Il caso: Lamentoso quarantenne

IL CASO

Lamentoso quarantenne

E' sabato sera e mi trovo in pronto soccorso per accompagnare mio fratello che si è fratturato una clavicola. Mentre aspettiamo, un volto noto mi fa un cenno di saluto: è Giacomo Z., 47 anni, mio paziente da circa un anno. Viene spesso in studio con un sintomo sempre diverso, ma costantemente la stessa paura: «Non sarà mica un tumore, dottore?». Quest'inverno ha avuto una broncopolmonite superata senza sequele. Negli ultimi mesi si è lamentato spesso di aspecifici sintomi addominali, per i quali ha effettuato innumerevoli accertamenti, tutti negativi. Questa volta si è precipitato in pronto soccorso per un dolore in regione ipogastrica e al fianco destro. Sta sulla sedia irrequieto, piegato in due dal dolore.
Il lunedì successivo la moglie mi chiede di passare a vederlo. Il chirurgo di guardia ha richiesto gli esami ematochimici di routine e una radiografia del torace, risultati normali. In seguito è stato dimesso con una generica prescrizione di antispastici. Il giorno successivo, oltre al dolore che ha un andamento remittente, è comparsa una febbre a 39-40 °C associata a brividi scuotenti. Il medico di guardia ha consigliato antipiretici e antispastici.
Alla visita l'addome è trattabile, anche se Giacomo salta per aria non appena gli si sfiora la cute; il dolore è più accentuato in regione ipogastrica, fossa iliaca destra e fianco destro. Il segno di Blumberg è negativo e il Giordano dubbio. La febbre con gli antipiretici si è ridotta. Faccio un test delle urine: netta ematuria, scarsa proteinuria e dubbia reazione per nitriti e leucociti. Giacomo è sempre più agitato: si contorce nel letto, dice che gli fa male anche alzare la gamba destra e comincia a ventilare l'ipotesi di un tumore maligno. Lo tranquillizzo e, dopo avergli chiesto di prelevare un campione di urine per l'urinocoltura, inizio la terapia con cotrimossazolo e antispastici al bisogno.
Il giorno dopo, mi telefona in ambulatorio la moglie: «Ieri pomeriggio il dolore è ricomparso e mio marito ha voluto ritornare in pronto soccorso; è stato visitato dall'urologo che ha escluso problemi renali e poi è stato rivisto dai chirurghi che dopo alcuni accertamenti lo hanno operato d'urgenza di appendicite». Telefono al chirurgo: si trattava di un'appendicite pelvica gangrenata.


Il commento
Gilberto Lacchia / medicina generale (Ivrea)


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