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Chi si cura dei piccoli

L'età a cui dovrebbe avvenire il passaggio di testimone (in questo caso, del giovane assistito) tra i pediatri di libera scelta e i medici di medicina generale è il tema di un'annosa questione ancora non risolta, puntualmente riproposta in occasione della firma delle nuove convenzioni da parte delle due categorie di medici.
Alla fine, l'aspetto dell'accordo firmato dai medici di medicina generale che ha fatto più discutere, e che ha portato a un'iniziale rottura da parte dei pediatri di famiglia delle trattative sulla loro convenzione, è il vantaggio economico di 35.000 lire che viene corrisposto per ogni bambino dai sei ai quattordici anni di età della cui assistenza si fa carico un medico dei «grandi». Il pediatra ha infatti l'esclusiva dell'assistenza al bambino fino ai sei anni. Dai sette in poi, i genitori possono scegliere se continuare col pediatra o riunire la famiglia presso un unico curante. Il nuovo incentivo, secondo le associazioni di pediatri, metterebbe a rischio l'esistenza stessa della pediatria convenzionata, creando una forma di concorrenza a danno dei piccoli pazienti.
Occhio Clinico ha pensato di riaprire il dibattito, concentrandosi però sull'interesse del bambino. Su questo aspetto della diatriba, e quindi su quale sia la migliore assistenza che può essere offerta alle diverse età, sono stati invitati a pronunciarsi un pediatra di famiglia e un medico di medicina generale.


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