| Girare nei boschi con le gambe coperte; vaccinarsi se si alleva bestiame; curare solo la malattia manifesta |
Capita a chi è punto Scoprire per curare Bibliografia |
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| Mentre la mamma di Nicolò O. mi racconta quanto è accaduto il giorno prima a suo figlio, la proccupazione traspare dalla voce e dai gesti: il ragazzino, che ha 13 anni, stava giocando in cortile con un cagnolino, quando la vista di un insetto attaccato alla gamba lo ha fatto tornare in casa a chiedere aiuto. La mamma ha usato una pinzetta per staccarlo, ma per l'ansia e l'inesperienza è riuscita solo parzialmente; ha capito così che si trattava di una di quelle famigerate zecche che in televisione sono protagoniste di storie concluse in modo drammatico. Sono corsi allora in Pronto soccorso dove la zecca è stata rimossa completamente; Nicolò viene rimandato a casa con prescrizione di amoxicillina per 14 giorni e la mamma è invitata a segnalare al pediatra eventuali sintomi o segni allarmanti, per poter fare esami diagnostici. Il racconto preoccupato della signora mi mette in difficoltà: che senso ha l'antibiotico per due settimane in assenza di malattia e a quali esami si riferivano i colleghi ospedalieri? E' giustificato l'allarme per le patologie da zecche, quale viene alimentato dai media? |
| Tick-borne diseases Occhio Clinico 2001; 4: 22 |
| Key Words Tick-borne Diseases; Rickettsial Diseases; Antibiotic Therapy |
| Summary Ticks are blood feeding external parasites of many different species, transmitting the widest variety of pathogens of any blood sucking arthropod and can cause diseases of varying degrees of seriousness to humans. These diseases are transmitted through their faeces, either by direct inoculation, transcutaneous or respiratory contamination. Wearing suitable clothes which completely cover the skin when walking in fields or woods is the best method of prevention against tick bites. The consequences of a bite can be limited by removing the tick as soon as possible. This must be carried out by carefully examining the skin of the person bitten; a tick bite is not painful and can only be found visually. Therapy can be carried out only after having the infection confirmed by immunological tests. The drugs then prescribed must be chosen carefully for their toxicity in the younger patients. |
CAPITA A CHI E' PUNTO La normale reazione locale da puntura di zecca, provocata da sostanze irritanti contenute nella loro saliva, produce una papula o un piccolo nodulo pruriginosi. La comparsa di un granuloma è solitamente causata dalla ritenzione dell'estremità cefalica, che resta infissa nella cute se la zecca viene estratta impropriamente. La mancata rimozione del parassita dalla cute può però addirittura provocare, con meccanismo tossico, la cosidetta paralisi da zecca, con repentina guarigione dopo estrazione dell'animale.
Le malattie da infezione di microrganismi compaiono più facilmente se la zecca rimane adesa alla cute e meno frequentemente se viene estratta subito.
| Prima della puntura | Dopo la puntura |
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| Le zecche tendono a infestare zone ad altitudini non troppo elevate, con boschi cedui, abbondante sottobosco e terreno ricco di humus, che favoriscono l'elevato tasso di umidità ambientale necessario al loro sviluppo. I luoghi a rischio sono i sentieri poco battuti, in cui si trova più facilmente fauna selvatica, mentre i periodi dell'anno più critici sono quelli primaverile ed estivo. Chi vi transita o vi lavora dovrebbe usare indumenti che coprono il più possibile il corpo e applicare sulla cute sostanze repellenti a base di permetrina. Se si soggiorna in tali luoghi può essere utile usare una trappola per zecche, rappresentata da un blocchetto di ghiaccio secco che essendo una fonte di anidride carbonica le attira irresistibilmente. Esistono inoltre idonei preparati chimici con cui trattare la zona, se di dimensioni limitate, o gli animali domestici. Per la prevenzione della febbre Q, trasmessa per via respiratoria o ingestiva, è importante pastorizzare il latte di vacche, capre e pecore per inattivare la Coxiella burnetii. E' disponibile un vaccino, da proporre ai soggetti a rischio. L' altro vaccino esistente è quello per l'encefalite da zecche, che non è acquistabile in Italia; può però essere importato dagli assessorati regionali alla sanità o da altri enti interessati, previa richiesta di un nulla osta allo svincolo doganale da parte della Direzione generale del servizio farmaceutico (6). | Non deve meravigliare il fatto che il parassita possa rimanere adeso a lungo, perché la puntura è indolore e il suo riconoscimento è quindi solo visivo, potendo non avvenire se è localizzato in zone coperte da peli. E' quindi necessario cercarlo su chi ha frequentato luoghi possibilmente infestati, ispezionando tutto il corpo, specialmente cuoio capelluto, ascelle, gambe e zone inguinali, dal momento che il rischio di malattia si realizza col prolungarsi del contatto (in genere dopo 48-72 ore). Il metodo corretto di rimozione consiste nell'afferrare la zecca con una pinzetta il più vicino possibile all'estremità cefalica e tirare con decisione e movimento rotatorio, proteggendosi da contatti e schizzi con guanti e occhiali. E' meglio non ucciderla prima della rimozione con sostanze oleose o alcoliche, perché la zecca, morendo, potrebbe rilasciare il suo contenuto di microrganismi nella cute dell'ospite. L' opportunità della profilassi antibiotica è messa in dubbio dalla possibilità che essa ritardi il riconoscimento della malattia a fronte di una efficacia non generalizzabile e dalla bassa incidenza di punture infettanti (7, 8). E' giustificata quindi la perplessità del curante di Nicolò. L' atteggiamento più appropriato sembrerebbe quello dell'attesa della comparsa di sintomi sospetti, nei tempi di incubazione previsti (da 2 a 14 giorni per le rickettsiosi, da 1 a 21 giorni per la tularemia, da 7 a 31 giorni per la malattia di Lyme); la profilassi (doxiciclina) potrebbe essere presa in caso di contatto dimostratamente prolungato con la zecca, che sfuggano alla successiva sorveglianza (vedi anche Occhio Clinico 1998; 1: 25). |
| Tabella 1. Agenti infettivi in giro per il mondo | ||
|---|---|---|
| malattia | responsabile | distribuzione geografica |
| febbre delle Montagne rocciose | Rickettsia rickettsii | Emisfero occidentale |
| febbre bottonosa | Rickettsia conorii | Africa, Asia, Europa e paesi del mediterraneo (variante mediterranea) |
| febbre Q | Coxiella burnetii | ubiquitaria |
| tifo da zecca del Queensland | Rickettsia australis | Australia |
| tifo siberiano | Rickettsia siberica | Siberia, Mongolia |
| tifo epidemico | Rickettsia canadensis | Nord America |
| ehrlichiosi umana monocitica | Ehrlichia rickettsii | ubiquitaria |
| Sennetsu fever | Ehrlichia sennetsu | Asia |
| tularemia | Francisella tularensis | ubiquitaria |
| malattia di Lyme | Borrelia burgdorferi | ubiquitaria |
| febbre ricorrente da zecche | Borrelia parkeri, Borrelia duttoni, Borrelia turicatae | tutto il mondo eccetto Australia |
| babesiosi umana | Babesia microti, Babesia divergens | ubiquitaria |
| febbre da zecche del Colorado | Arbovirus | America, Europa |
| encefalite da zecche | Togavirus | emisfero occidentale |
| febbri emorragiche da zecche | Virus Crimea-Congo | Asia, Africa, Europa orientale |
| malattia della foresta Kyasanur | Virus Kyasanur | India |
SCOPRIRE PER CURARE Il sospetto iniziale di una patologia da zecche, con conseguente verifica anamnestica e prescrizione di test specifici, può essere formulato da ogni medico, anche in assenza di quadri clinici specifici, se sintomi di tipo influenzale come febbre, artromialgie, cefalea e astenia hanno un decorso anomalo. La tabella 2 riporta gli elementi diagnostici di maggiore utilità delle diverse malattie e la relativa prognosi, che è il criterio per decidere l'eventuale ricovero ospedaliero. La diagnosi eziologica delle varie malattie è possibile in centri specializzati, in grado di eseguire i necessari esami di laboratorio anticorpali o colturali che hanno soppiantato il vecchio e poco specifico test di Weil-Felix.
| Tabella 2. Non prove, ma indizi | ||
|---|---|---|
| malattia | sintomi e segni | prognosi |
| paralisi da zecca | paralisi flaccida, inizia 5-6 giorni dopo l'adesione della zecca interessando prima le estremità | potenzialmente fatale (paralisi respiratoria) se non si estrae le zecca |
| febbre delle Montagne Rocciose | esantema maculo papuloso o petecchiale, sintomi neuro psichiatrici, adenopatie, piastrinopenia, iponatremia | raramente fatale (7% dei casi); più grave in anziani, alcolisti, soggetti con deficit di glucosio 6 fosfato deidrogenasi |
| febbre Q | iperpiressia (> 40°C), bradicardia, cefalea con iniezione congiuntivale, polmonite tipo mycoplasma | favorevole, con guarigione in 7-10 giorni; esito fatale nel 2%, da endocardite |
| febbre bottonosa del Mediterraneo | presenza di escara scura (tache noire), esantema dopo 3-5 giorni di febbre, complicanze emorragiche, sintomi neurologici | favorevole, esito fatale molto raro |
| erhlichiosi | rinite, dolori addominali, vomito e diarrea, possibili complicazioni a carico di sistema nervoso, rene o midollo | favorevole |
| tularemia | ulcera a fondo nerastro con adenopatia regionale, epato-splenomegalia, endocardite | fatale nell'8% dei casi senza trattamento adeguato |
| malattia di Lyme | eritema migrante, adenopatie, epatite, sintomi neurologici; in fase tardiva, artrite, acrodermatite atrofizzante, polineuropatia | favorevole se terapia antibiotica precoce |
| babesiosi | anemia emolitica, ittero, insufficienza renale | fatale raramente e soprattutto in soggetti splenectomizzati |
| encefalite virale | sintomi neurologici, (meningite nei bambini ed encefalite negli adulti) | letalità nel 2-5% in Europa, nel 20-40% in Oriente |
| febbri emorragiche | emorragie a cute e mucose, ematemesi, melena, meningismo, coma; nella malattia Kyasanur, bradicardia, linfoadenopatia generalizzata | letalità alta (50%) in Asia e Africa; Più favorevole (letalità 5%) per la malattia Kyasanur |
| Tabella 3. La medicina giusta | |
|---|---|
| malattia | antibiotici di scelta |
| febbre delle Montagne rocciose | prima scelta: doxiciclina e tetraciclina seconda scelta: cloramfenicolo |
| febbre Q | cloramfenicolo o doxiciclina e tetraciclina |
| febbre bottonosa del Mediterraneo | prima scelta: doxiciclina e tetraciclina seconda scelta: ciprofloxacina, cloramfenicolo |
| malattia di Lyme e altre borreliosi | prima scelta: doxiciclina o amoxicillina seconda scelta: cefuroxime o macrolidi (eritromicina) |
| tularemia | prima scelta: streptomicina, gentamicina seconda scelta: doxiciclina e tetraciclina, cloramfenicolo, ciprofloxacina |
| babesiosi | clindamicina insieme a chinino (B. microti) o clorochina (B. divergens) |
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