COME CURARE il caso




DIFFICILE CONVIVENZA


Circa cinque anni fa alla signora Bruna R., allora quarantottenne, venne diagnosticata la rettocolite ulcerosa, per la quale ha sempre assunto salazopirina per via orale e qualche volta rettale, e in alcuni periodi ha effettuato terapia steroidea sia per os sia per rettoclisi. Qualche anno prima era stata isterectomizzata per fibromioma uterino. Ha una malformazione degli arti inferiori, ricordo di una poliomielite infantile. La malattia intestinale non è mai stata completamente silente, e ancora adesso, soprattutto nei periodi di maggior tensione, lamenta dolori, tenesmo ed emissione di feci con sangue. Ha accettato bene la propria menomazione, svolge una vita piuttosto attiva, è coniugata con un uomo più giovane di lei anch'egli poliomielitico e ha una figlia. Molto meno facile appare invece la convivenza con la sua colite ulcerosa: l'irregolarità dell'alvo la disturba moltissimo, addirittura la deprime perché le impedisce a volte di svolgere le proprie mansioni. Ora vorrebbe iniziare una terapia ormonale sostitutiva perché ha letto, nel materiale di aggiornamento che le manda un'associazione di malati, che ciò aiuta a controllare i sintomi. Inoltre mi chiede spesso fino a che punto i disturbi sono da considerarsi sotto controllo e quando, invece, è necessario ricorrere al chirurgo.


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Daniela Ovadia - Occhio Clinico (Milano)


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© Occhio Clinico ottobre 1997