modo drammatico.
Sono corsi allora in Pronto soccorso dove la zecca è stata rimossa completamente; Nicolò viene rimandato a casa con prescrizione di amoxicillina per 14 giorni e la mamma è invitata a segnalare al pediatra eventuali sintomi o segni allarmanti, per poter fare esami diagnostici.
Il racconto preoccupato della signora mi mette in difficoltà: che senso ha l'antibiotico per due settimane in assenza di malattia e a quali esami si riferivano i colleghi ospedalieri?
E' giustificato l'allarme per le patologie da zecche, quale viene alimentato dai media?

Tick-borne diseases
Occhio Clinico 2001; 4: 22
Key Words
Tick-borne Diseases; Rickettsial Diseases; Antibiotic Therapy
Summary
Ticks are blood feeding external parasites of many different species, transmitting the widest variety of pathogens of any blood sucking arthropod and can cause diseases of varying degrees of seriousness to humans. These diseases are transmitted through their faeces, either by direct inoculation, transcutaneous or respiratory contamination.
Wearing suitable clothes which completely cover the skin when walking in fields or woods is the best method of prevention against tick bites. The consequences of a bite can be limited by removing the tick as soon as possible. This must be carried out by carefully examining the skin of the person bitten; a tick bite is not painful and can only be found visually.
Therapy can be carried out only after having the infection confirmed by immunological tests. The drugs then prescribed must be chosen carefully for their toxicity in the younger patients.
Le zecche vengono generalmente percepite, dal pubblico e dai medici, specie in città, come una fonte di fastidio con cui difficilmente si avrà a che fare; l'interesse dei media, sottolineato dal collega che narra il caso, si focalizza sui rari casi fatali di infezioni mediate da zecche che si verificano anche in Italia e che sono dovuti quasi esclusivamente al mancato riconoscimento della malattia. Non è quindi inutile passare in rassegna i principali aspetti epidemiologici e diagnostici di queste patologie e il comportamento profilattico e terapeutico da seguire (1).
I dati statistici relativi alle rickettsiosi riportano un numero variabile da 1.100 a 1.500 casi l'anno (con il numero più elevato di casi in Sicilia e Sardegna), mentre la malattia di Lyme è decisamente più rara, essendo stati segnalati in tutto 1.324 casi dal 1983 (anno della prima segnalazione a Chiavari) al 1997.
Le regioni più interessate da questa malattia sono quelle dell'arco alpino, in particolare Friuli, Trentino Alto Adige, Veneto e Liguria.

CAPITA A CHI E' PUNTO La normale reazione locale da puntura di zecca, provocata da sostanze irritanti contenute nella loro saliva, produce una papula o un piccolo nodulo pruriginosi. La comparsa di un granuloma è solitamente causata dalla ritenzione dell'estremità cefalica, che resta infissa nella cute se la zecca viene estratta impropriamente. La mancata rimozione del parassita dalla cute può però addirittura provocare, con meccanismo tossico, la cosidetta paralisi da zecca, con repentina guarigione dopo estrazione dell'animale.
Le malattie da infezione di microrganismi compaiono più facilmente se la zecca rimane adesa alla cute e meno frequentemente se viene estratta subito.

Prima della punturaDopo la puntura
Le zecche tendono a infestare zone ad altitudini non troppo elevate, con boschi cedui, abbondante sottobosco e terreno ricco di humus, che favoriscono l'elevato tasso di umidità ambientale necessario al loro sviluppo. I luoghi a rischio sono i sentieri poco battuti, in cui si trova più facilmente fauna selvatica, mentre i periodi dell'anno più critici sono quelli primaverile ed estivo. Chi vi transita o vi lavora dovrebbe usare indumenti che coprono il più possibile il corpo e applicare sulla cute sostanze repellenti a base di permetrina. Se si soggiorna in tali luoghi può essere utile usare una trappola per zecche, rappresentata da un blocchetto di ghiaccio secco che essendo una fonte di anidride carbonica le attira irresistibilmente. Esistono inoltre idonei preparati chimici con cui trattare la zona, se di dimensioni limitate, o gli animali domestici. Per la prevenzione della febbre Q, trasmessa per via respiratoria o ingestiva, è importante pastorizzare il latte di vacche, capre e pecore per inattivare la Coxiella burnetii. E' disponibile un vaccino, da proporre ai soggetti a rischio. L' altro vaccino esistente è quello per l'encefalite da zecche, che non è acquistabile in Italia; può però essere importato dagli assessorati regionali alla sanità o da altri enti interessati, previa richiesta di un nulla osta allo svincolo doganale da parte della Direzione generale del servizio farmaceutico (6). Non deve meravigliare il fatto che il parassita possa rimanere adeso a lungo, perché la puntura è indolore e il suo riconoscimento è quindi solo visivo, potendo non avvenire se è localizzato in zone coperte da peli. E' quindi necessario cercarlo su chi ha frequentato luoghi possibilmente infestati, ispezionando tutto il corpo, specialmente cuoio capelluto, ascelle, gambe e zone inguinali, dal momento che il rischio di malattia si realizza col prolungarsi del contatto (in genere dopo 48-72 ore). Il metodo corretto di rimozione consiste nell'afferrare la zecca con una pinzetta il più vicino possibile all'estremità cefalica e tirare con decisione e movimento rotatorio, proteggendosi da contatti e schizzi con guanti e occhiali. E' meglio non ucciderla prima della rimozione con sostanze oleose o alcoliche, perché la zecca, morendo, potrebbe rilasciare il suo contenuto di microrganismi nella cute dell'ospite. L' opportunità della profilassi antibiotica è messa in dubbio dalla possibilità che essa ritardi il riconoscimento della malattia a fronte di una efficacia non generalizzabile e dalla bassa incidenza di punture infettanti (7, 8). E' giustificata quindi la perplessità del curante di Nicolò. L' atteggiamento più appropriato sembrerebbe quello dell'attesa della comparsa di sintomi sospetti, nei tempi di incubazione previsti (da 2 a 14 giorni per le rickettsiosi, da 1 a 21 giorni per la tularemia, da 7 a 31 giorni per la malattia di Lyme); la profilassi (doxiciclina) potrebbe essere presa in caso di contatto dimostratamente prolungato con la zecca, che sfuggano alla successiva sorveglianza (vedi anche Occhio Clinico 1998; 1: 25).

Gli agenti patogeni sono rickettsie, coxielle ed ehrlichie (tutte della famiglia delle rickettsiacee), Francisella tularensis, spirochete, babesie e virus (2). Le rickettsie possono provocare infezioni a decorso fulminante da estesa distruzione dell'endotelio vascolare e collasso circolatorio periferico, oppure malattie a sviluppo più lento. Il loro ciclo di sviluppo avviene fra i mammiferi e gli artropodi loro vettori (oltre alle zecche, acari, pidocchi e pulci) e molte rickettsiosi sono zoonosi in cui l'uomo è un accidente nel normale ciclo enzootico. La tabella 1 riporta le rickettsiosi insieme alle altre malattie trasmesse da zecche con il rispettivo agente responsabile e la distribuzione geografica. Per Coxiella burnetii si deve tenere presente che i serbatoi sono animali da allevamento (bovini, capre, pecore), per cui la febbre Q può essere una malattia professionale per i lavoratori dell'industria della carne e del latte, ma anche per animali selvatici o domestici. I microrganismi si ritrovano in grande numero negli annessi del parto (i cani randagi sono diffusori attraverso placente infette da essi ingerite) e negli escrementi di animali infetti; l'infezione nell'uomo può avvenire per via respiratoria attraverso l'inalazione di polvere che contiene particelle di fluidi animali essiccati o anche, raramente, per via orale.

Tabella 1. Agenti infettivi in giro per il mondo
malattia responsabile distribuzione geografica
febbre delle Montagne rocciose Rickettsia rickettsii Emisfero occidentale
febbre bottonosa Rickettsia conorii Africa, Asia, Europa e paesi del mediterraneo (variante mediterranea)
febbre Q Coxiella burnetii ubiquitaria
tifo da zecca del Queensland Rickettsia australis Australia
tifo siberiano Rickettsia siberica Siberia, Mongolia
tifo epidemico Rickettsia canadensis Nord America
ehrlichiosi umana monocitica Ehrlichia rickettsii ubiquitaria
Sennetsu fever Ehrlichia sennetsu Asia
tularemia Francisella tularensis ubiquitaria
malattia di Lyme Borrelia burgdorferi ubiquitaria
febbre ricorrente da zecche Borrelia parkeri, Borrelia duttoni, Borrelia turicatae tutto il mondo eccetto Australia
babesiosi umana Babesia microti, Babesia divergens ubiquitaria
febbre da zecche del Colorado Arbovirus America, Europa
encefalite da zecche Togavirus emisfero occidentale
febbri emorragiche da zecche Virus Crimea-Congo Asia, Africa, Europa orientale
malattia della foresta Kyasanur Virus Kyasanur India

Le rickettsiosi presenti in Italia sono la febbre delle Montagne rocciose (soprattutto in Sardegna), la febbre Q e la febbre bottonosa del Mediterraneo, ma sono sempre possibili altre malattie da rickettsia nei viaggiatori internazionali (3).
L'agente della tularemia, Francisella tularensis, viene trasmesso da zecche quali Dermacentor andersoni, Dermacentor variabilis, Dermacentor occidentalis e Amblyomma americanum, che veicolano il microrganismo tramite gli escrementi e non le ghiandole salivari. Francisella tularensis penetra attraverso la cute, soprattutto se sono presenti piccole lesioni di continuo, o attraverso le mucose e si stima che siano sufficienti 50 batteri per il contagio.
Il responsabile della malattia di Lyme (4) è Borrelia burgdorferi, una spirocheta trasmessa in America dalla zecca Ixodes scapularis (di cui Ixodes dammini è una variante) e in Europa soprattutto da Ixodes ricinus. Altre borrelie (non meno di 12 tipi, le più importanti delle quali sono quelle riportate nella tabella 1) sono responsabili della febbre ricorrente da zecche, trasmessa da argasidi del genere Ornithodoros.
Le babesie (soprattutto Babesia microti e Babesia divergens) che prendono il nome dal batteriologo Victor Babes, sono protozoi che vivono nei globuli rossi degli animali selvatici e domestici e vengono trasmessi accidentalmente all'uomo dalle zecche Ixodes ricinus e Ixodes scapularis con modalità simili a quelle con cui le zanzare trasmettono la malaria.
Riguardo infine al contagio con virus, la forma clinica più nota è la febbre da zecche del Colorado, in realtà presente anche in Europa con vettori diversi (Dermatocentor andersoni per gli Stati Uniti, Ixodes ricinus per l'Europa).
La più importante in Europa, inclusa l'Italia, è però l'encefalite da zecche (Tick-Borne Encephalitis o TBE), causata da un togavirus e trasmessa da Ixodes ricinus e Ixodes persulcatus (5).

SCOPRIRE PER CURARE Il sospetto iniziale di una patologia da zecche, con conseguente verifica anamnestica e prescrizione di test specifici, può essere formulato da ogni medico, anche in assenza di quadri clinici specifici, se sintomi di tipo influenzale come febbre, artromialgie, cefalea e astenia hanno un decorso anomalo. La tabella 2 riporta gli elementi diagnostici di maggiore utilità delle diverse malattie e la relativa prognosi, che è il criterio per decidere l'eventuale ricovero ospedaliero. La diagnosi eziologica delle varie malattie è possibile in centri specializzati, in grado di eseguire i necessari esami di laboratorio anticorpali o colturali che hanno soppiantato il vecchio e poco specifico test di Weil-Felix.

Tabella 2. Non prove, ma indizi
malattia sintomi e segni prognosi
paralisi da zecca paralisi flaccida, inizia 5-6 giorni dopo l'adesione della zecca interessando prima le estremità potenzialmente fatale (paralisi respiratoria) se non si estrae le zecca
febbre delle Montagne Rocciose esantema maculo papuloso o petecchiale, sintomi neuro psichiatrici, adenopatie, piastrinopenia, iponatremia raramente fatale (7% dei casi); più grave in anziani, alcolisti, soggetti con deficit di glucosio 6 fosfato deidrogenasi
febbre Q iperpiressia (> 40°C), bradicardia, cefalea con iniezione congiuntivale, polmonite tipo mycoplasma favorevole, con guarigione in 7-10 giorni; esito fatale nel 2%, da endocardite
febbre bottonosa del Mediterraneo presenza di escara scura (tache noire), esantema dopo 3-5 giorni di febbre, complicanze emorragiche, sintomi neurologici favorevole, esito fatale molto raro
erhlichiosi rinite, dolori addominali, vomito e diarrea, possibili complicazioni a carico di sistema nervoso, rene o midollo favorevole
tularemia ulcera a fondo nerastro con adenopatia regionale, epato-splenomegalia, endocardite fatale nell'8% dei casi senza trattamento adeguato
malattia di Lyme eritema migrante, adenopatie, epatite, sintomi neurologici; in fase tardiva, artrite, acrodermatite atrofizzante, polineuropatia favorevole se terapia antibiotica precoce
babesiosi anemia emolitica, ittero, insufficienza renale fatale raramente e soprattutto in soggetti splenectomizzati
encefalite virale sintomi neurologici, (meningite nei bambini ed encefalite negli adulti) letalità nel 2-5% in Europa, nel 20-40% in Oriente
febbri emorragiche emorragie a cute e mucose, ematemesi, melena, meningismo, coma; nella malattia Kyasanur, bradicardia, linfoadenopatia generalizzata letalità alta (50%) in Asia e Africa; Più favorevole (letalità 5%) per la malattia Kyasanur

La terapia medica è basata sugli antibiotici, da impiegarsi a diagnosi compiuta. La tabella 3 riporta gli antibiotici di prima e seconda scelta per le diverse malattie; si deve decidere quale antibiotico usare considerando l'età e lo stato di salute del soggetto (certe classi hanno controindicazioni nell'età pediatrica, in gravidanza o nell'insufficienza renale).
In malattie da spirochete, ma a volte anche da rickettsie, può verificarsi nei primi giorni di trattamento la reazione di Jarisch-Herxheimer (aumento della febbre e artromialgie) dovuta alla lisi massiva dei microrganismi causata dalla terapia.
Per le malattie virali la terapia è di supporto, rivolta al trattamento delle complicanze e soprattutto a sostenere il circolo in caso di collasso (comune causa di exitus) e a combattere le emorragie.

Tabella 3. La medicina giusta
malattia antibiotici di scelta
febbre delle
Montagne rocciose
prima scelta: doxiciclina e tetraciclina
seconda scelta: cloramfenicolo
febbre Q cloramfenicolo o doxiciclina e tetraciclina
febbre bottonosa
del Mediterraneo
prima scelta: doxiciclina e tetraciclina
seconda scelta: ciprofloxacina, cloramfenicolo
malattia di Lyme
e altre borreliosi
prima scelta: doxiciclina o amoxicillina
seconda scelta: cefuroxime o macrolidi (eritromicina)
tularemia prima scelta: streptomicina, gentamicina
seconda scelta: doxiciclina e tetraciclina, cloramfenicolo, ciprofloxacina
babesiosi clindamicina insieme a chinino (B. microti) o clorochina (B. divergens)

Bibliografia


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