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Una strega cattiva

Quando Alina C. mi telefonò per chiedermi di passare a vedere il marito per un dolore alla schiena pensai alla solita colica renale. Il signor Fausto da alcuni anni convive con un grosso calcolo renale e non vuole fare nulla per eliminarlo.
Questa volta però si trattava di un classico colpo della strega: ieri sera, dopo la chiusura del bar, sistemando alcune casse di birra si è bloccato piegato in due e ha fatto una grande fatica a tornare a casa. Questa mattina quasi non riesce a stare in piedi. Consiglio riposo e una terapia con FANS. Qualche giorno dopo si presenta in ambulatorio la moglie con un foglio di pronto soccorso: il dolore è ancora molto forte e adesso coinvolge anche la gamba e il piede di destra. Lo specialista ortopedico ha fatto diagnosi di sciatalgia, ha prescritto riposo con FANS e ha richiesto una radiografia della colonna lombosacrale.
Inizia così il balletto degli specialisti, infatti il signor Fausto, qualche settimana dopo, perdurando la sintomatologia dolorosa e soprattutto la difficoltà a camminare, decide di rivolgersi privatamente a un ortopedico che, visto il referto di normalità della radiografia, richiede una TC. L'esame, eseguito qualche giorno dopo presso una struttura privata, parla di una grossa protrusione del disco intervertebrale nello spazio tra la quarta e la quinta vertebra lombare. Lo specialista prescrive una terapia a base di cortisone per via intramuscolare e un ciclo di terapie fisiche (TENS). Con il referto della TC, non soddisfatto, Fausto C. torna anche dallo specialista in ospedale che gli consiglia di fare un ciclo di applicazioni di ionoforesi.
Quando la moglie viene in ambulatorio per la prescrizione di tutte queste terapie non riesco a non manifestare apertamente il fastidio di dover prescrivere cure la cui inutilità è nota e ben documentata e la delusione di essere stata esclusa dalla gestione di questo caso.
Per un po' di tempo non ho più notizie del paziente ma, casualmente, una mattina lo intravedo mentre attraversa la strada: è piuttosto mal ridotto, cammina piegato e con fatica. Mi aspetto di sentire presto sue notizie; infatti qualche giorno dopo compare la moglie con la richiesta dell'ortopedico privato di una visita specialistica neurochirurgica. Gli hanno consigliato di rivolgersi a un centro rinomato e, forse per farmi sentire meno inutile data la mia reazione precedente, vuole sapere anche il mio parere. La rassicuro, la struttura che le hanno consigliato è efficiente e penso sia utile sentire anche il parere del neurochirurgo.
Sono passate tre settimane ed ecco ritornare Alina con la lettera di dimissione del marito: è stato sottoposto a discectomia, è andato tutto bene, è già tornato a casa e lei mi avvisa che tra cinque giorni dovrei passare a togliergli i punti di sutura.


Il commento Bianca Fossati - medicina generale (Monza)


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© Occhio Clinico dicembre 1999