Nonsolofarmaci



Atmosfera vaporosa per i secchi inverni

L'aria troppo secca è caratteristica della stagione invernale: il riscaldamento infatti riduce drasticamente l'umidità dell'ambiente domestico. Se, per esempio, la temperatura esterna è di 10 °C, e l'umidità del 50 per cento, in un locale riscaldato a 20 °C, l'umidità scende fino al 27 per cento.
Mal di gola, respirazione difficoltosa, vie nasali ostruite, inaridimento delle mucose, mal di testa sono solo alcuni dei sintomi riconducibili a questo fenomeno, sintomi che compaiono durante le ore notturne, impedendo un sonno tranquillo e dando al risveglio una sensazione di malessere. Può così capitare che, all'accensione degli impianti di riscaldamento, alcuni pazienti si presentino in ambulatorio lamentando simili fastidiosi problemi.
E' questa una delle occasioni in cui può essere opportuno consigliare un umidificatore.
Per poter indirizzare il paziente all'acquisto, sono utili i dati di una recente inchiesta di Altroconsumo (1995; 76: 29) che prende in considerazione le esigenze (sicurezza, facilità d'uso ed economicità) di chi lo deve utilizzare.
Sul mercato sono disponibili tre tipi di umidificatori: a elettrodi, a resistenza e a ultrasuoni. I meccanismi di funzionamento di ciascun tipo sono riassunti qui sotto.
Ma ecco le caratteristiche più importanti da valutare in un umidificatore.

L'igrostato è il rilevatore di umidità, con la funzione di bloccare o attivare l'emissione di vapore al fine di mantenere il giusto grado di umidità relativa (circa 40-50 per cento). In assenza di questo dispositivo di regolazione, l'umidificatore resta in funzione anche quando non è necessario. Sono pochi i modelli dotati di igrostato, e nessuno fra quelli a elettrodi.
Il flusso di vapore Un umidificatore dovrebbe emettere sempre un flusso di vapore costante ed essere dotato di un dispositivo che permette di regolarlo. Mentre negli apparecchi a resistenza e in quelli a ultrasuoni entrambe queste esigenze vengono soddisfatte, in quelli a elettrodi la produzione di vapore varia notevolmente a seconda della quantità d'acqua presente nel serbatoio, e in alcuni modelli il regolatore è poco efficace o manca del tutto.
L'autonomia Essere costretti a riempire troppo spesso il serbatoio del proprio umidificatore è una scomodità, dato che il suo impiego è prevalentemente notturno: l'autonomia di un buon apparecchio dovrebbe quindi andare dalle 10 alle 20 ore.
La sicurezza elettrica La sicurezza degli elettrodomestici viene regolamentata in base a due tipi di norme: regole generali applicabili a tutti gli elettrodomestici, e regole relative a una certa categoria di apparecchi. Purtroppo non esiste ancora, a livello europeo, una normativa specifica per gli umidificatori, anche se il parametro sicurezza è particolarmente importante per questi dispositivi, che spesso vengono messi in funzione nelle stanze dei bambini.
In particolare sono due le occasioni più pericolose. La prima si presenta quando l'umidificatore, con il serbatoio pieno, viene inclinato, magari per spostarlo da un posto all'altro: in questo caso, anche se il serbatoio è stato riempito entro i limiti indicati, può uscire un po' d'acqua che è ancora sotto tensione. Se poi, nel tentativo di aumentare l'autonomia di funzionamento, il serbatoio viene riempito oltre il limite massimo, quando si inserisce il gruppo degli elettrodi l'acqua può fuoruscire, con il conseguente pericolo di scosse elettriche. Da questo punto di vista i modelli a ultrasuoni e a resistenza sono ritenuti decisamente più sicuri. La sicurezza termica Il vapore emesso e le pareti esterne dell'umidificatore in funzione non dovrebbero mai raggiungere una temperatura tale da provocare scottature. Negli umidificatori a elettrodi il vapore prodotto ha una temperatura elevata, attorno agli 80-100 °C, in grado quindi di provocare ustioni. Negli apparecchi a resistenza l'acqua viene portata a ebollizione, e perciò il vapore prodotto è molto caldo; essi sono tuttavia dotati di un ventilatore interno al sistema che provvede al raffreddamento del vapore emesso in misura sufficiente a renderlo innocuo. Gli umidificatori a ultrasuoni, producendo vapore freddo, non danno evidentemente luogo a fenomeni di questo tipo.
La dispersione batterica I modelli a elettrodi e a resistenza producono vapore a una temperatura elevata, intorno ai 100 °C; non danno perciò luogo a dispersione di batteri, che vengono eliminati dal calore anche se eventualmente presenti nell'acqua del serbatoio. Gli umidificatori a ultrasuoni, invece, poiché producono e diffondono vapore freddo, non hanno azione battericida; per ovviare all'inconveniente di una eventuale contaminazione batterica dell'atmosfera è indispensabile effettuare una frequente e attenta pulizia dei serbatoi.
La facilità d'uso In genere i modelli sono comodi da trasportare, ma non altrettanto facili da riempire; così come non tutti sono dotati di un interruttore per l'accensione e lo spegnimento, e spesso costringono l'utilizzatore a staccare e riattaccare la spina dell'apparecchio alla presa di corrente.
Bisognerebbe inoltre accertarsi che l'umidificatore sia munito di dispositivi per verificare facilmente se l'apparecchio è acceso o spento e per controllare il livello dell'acqua all'interno del serbatoio. In tema di comodità d'uso, c'è anche da segnalare che i modelli a elettrodi e a resistenza funzionano con semplice acqua di rubinetto, mentre per quelli a ultrasuoni la cosa è possibile solamente se l'acqua dell'acquedotto è poco dura. Un'ultima considerazione riguarda la possibilità di pulire facilmente sia l'esterno dell'apparecchio sia il serbatoio interno. Il costo Gli umidificatori a elettrodi sono i più economici, con prezzi che variano tra le 40000 e le 70000 lire; a metà strada si trovano gli apparecchi a ultrasuoni, che richiedono una spesa di circa 130000-170000 lire; i più costosi sono gli umidificatori a resistenza, il cui prezzo però è molto diverso a seconda del modello scelto: da poco più di 100000 lire si può arrivare a oltre 300000 lire.


I prodotti in commercio

A: funzionamento con acqua del rubinetto
B: possibilità di utilizzare oli ed essenze
C: filtri dell'aria
D: serbatoio estraibile
E: direzione regolabile del flusso di vapore
F: spia luminosa del funzionamento
G: filtri di decalcificazione dell'acqua
H: soluzione decalcificante

Tabella modificata da Altroconsumo (1995; 76: 29)


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© Occhio Clinico Novembre 1995