
Come Curare
A cavalcioni senza fiato
la chiamata giunse alle sei e mezzo del pomeriggio, mentre stavo finendo le visite e, per fortuna, proveniva da una casa poco distante. Il marito della custode, Giovanni L., cinquantenne, non fumatore ma asmatico di antica data, era stato colto da una riacutizzazione.
Era stato abbastanza bene con le cure di mantenimento (beclometasone dipropionato 1000 µg spray al giorno; salbutamolo spray 1-2 spruzzi alla volta, secondo necessità), fino a qundo, tre giorni fa, era sopraggiunto un episodio influenzale. Oggi l'improvviso aggravamento.
Arrivai in pochi minuti. Lo trovai seduto a cavalcioni su una sedia che si appoggiava con le braccia allo schienale. Era pallido, la frequenza cardiaca era di 100 battiti al minuto; la dispnea non gli consentiva di emettere che frasi smozzicate. "Mai stata così forte", riuscì a dire. Mi chiesi se non fosse il caso di provvedere al ricovero, ma volli dargli un aiuto per l'immediato.
Lo spray di broncodilatatore (salbutamolo) era lì davanti. Giovanni Vi aveva fatto parecchie volte ricorso in una giornata, ma inutilmente. Mi accorsi subito, d'altra parte, che la dispnea del paziente era troppo grave perchè egli potesse efficacemente inalare. Avevo con me del salbutamolo in fiale e decisi di fargliene subito 1 ml intramuscolo (circa 20 mg di sostanza attiva). Ritornai poi in studio e mi munii di un teofillinico (aminofillina) e di una fiala da 100 mg di idrocortisone. pochi minuti dopo, il paziente aveva ricevuto, nell'ordine, i due farmaci per via venosa, e già al termine del secondo mi parve un po' sollevato. Lo lasciai abbastanza tranquillo con la promessa di tornare a visitarlo prima di notte.
La sera, dopo le nove, Giovanni stava nettamente meglio. La dispnea era ancora presente, ma meno grave: poteva portare a termine una frase. Il polso era sui 95 battiti al minuto e, tenuto anche conto dell'effetto cronotropo del salbutamolo, poteva dirsi migliorato. Gli feci una seconda iniezione di idrocortisone per la notte, e gli prescrissi prednisone per os 40 mg seduta stante, da ripetersi il mattino seguente alle otto, e poi ogni mattina fino a nuovo ordine. Continuasse pure col salbutamolo per aerosol (3 spruzzi al giorno, uno ogni 6-7 ore) fino a nuovo ordine.
Il mattino seguente, la crisi poteva dirsi superata, però sollecitai Giovanni a segnalarla al servizio specialistico che lo aveva in carico. possibile, pensai, che questo paziente non sia munito di istruzioni per affrontare una riacutizzazione asmatica da infezione respiratoria, evento così comune?
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Occhio Clinico Febbraio 1996