COME CURARE




PARALIZZATA MA INDIFFERENTE


Quindici anni fa ero un giovane medico di base, in via di svezzamento autodidattico dalla cultura ospedaliera, quando mi capitò un caso strano. La figlia sedicenne di un amico, operata di appendicectomia un paio di anni prima, era guarita senza sequele tranne una cicatrice lievemente ipertrofica. Mi disse di avere dolori all'emibacino destro, irradiati alla coscia corrispondente. Non trovai nulla.
Dopo un po' i genitori mi avvertirono che non camminava più. Era sul suo letto, con la coscia in atteggiamento semiflesso, resistente, per il dolore, ai miei tentativi di mobilizzazione.
Osservai solo che la cicatrice appendicotomica, prima chiara, era arrossata. La sua palpazione dava dolore.
Pensai a complicanze chirurgiche tardive, non ultimo un corpo estraneo (il cosiddetto garzoma), e la ricoverai.
Finì in medicina, e fu a lungo studiata. Molti pareri specialistici (chirurgo, ortopedico, ginecologo, neurologo, fisiatra, infettivologo) e molti esami (ematici, radiografie dello scheletro, ecografia, TC, scintigrafia ossea, eeg, emg eccetera) non bastarono a venirne a capo.
Fu dimessa per un breve periodo, con un gesso pelvipodalico destro, in estensione.
Rientrata per toglierlo, però, tornò subito come prima. La cicatrice era sempre rossa, un po' gonfia. Io, intanto, pensavo alle cause più strane.
L'illuminazione venne a un internista anziano. Raccontò poi che, sedendosi sul letto, osservava attentamente la cicatrice. Un giorno notò su di essa piccoli punti iperemici. Chiese semplicemente alla ragazza se se li era procurati da sé. E lei rispose di sì, senza emozione.
Pare che applicasse un bicchiere per ottenere un effetto ventosa; la retrazione dell'arto era isterica. Tutto lì. Il collega ne parlò ai genitori che lo riferirono solo a me.
La "paziente" fu dimessa e in pochi giorni guarì. Da allora cammina normalmente, non ha alcuna malattia importante né alcun disturbo psichico, e non se ne è mai più parlato.


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Aurelio Sessa - medicina generale (Varese)


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© Occhio Clinico maggio 1997