| Linquinamento atmosferico produce danni alla salute ben documentati dalla letteratura internazionale |
In Italia tira una brutta aria Smog killer invisibile Bibliografia |
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| Environmental Pollution Occhio Clinico 2002; 1: 26 |
| Key Words Environmental Pollution; Smog |
| Summary Air pollution harms peoples health as international literature has well documented. The effects on health are an increase in mortality for any cause and for chronic obstructive pulmonary disease (COPD), an irreversible reduction of forced expiratory volume (FEV1), respiratory and cardiac symptoms and a higher number of hospital admissions. A recent Italian investigation, the MISA study Italian Meta-analysis of Studies on Short-term Effects of Air Pollution published as supplement to the journal Epidemiologia & Prevenzione (2001: 25 suppl 2:1) has confirmed the hypothesis of the World Health Organisation, according to which last year air pollution caused about 3,500 deaths in eight big Italian cities. |
| IL CASO - Fumo di Londra |
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| Le conseguenze sulla salute dellinquinamento atmosferico divennero
oggetto di drammatica attualità a partire dal fenomeno della grande nebbia
di Londra del 1952, anche se altri gravi episodi si erano già verificati
nella Valle della Mosa nel 1930 e a Donora nel 1948. Dal 5 all8 dicembre 1952, la capitale britannica fu avvolta da una coltre di smog di eccezionale intensità che portò a unaumentata richiesta di posti letto negli ospedali e a un picco di eventi sanitari. In quella settimana, la mortalità aumentò di 2,6 volte rispetto lo stesso periodo dellanno precedente, e i decessi per insufficienza respiratoria, bronchite acuta e polmonite crebbero di 9,3 volte, con un incremento complessivo valutabile in 3.500-4.000 unità. La maggior parte si registrò tra gli anziani, i bambini e le persone già affette da patologie respiratorie e cardiache. In quelloccasione, le concentrazioni medie giornaliere di particolato (polveri sospese) superarono i 2.000 mcg / m3 (nelle maggiori città si arriva in media a 60 mcg / m3 ). Negli anni cinquanta, tale inquinate derivava principalmente dalla combustione del carbone in impianti di riscaldamento, mentre in anni più recenti la sorgente è rappresentata dalla combustione dei prodotti petroliferi usati sia per il riscaldamento sia per il trasporto. |
In Italia tira una brutta aria
Una recente ricerca italiana, presentata lottobre scorso a Venezia nellambito
del congresso annuale dellAssociazione italiana di epidemiologia, conferma lipotesi
dellOMS che lanno scorso aveva stimato in circa 3.500 i morti da
inquinamento atmosferico in otto grandi città italiane.
Lindagine MISA Metanalisi italiana degli studi sugli effetti a breve
termine dell'inquinamento atmosferico pubblicata come supplemento alla
rivista Epidemiologia & Prevenzione
(2001: 25 suppl 2: 1) è stata condotta sulla popolazione di otto
agglomerati urbani della Penisola, valutando la relazione tra livelli
giornalieri degli inquinati atmosferici (polveri, biossido di azoto, anidride
solforosa, ossido di carbonio, ozono) ed eventi rilevanti sul piano sanitario
quali la mortalità totale, quella per cause cardiache e per cause respiratorie,
e i ricoveri ospedalieri avvenuti nel periodo 1990-1999. Su una popolazione
complessiva di 7 milioni di persone si è osservata unassociazione
statisticamente significativa fra ciascuno degli inquinanti studiati e gli
indicatori presi in esame.
A conferma dellenorme rilevanza dellinquinamento atmosferico per la salute
dei cittadini residenti nelle grandi città italiane, è stato dimostrato che la
relazione tra esposizione a sostanze tossiche, in particolare polveri fini, ed
effetti sanitari, è presente anche per modesti livelli di inquinamento ed è
coerente con il modello definito «dose-risposta senza soglia»: ovvero, con laumentare
della concentrazione di inquinati, anche al di sotto dei livelli di attenzione e
allarme, cresce il numero di persone affetta da disturbi e non esiste una
concentrazione al di sotto della quale non ci sono effetti sanitari.
Anche Legambiente, che ha appena reso pubblico lottavo rapporto sulla
vivibilità dei 103 capoluoghi di provincia, ha messo in luce che lItalia,
nel 2001, non ha mediamente migliorato la qualità della vita nelle sue città.
Dallindagine risulta che Ferrara è la città più vivibile e Benevento la
peggiore. Spiccano soprattutto alcuni movimenti in classifica: Como che passa
dal terzo al quarantanovesimo posto e Torino dal dodicesimo al quarantatresimo,
a causa soprattutto dellinquinamento da monossido di carbonio.
Gli inquinanti che possono causare limpatto più rilevante sulla salute delluomo
sono lanidride solforosa o biossido di zolfo (SO2), il particolato
sospeso (PTS, Polveri totali sospese), il biossido dazoto (NO2), lozono
(O3) e il monossido di carbonio (CO).
Lanidride solforosa è prodotta dalla combustione di fossili contenenti
solfuri, come il carbone e il petrolio e le fonti maggiori sono gli impianti di
energia elettrica, le raffinerie di petrolio, le fonderie, le industrie della
carta e i riscaldamenti domestici. Oggigiorno vengono emesse in atmosfera circa
130 milioni di tonnellate di SO2 le cui particelle, quando inalate,
determinano una lesione diretta dei tessuti. Uno dei suoi derivati più tossici
è lacido solforico che rappresenta la maggior parte della componente acida
dellinquinamento atmosferico.
Il particolato sospeso è una complessa miscellanea di sostanze organiche e
inorganiche di diametro variabile tra 100 e 0,1 mcm. Le particelle più piccole
di 10 mcm costituiscono la frazione respirabile e si depositano soprattutto
nelle vie aeree superiori; quelle inferiori ai 5 mcm rappresentano la frazione
inspirabile che raggiunge il polmone profondo. Sono costituite da unampia
varietà di sostanze solide e liquide derivate da fonti naturali (vulcani,
polveri della terra) o da attività umane (emissioni di centrali termiche,
processi industriali, traffico veicolare, riscaldamento domestico,
inceneritori).
In ambiente urbano fino al 50 per cento del particolato è emesso dal traffico,
mentre su scala nazionale (comprese le zone rurali) è intorno al 30 per cento.
LEPA americano raccomanda di misurare la concentrazione delle particelle di
diametro inferiore ai 10 mcm (PM10) poiché è un ottimo indice di
contaminazione ambientale pericolosa per la salute umana.
E stato suggerito un fattore di conversione tra PM10 e PTS pari a 0,5-0,6; in
sostanza le particelle di granulometria inferiore sarebbero il 50-60 per cento
del particolato totale.
Lindagine MISA riporta che per ogni aumento di 10 mcg / m3 di PM10
si è osservato, nel periodo 1995-1999 nel complesso delle città considerate,
un incremento nel giorno stesso o nel giorno successivo dell1,3 per cento di
mortalità totale, dell1,4 per cento nella mortalità cardiovascolare, del
2,1 per cento della mortalità respiratoria, dello 0,8 per cento dei ricoveri
per cause cardiovascolare e dell1,4 per cento per cause respiratorie. Da ciò
si evince che leffetto dellinquinamento sulla salute è precoce e si
manifesta nel giro di qualche giorno.
Gli ossidi dazoto sono prodotti dai veicoli a motore e da fonti fisse di
combustione (centrali termiche e riscaldamento domestico). Ogni anno ne viene
emessa in atmosfera una quantità pari a circa 50 milioni di tonnellate. Si
deposita negli alveoli, reagisce con lacqua e produce acido nitrico e acido
nitroso; le manifestazioni tossiche sono quindi dovute a un danno primario che
segue alla variazione di pH e a un danno secondario dovuto alla sua azione
ossidante.
Lozono è un gas che si forma con lirraggiamento solare tramite reazione
ossidativa, partendo da NO2 e O2 (smog fotochimico). I
meccanismi principali responsabili della sua tossicità sono due: il primo
legato allossidazione dei gruppi sulfidrilici di enzimi, coenzimi, proteine;
il secondo allossidazione degli acidi grassi polinsaturi. Le maggiori
concentrazioni di ozono si registrano comunque nella stagione estiva. Esiste,
infatti, anche una distinzione tra smog di tipo invernale, caratterizzato da un
aumento dei livelli di SO2 e di particolato sospeso, e smog di tipo
estivo, con un incremento dei livelli di O3 e NO2. E
stato anche dimostrato che gli effetti degli inquinanti sono più pronunciati
nei mesi più caldi dellanno, soprattutto perché si realizza una maggiore
esposizione della popolazione che tende a stare più allaperto.
Il monossido di carbonio è un gas inodore, incolore, insapore, prodotto dalla
combustione incompleta di materiali contenenti carbone. Circa due terzi di tutta
lemissione deriva dai veicoli a motore e solo in piccola parte da attività
industriali, riscaldamento domestico e processi biologici. Va sempre ricordato,
soprattutto ai tabagisti, che il fumo di sigaretta è la più importante fonte
di monossido di carbonio negli ambienti chiusi. Questo inquinante ha effetto
esclusivamente sul trasporto dellossigeno nel sangue e non svolge azioni
patogene a livello dellalbero bronchiale e degli alveoli.
Il miglioramento dei combustibili, la dimissione di alcuni settori industriali,
lampio ricorso al metano per il riscaldamento civile hanno portato le
concentrazioni di anidride solforosa nelle aree urbane italiane a livelli
leggermente inferiori ai valori guida previste dalle normative; le emissioni di
ossidi di azoto mostrano negli anni più recenti un leggero decremento (come
conseguenza del progressivo rinnovo del parco veicoli circolante) e
sostanzialmente stabili appaiono anche le emissioni di monossido di carbonio
(circa 9 milioni di tonnellate / anno), per le quali si prevede una possibile
riduzione nel breve e medio periodo, anche in questo caso come conseguenza delle
più stringenti norme di emissione introdotte per gli autoveicoli. Al contrario,
le concentrazioni di ozono sono in aumento dalla fine degli anni ottanta.
Smog killer invisibile
Il numero di leggi in tema di inquinamento atmosferico, a partire dalla
prima del 1966, è cospicuo. Tuttavia, solo nel 1983 è stato approvato uno
strumento normativo con lobiettivo di regolare le emissioni di inquinanti. La
letteratura più recente, degli ultimi 10 anni, documenta comunque danni anche
per valori compresi nei limiti di tali riferimenti legislativi, e per valori di
frequente rilevati nelle maggiori città italiane (vedi la tabella).
Gli effetti sulla salute sono un aumento della mortalità per ogni causa e per
broncopneumopatia cronica ostruttiva, una riduzione non reversibile del volume
espiratorio massimo in un secondo (il FEV1) a breve e lungo termine, una
comparsa di sintomi respiratori come tosse, dispnea, mal di gola e catarro e un
aumento dei ricoveri e delle visite mediche per malattie dellapparato
respiratorio, crisi dasma acute e broncopneumopatia cronica ostruttiva (vedi anche Occhio Clinico 2000; 10:
8).
Negli anni 1986-1990 è stata documentata a Barcellona unassociazione
statisticamente significativa tra variazioni giornaliere di anidride solforosa e
aumento delle emergenze giornaliere per broncopneumopatie croniche ostruttive:
ogni variazione giornaliera di 1 mcg / m3 di SO2 ha
portato a un aumento di 0,04 dei ricoveri urgenti durante linverno, e di 0,03
durante lestate.(1).
A Filadelfia, negli Stati Uniti, analizzando le cause di morte dal 1973 al 1980
è stato trovato un incremento di decessi per tutte le cause del 7 per cento per
ciascun aumento di 100 mcg / m3 di TPS, e del 5 per cento per ciascun
aumento di 100 mcg /m3 di SO2 (2).
In California è stato invece analizzato il declino annuale del FEV1 in 1.572
persone di età compresa tra i 25 e 59 anni, residenti in aree poco interessate
da polluzione atmosferica (Lancaster) e in centri con alti livelli di SO2
e NO2 (Long Beach). Le persone residenti nelle zone inquinate hanno
un declino medio del FEV1 di 23,6 ml / anno superiore a quello delle persone che
abitano a Lancaster, avendo corretto i dati per età, altezza, FEV1 basale,
abitudine al fumo di sigaretta, allergie (3).
LAmerican Journal of Respiratory and Critical Care Medicine, ha pubblicato
nel 1996 uno «State of art», a cura dellAmerican Thoracic Society, relativo
agli effetti sulla salute dellinquinamento atmosferico (4):
lesposizione a basse concentrazioni di ozono (0,08 ppm), per alcune ore,
causa una riduzione transitoria della funzionalità polmonare documentabile
tramite spirometria, tosse irritativa e flogosi del tessuto polmonare (molte
regioni del Nord America hanno concentrazioni di ozono superiori a 0,12 ppm per
vari giorni lanno); i pazienti affetti da asma da sforzo sono sensibili e
manifestano broncospasmo anche a basse concentrazioni di anidride solforosa
(0,25 ppm) e ci sono prove che i livelli ambientali correnti di PM10 (30-150 mcg
/ m3) sono associati a un aumento della mortalità cardiorespiratoria
e della mortalità per ogni causa.
In unaltra ricerca del 1997, sono stati esposti 30 soggetti sani, volontari,
di 25 anni, non fumatori, a 2 ppm di NO2 per 4 ore; al termine,
eseguita una biopsia e un lavaggio endobronchiale è stata documentata uninfiammazione
neutrofila (5). Unaltra indagine ha analizzato la
mortalità in 20 città degli USA dal 1987 al 1994 e ha concluso che si produce
un aumento di mortalità per ogni causa dello 0,51 per cento (95% IC tra 0,07 e
0,93) per ogni aumento di 10 mcg / m3 di PM10 (6).
Infine, con lo studio SAPALDIA, è stata analizzata lassociazione tra
variazioni a breve termine dei livelli di NO2, PTS e O3, e
funzionalità polmonare (FVC, FEV1) in 3.912 adulti, non fumatori, provenienti
da otto zone della Svizzera : un aumento di 10 mcg / m3 nei livelli
giornalieri dei tre inquinanti è associato a una riduzione del FEV1 dello 0,67
per cento, 0,46 per cento e 0,51 per cento, rispettivamente (7).
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