RECENSIONI

I SABOTATORI DELLA MEDICINA

Simone Vender La maschera della finzione
Il pensiero scientifico Roma, 19971154 pagine, 25.000 lire.

I pazienti che fingono sintomi o malattie suscitano la curiosità dei medici, perché, come dice l'autore di questo breve ma denso saggio sull'argomento, "vengono vissuti come sabotatori del potere medico e della conoscenza scientifica".
Simone Vender è professore associato di psichiatria presso l'Università di Pavia e da più di trent'anni indaga sui disturbi fittizi. Ciò che lo affascina è il meccanismo patogenetico, la personalità dei malati che ha incontrato, ma anche l'origine sociale del disturbo. "Mi è parso, a un certo punto, che i casi clinici che apparivano sfuggenti e inconoscibili quando erano studiati in un'ottica esclusivamente individuale, divenissero più comprensibili quando erano collocati all'interno non solo della relazione terapeutica, ma anche del rapporto tra individuo e gruppo istituzionale" spiega Vender.
"L'istituzione è rappresentata dalla medicina e in particolare dall'ospedale, spazio dove possono esprimersi in forma drammatizzata i conflitti connessi con le angosce più primitive (nascita, malattia, morte) e, nel contempo, struttura finalizzata al loro contenimento". Attraverso la narrazione di numerosi casi clinici, quasi tutti giunti all'osservazione psichiatrica dopo un lungo e tormentato percorso diagnostico e terapeutico presso reparti specialistici di ogni genere, Vender e i suoi colleghi tracciano un esauriente quadro della variegate e polimorfe manifestazioni della cosiddetta sindrome di Munchausen.
Un capitolo è dedicato agli aspetti storici, nosografici e clinici. Si viaggia nella letteratura scientifica dalle prime segnalazioni, all'inizio del secolo, alla precisazione della diagnosi differenziale con l'isteria e i cosiddetti disturbi nevrastenici di ottocentesca memoria, fino alla nascita dell'eponimo letterario ad opera di Richard Asher, nel 1951.
La trattazione viene quindi affidata a colleghi internisti e dermatologi, che espongono le evenienze più frequenti, dall'anemia fittizia da autosalasso (detta anche sindrome di Lasthénie de Ferjol, dall'eroina di un romanzo francese dell'ottocento morta per essersi trafitta con diciotto spilloni, per espiare la vergogna di un stupro e di una successiva gravidanza) alle più comuni dermatomimie provocate da caustici o sfregamento (vedi a questo proposito il caso clinico narrato nella rubrica come curare).
Lo psichiatra pavese e i suoi colleghi offrono varie spiegazioni psicodinamiche e psicanalitiche per illuminare il medico dubbioso. Ma non per questo lesinano i consigli pratici. Tra questi merita di essere segnalata la possibilità di sdoppiare la figura del curanti. Nella gestione dei casi di patologia fittizia si ottengono effetti terapeutici incoraggianti affidando la psicoterapia e il colloquio psichiatrico allo specialista, e mantenendo attivo il rapporto col medico di medicina generale, incaricato di gestire l'aspetto organico del disturbo, convincendo gradualmente il paziente a sospendere le cure e le terapie inutili o rischiose, senza indurlo a porsi sulla difensiva.
Daniela Ovadia.


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© Occhio Clinico maggio 1997