| Questo articolo è stato ispirato anche dal testo pubblicato su Occhio Clinico (1999; 8: 26), che metteva in dubbio la necessità di procedere a un esame obiettivo sistematico in ogni incontro col paziente. Ma di fronte a un caso clinico aperto il riscontro fisico è indispensabile | Bibliografia |
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| Piero N. è un giovane venditore ambulante di 24 anni, inviatomi dal curante per un aumento delle transaminasi e della bilirubina rilevato tre mesi or sono, e successivamente più volte confermato nel corso di indagini bioumorali routinarie eseguite per la comparsa, da alcune settimane, di una sintomatologia aspecifica: febbricola, alvo tendenzialmente diarroico e astenia. Il collega spiega di aver sottoposto il paziente, non appena ricevuto il primo dato di laboratorio, a una serie di indagini mirate e di averlo successivamente inviato a vari specialisti per individuare l'origine dell'alterazione. L'ultimo consulente interpellato consigliava una TC addominale con mezzo di contrasto iodato e una biopsia epatica; sia il paziente sia la madre, preoccupati, chiedevano un ultimo parere «a scatola chiusa» prima di quest'ultima manovra diagnostica, considerata invasiva. L'anamnesi familiare, patologica remota e farmacologica sono sostanzialmente negative. Il ragazzo ha goduto di buona salute fino al gennaio 1999, quando ha iniziato a manifestare un'astenia generica ma ingravescente, vaghi disturbi dispeptici, due o tre scariche giornaliere di feci poco formate e febbricola incostante. Dal racconto inoltre emerge un cospicuo calo ponderale (10 kg nell'arco di 3-4 mesi) senza riduzione dell'apporto calorico. Gli esami bioumorali dimostrano valori medi di transaminasi (250 U/L) più volte confermati, un modesto incremento della bilirubinemia totale e diretta (rispettivamente 2,5 mg/dL e 1,5 mg/dL), un lieve e incostante incremento di fosfatasi alcalina e gammaGT, un discreto aumento della ferritinemia (250 mg/mL). Sono invece normali l'emocromo, l'azotemia, la glicemia, la creatininemia, l'esame delle urine, la coagulazione e la latticodeidrogenasi, e negativi la coprocoltura, lo studio dei marcatori virali dell'epatite A, B e C (compresa la ricerca dell'HCV-RNA), gli anticorpi per citomegalovirus, virus di Epstein-Barr e HIV, la ricerca di autoanticorpi (ANA, complesso ENA, anti muscolo liscio, anti mitocondrio e anti LKM). Risultano infine normali anche un esame radiologico del torace e un'ecotomografia dell'addome superiore e inferiore, che permette di escludere una patologia ecograficamente rilevabile a carico di fegato, vie biliari, pancreas, reni, retroperitoneo, aorta, milza e linfonodi. |
| Cosa è accaduto |
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