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L'ORECCHIO CHE INVECCHIA MERITA UN SOSTEGNO

COME FUNZIONA UN APPARECCHIO ACUSTICO
LA SCELTA DELLA PROTESI ADATTA
LA PERSONALIZZAZIONE E IL COUNSELLING

I danni più frequenti all'apparato uditivo sono a carico dell'orecchio medio e dell'orecchio interno. Nel primo caso si parla di sordità di trasmissione: essa riguarda il 25 per cento dei pazienti con deficit uditivi ed è risolvibile con terapie mediche o chirurgiche. Nel secondo caso il danno è di tipo neurosensoriale ed è caratterizzato dalla distruzione parziale o totale delle cellule ciliate acustiche. E' responsabile di più del 70 per cento dei deficit uditivi: in questa percentuale rientrano le ipoacusie conseguenti a un'eccessiva esposizione al rumore (sul lavoro, in discoteca), quelle da farmaci ototossici e l'ipoacusia dell'anziano, detta presbiacusia. Per questo tipo di sordità, in cui il danno è irreversibile, non esistono rimedi medici o chirurgici, ma solo ausili protesici.


COME FUNZIONA UN APPARECCHIO ACUSTICO
La protesi acustica è un sistema elettronico con la funzione di compensare nel miglior modo possibile le deficienze uditive del paziente. Il segnale acustico proveniente dall'ambiente viene raccolto, opportunamente ampliato e trasformato e quindi inviato all'orecchio. L'apparecchio non è altro che un amplificatore a bassa fedeltà, che riproduce messaggi acustici appartenenti a una banda limitata di frequenze nel campo dell'udibilità, e introduce fenomeni di distorsione sui messaggi stessi. E' costituito principalmente da un microfono, che trasforma le onde sonore in segnali elettrici, da un amplificatore, che elabora i segnali elettrici e li modifica in base alle esigenze dell'ipoacusico, e da un riproduttore di suoni, che riconverte gli impulsi elettrici in segnali acustici. Nell'apparecchio sono inseriti diversi dispositivi di controllo e regolazione del volume, del tono, della compressione dei suoni, per brusche variazioni d'intensità, eccetera.
La protesi riceve energia da una pila (a stilo, miniaturizzata o altro ancora, a seconda del tipo di apparecchio) o da un accumulatore ricaricabile.
Tutte le protesi sono anche dotate di una bobina per l'ascolto telefonico, che viene inserita azionando un interruttore: la protesi, accostata alla cornetta del telefono, è in grado di captare la conversazione telefonica mediante induzione magnetica e di riprodurre i suoni senza interferenze e rumori estranei. La bobina telefonica può essere anche impiegata per un migliore ascolto della radio e della televisione, dopo avere dotato gli apparecchi di un apposito impianto di induzione magnetica; il sistema può essere adattato all'uso nelle sale teatrali e cinematografiche, nelle aule scolastiche e in tutte le situazioni in cui un soggetto parla e un gruppo di persone ascolta.
I diversi tipi di protesi acustiche moderne si differenziano in base alla potenza, strettamente correlata all'entità della perdita del senso uditivo.
Le protesi endoauricolari sono le più piccole, ma le meno potenti; alloggiate nello spazio del condotto uditivo esterno, sono indicate nelle ipoacusie lievi e medie.
Le protesi retroauricolari sono le più diffuse perché, pur essendo così piccole da poter essere collocate dietro il padiglione auricolare, consentono la correzione di perdite d'udito anche gravi; dalla protesi esce un tubicino di plastica che termina con un raccordo sagomato inserito nel condotto uditivo esterno, dove convoglia i suoni. Nei casi di ipoacusia più gravi trovano applicazione le protesi a scatola, in grado di fornire un'amplificazione molto elevata. In questo modello il riproduttore, esterno alla protesi, viene collegato a essa con un sottile cavo elettrico e applicato all'orecchio tramite un raccordo.
Le protesi a occhiale, infine, contengono tutti i componenti in una o in entrambe le stanghette della montatura di un paio di occhiali.

LA SCELTA DELLA PROTESI ADATTA
La protesi acustica, essendo un presidio medico-chirurgico, necessita di una precisa prescrizione, a seguito di una corretta diagnosi del grado di ipoacusia neurosensoriale.
"Gli esami necessari devono essere effettuati in ambulatori che siano in grado di garantire l'affidabilità delle misure, oltre alla competenza e alla professionalità degli operatori: il medico audiologo o otorinolaringoiatra e l'audiometrista-audioprotesista diplomato" afferma il professor Antonio Arpini, docente di audiologia presso l'Università degli studi di Milano e consulente del Centro studi di bioacustica. "Sono assolutamente da bandire le indagini svolte in luoghi non idonei, come farmacie, negozi di ottica o addirittura a domicilio, in genere promosse dalle aziende produttrici a scopo pubblicitario o commerciale". Nella maggioranza dei casi, infatti, sia l'ambiente sia il personale impiegato non garantiscono un approccio corretto: iniziative di questo tipo si concludono generalmente con un insuccesso e con la conseguente frustrazione del paziente, che aveva riposto nella terapia protesica le sue speranze, anche a costo di grandi sacrifici.
"In ambito diagnostico, le strutture pubbliche universitarie e ospedaliere offrono buoni standard qualitativi e sono sufficientemente accreditate per porre correttamente diagnosi e indicazione protesica" continua il professor Arpini. "Le indagini consistono nell'obiettività otoscopica, nel rilevamento della soglia audiometrica del soggetto, tramite test di audiometria tonale e vocale, e nell'indagine impedenzometrica.
L'audiometria tonale fornisce precise informazioni sulla capacità uditiva per singoli toni, mentre i test di tipo vocale danno indicazioni circa le capacità discriminative del soggetto, in assenza e in presenza di altri messaggi sonori di competizione che simulano quelli della vita reale (della strada, di un luogo affollato eccetera). L'impedenzometria ha invece il compito di esplorare la funzionalità dell'apparato timpano-ossiculare e di definire la soglia di fastidio, cioè la tipologia e l'intensità dei suoni che suscitano nell'ascoltatore sensazioni sgradevoli o, addirittura, dolorose".

protesi a occhiale e protesi retroauricolare

protesi a scatola e protesi endoauricolare

LA PERSONALIZZAZIONE E IL COUNSELLING
A diagnosi e prescrizione avvenute, la fornitura e la personalizzazione dell'apparecchio costituiscono la fase più delicata, spesso condizionata dalle strategie di mercato delle aziende distributrici. Questa fase di selezione, personalizzazione, adattamento e counselling viene infatti in genere demandata a strutture private, aziende presenti sul territorio nazionale con una rete di distribuzione più o meno organizzata (in Italia il 90 per cento degli apparecchi viene importato dagli Stati Uniti o dal Nord Europa e il restante 10 per cento deriva dall'assemblaggio dei componenti elettronici provenienti dagli stessi paesi).
In ambito pubblico, è possibile trovare ambulatori specializzati per la diagnosi audiologica e l'applicazione protesica solo in alcuni reparti universitari od ospedalieri (vedi riquadro a pagina 31).
La protesi acustica va scelta in base ai test audiologici e alle caratteristiche fisiologiche e anatomopatologiche del soggetto: ogni caso di ipoacusia è a sé stante e quindi ogni protesi va adattata al caso specifico.
"Se il calco del condotto uditivo esterno non viene fatto correttamente, la protesi non vi alloggerà perfettamente e darà basse prestazioni: fischierà in continuazione oppure uscirà dall'orecchio durante la masticazione o a causa di una risata" ricorda il professor Arpini. "Nel caso invece di una mancata o imperfetta correlazione tra le caratteristiche audiometriche e audiologiche del soggetto e quelle dell'amplificatore della protesi, questa fornirà un'eccessiva amplificazione dei rumori dell'ambiente e una cattiva discriminazione della parola. Questi e altri inconvenienti sono causa troppo frequente di insuccessi e di sfiducia nella terapia protesica".
Dopo la prima fase di personalizzazione, il paziente non potrà comunque essere abbandonato a sé stesso, ma dovrà essere seguito nel periodo di adattamento successivo, sia per quanto riguarda la protesi come oggetto sia per l'apprendimento di nuove modalità di ascolto. Potranno essere necessarie alcune settimane, a volte mesi, per imparare a usare in modo appropriato l'apparecchio e a trarne il massimo vantaggio nelle diverse situazioni.
Saranno anche opportune sedute individuali o collettive per aiutare i pazienti a familiarizzare con gli apparecchi e per far loro capire che questi, sebbene tecnologicamente avanzati, hanno pur sempre limiti. La loro principale funzione consiste, infatti, nell'amplificare i suoni, e spesso, quando l'ambiente è particolarmente rumoroso, possono diventare inutili: in tal caso conviene spegnerli.
In Italia vengono venduti circa 400.000 apparecchi acustici all'anno: di questi solo una piccola parte è a totale carico del Servizio sanitario nazionale (invalidi civili ai sensi della legge 118 e sordomuti ai sensi della legge 381); in tutti gli altri casi è il singolo che deve sobbarcarsi interamente la spesa dell'apparecchio.

Centri pubblici di applicazione protesica


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© Occhio Clinico giugno 1996