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STEP-Mammografia"

(Studio sull'Efficacia Preventiva della Mammografia)

PROGETTO DI RICERCA COLLABORATIVA
IN MEDICINA GENERALE, ORGANIZZATO DA:

referenti: Filippo Bianchetti (CSeRMEG) e Maurizio Cancian (SIMG)
con la consulenza tecnica e scientifica del dr. Franco Berrino
(Istituto dei Tumori di Milano)


IPOTESI DA VERIFICARE CON LO STUDIO:

La mammografia (occasionale o periodica), effettuata a scopo preventivo,
a richiesta della donna o su indicazione del medico curante,
al di fuori quindi di programmi di screening strutturati e centralizzati,
permette di ottenere un riduzione della mortalità dei tumori del seno?


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A parte il ruolo che ha nella diagnostica dei noduli mammari palpabili, la mammografia è un esame proposto comunemente in Italia alle donne a scopo preventivo. Può essere effettuata nell'ambito di programmi istituzionali di screening, in cui un'organizzazione centralizzata prevede il richiamo periodico delle donne e un monitoraggio della qualità degli esami, ma molto più spesso viene proposta alle donne direttamente dal medico (di medicina generale o dal ginecologo) in occasione di una visita, o talvolta viene anche richiesta spontaneamente dalla donna stessa.

La mammografia periodica come mezzo di screening del tumore della mammella è stata studiata mediante diversi trials clinici, che ne hanno documentato l'efficacia nel ridurre la mortalità per la malattia in donne tra 50 e 70 anni e, in minor misura, in quelle più giovani. Questi studi sono stati condotti ovviamente in contesti di ricerca, in cui la qualità degli interventi era la massima possibile; ad esempio: puntuali richiami periodici delle donne, costante verifica di tutte le fasi critiche (qualità degli apparecchi radiologici e delle lastre, esperienza dei radiologi, interventi diagnostici e terapeutici su casi risultati positivi), e così via. Queste condizioni esistono anche nei pochi programmi istituzionalizzati di screening esistenti in Italia, ma non al di fuori di essi.
Ammessa l'efficacia della mammografia a scopo preventivo in condizioni controllate, e considerato che nella maggioranza dei casi viene invece effettuata per iniziativa spontanea di medici o delle donne stesse, ci chiediamo se effettuarla comunque e dovunque (al di fuori quindi di programmi di screening istituzionalizzati) ci consenta di ottenere analoghi risultati in termini di efficacia preventiva.
La risposta a questa domanda ci permetterebbe:
Poiché non vi sono dati attendibili per poter fare
affermazioni sicure in proposito,
abbiamo organizzato una ricerca che proponiamo
a tutti i medici di medicina generale,
per verificare quali risultati si ottengono effettivamente
con l'effettuazione di mammografie a scopo preventivo
al di fuori di programmi di screening organizzati.

INVITIAMO I MEDICI DI MEDICINA GENERALE A PARTECIPARE.
Se ti interessa contribuire allo studio

LEGGI IL PROTOCOLLO
E LE MODALITA' DI PARTECIPAZIONE

La ricerca, strutturata secondo la tecnica del "caso-controllo", è molto semplice da effettuare e richiede poco tempo ma abbiamo bisogno di ricevere dati accuratamente verificati.


Lo STEP-Mammografiaè uno studio organizzato in collaborazione tra
lo CSeRMEG (Centro Studi e Ricerche in Medicina Generale), la SIMG (Società Italiana di Medicina Generale),
la Rivista Occhio Clinico edita da UTET-Periodici, con la consulenza del dr. Franco Berrino (Istituto dei Tumori di Milano)
Comitato scientifico e organizzativo:
dr. Franco Berrino (Milano), dr. Filippo Bianchetti (Varese), dr. Maurizio Cancian (Conegliano Veneto),
dr. Vittorio Caimi (Monza), dr.ssa Manuela Lerda (Cuneo), dr. Romano Paduano (Palmanova),
dr. Romeo Riundi (Varese), dr. Roberto Satolli (Milano), dr. Massimo Tombesi (Macerata), dr. Giorgio Tresoldi (Milano)
Elaborazione dati e centro di raccolta:
dr. Franco Berrino (Milano), dr. Salvatore Pisani (Osservatorio epidemiologico ASL di Varese)

 


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