ESPERIENZA: Ictus
E' probabile che le decisioni riguardo il ricovero in caso di ictus varino molto da zona a zona, da grande città a piccolo centro per esempio, e secondo le caratteristiche locali dei servizi e dei rapporti tra le diverse parti in gioco. Sarebbe molto interessante che lettori di diversa collocazione geografica commentassero le indicazioni e le opinioni di Sterzi e Giansiracusa in base ai propri criteri decisionali e alla propria esperienza.
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Nessuna certezza quando arriva il colpo
QUESITO: Prudenza nel dire sclerosi
Al di là del caso specifico riguardante la sclerosi multipla, il comportamento dello specialista pone una questione di fondo. Quando la diagnosi non è sicura, è legittimo tenere il malato all'oscuro di ipotesi con prognosi potenzialmente sfavorevole? Oppure occorre in ogni caso mettere il paziente in condizione di condividere l'incertezza, anche quando questa (come nel caso in questione) non può essere risolta rapidamente?
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Quesito: Prudenza nel dire sclerosi
FARMARECENSIONI: Risperidone
E' poco probabile che il medico di medicina generale sia convolto attivamente nella decsione di prescrivere il risperidone al posto di un antipsicotico tradizionale. Peraltro il nuovo farmaco è ampiamente pubblicizzato, anche in articoli rivolti al grande pubblico. Si è perciò deciso di recensirlo per dare ai lettori tutte le informazioni utili per rispondere agli interrogativi propri e degli assistiti. Con lo stesso criterio sul prossimo numero verrà recensita l'olsalazina per la colite ulcerosa. E' una scelta opportuna? Oppure sarebbe meglio limitarsi a parlare di farmaci di prescrizione non specialistica, a costo di saltare qualche puntata della rubrica Farmarecensioni?
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IL PUNTO: Segnalare a occhi aperti
In Italia è raro che i medici di medicina generale segnalino al Ministero della sanità effetti imprevisti dell'assunzione di farmaci, eppure è questa una utile opportunità di farmacoepidemiologia. Quali sono le ragioni di questa "pigrizia"? Forse che il medico italiano è ancorato a una visione individualistica della clinica, che rifiuta il significato collettivo di una osservazione su un caso singolo? Oppure c'è il timore che affidarsi a una istituzione politico burocratica sia comunque una perdita di tempo? O ancora c'è la preoccupazione di ritorsioni da parte dell'industria
farmaceutica?
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COME CURARE: Sette buone occasioni perdute
Spesso c'è riluttanza da parte del medico di medicina generale a seguire comportamenti prescrittivi che sono standardizzati da linee guida internazionalmente accettate. E' il caso delle "sette occasioni perdute" descritte in questo articolo. Si possono aggiungere altri esempi del genere? E quali sono i motivi di questa scarsa accettazione delle linee guida: è questione di insufficiente aggiornamento o di rifiuto, magari inconsapevole, a uniformarsi a comportamenti generali?
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