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I giardini di marzo

Vedo sempre con piacere la signora Cristina F. E' una mia assistita di 29 anni che lavora nel campo della pubblicità, è single e la sua intelligenza vivace rende sempre interessanti le nostre conversazioni.
Non ha mai avuto malattie importanti, ma è tormentata fin dall'infanzia da allergie. Ha iniziato a 5-6 anni manifestando intolleranza al pelo del suo gatto, che venne allontanato con grande dispiacere, e con la scomparsa dei sintomi di rinite e asma. In seguito fu la volta degli acari della polvere, e anche in questo caso, dopo la bonifica ambientale, si ottennero buoni risultati. In gioventù è stato riconosciuto responsabile il polline di graminacee. Ovviamente, in tal caso non è stato possibile controllare, se non marginalmente, l'esposizione all'allergene: Cristina è ormai abituata a trattare la sua rinocongiuntivite, soprattutto nei mesi di maggio e giugno, con antistaminici e steroidi topici nasali. L'anno scorso ha lamentato sintomi rinitici anche nel mese di marzo e quest'anno il fenomeno si è ripresentato in forma più accentuata.
Il suo allergologo di fiducia ha escluso nuove sensibilizzazioni, in particolare a piante con pollinazione a marzo, come le betulle. Cristina è però convinta che i suoi sintomi marzolini siano allergici, sia per le caratteristiche peculiari sia per la remissione dopo trattamento con antistaminici. Richiedo quindi, dopo consulto telefonico con l'allergologo, un RAST allargato a piante non ancora testate con le cutireazioni, ottenendo un risultato positivo per il cedro giapponese (12,3 kU/L).
Una conversazione con un amico botanico mi permette di apprendere che quest'albero è presente nei parchi cittadini e produce abbondante polline proprio nel mese di marzo.


IL CASO / 2

Frutta e latice

Luca S. è un mio paziente trentaquattrenne che ho visto pochissime volte, perché gode di ottima salute.
Nell'anamnesi è segnalato solo un intervento chirurgico all'addome, con splenorrafia, eseguito tre anni fa per trauma da incidente stradale.
Da qualche mese lamenta episodi verosimilmente allergici, accompagnati da sintomi sia respiratori (rinite, asma) sia cutanei (prurito, orticaria) che sono apparsi talora correlabili con particolari alimenti: in un caso aveva mangiato una banana (che non fa parte della sua dieta abituale), in un altro un dolce a base di farina di castagne. Per altri episodi non è stato invece possibile individuare alcuna possibile causa scatenante. Ho inviato il signor Luca dall'allergologo il quale, dopo aver prescritto test cutanei e dosaggio degli anticorpi IgE specifici con il RAST, ha ipotizzato un'allergia al latice di gomma. Esso sarebbe responsabile anche delle reazioni agli alimenti a causa di allergeni cross-reattivi tra latice e alimenti.
Devo ammettere che questa allergia mi risulta nuova e non so se considerare raro, o no, il caso del mio paziente.


Il commento Cristoforo Incorvaia - allergologia (Milano)


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