IL CASO

Temporaneo black out

E' successo per la seconda volta. Dorina V., una ottantenne ancora piena di forze, è improvvisamente caduta a terra. Me lo riferisce al telefono il figlio, preoccupato soprattutto per il dolore alla spalla che la madre avverte. Ma per il resto sta bene, continua il figlio, ed è perfettamente lucida.
Mai una malattia, se non quel modesto scompenso che una mezza compressa di diuretico teneva a bada. La cascina in cui abita è ormai in vista. Il figlio, sul portale, agita la mano ma non mi sta salutando: chiede aiuto!
«E' svenuta ancora, venga». Mi precipito nella stalla, seguendolo. Dorina è lì per terra, pallida come le altre volte: pare morta ma respira. Dopo un attimo apre gli occhi, mi saluta come sorpresa di vedermi. La pressione e il ritmo sono normali. Non vi è nessun segno evidente di trauma cranico, nessuna morsicatura della lingua. E subito dopo sento la risatina ironica, inconfondibile, con cui mi ha sempre accolto. «L'ho fatto correre un'altra volta, il mio dottorino». E mi precede: «Non mi chieda ancora una volta se mi sono accorta che stavo per svenire. Sono caduta e basta. E' andata via la corrente. E adesso è ritornata».


Il commento Giampaolo Collecchia / medicina generale (Massa)


Vedi l'ultimo caso pubblicato
Archivio casi dei mesi scorsi

Torna all'inizio

Vai alla home page



© Occhio Clinico marzo 1999