Ricordi di studente | Ingenua inesperienza |
| E' lei! L'intuito me lo diceva. Sulla mia competenza non si poteva contare. Competenza io, medico uscito sei mesi prima dall'università, naturalmente non ne avevo. Avevo paura di toccare l'uomo sulla spalla nuda e tiepida (anche se non c'era nulla da temere) e a voce gli ordinai: «Su, si metta più vicino alla luce!». L'uomo si voltò come io volevo, e la luce della lampada a petrolio inondò la sua pelle giallastra. Attraverso quel giallo sul petto prominente e sulle anche affiorava un'eruzione marmorizzata. «Come stelle nel cielo» pensai, e con un brivido allo stomaco mi chinai sul suo petto, poi ne distolsi gli occhi e li levai sulla faccia. In quella sifilide mi ero scontrato per caso. Quell'uomo era venuto da me a lamentarsi di un senso di soffocamento alla gola. Del tutto inconsapevolmente e senza pensare alla sifilide, gli avevo ordinato di spogliarsi e così avevo visto quell'eruzione stellata. Collegai la raucedine, il sinistro arrossamento della gola, quelle strane macchie bianche, il petto marmorizzato e indovinai … mi balenò vivamente davanti agli occhi l'angolo di un reparto candido, l'anfiteatro con le teste ammassate degli studenti e la barba bianca del professore di dermosifilopatia... |
Gianna C. era una donna di 34 anni e io un giovane medico ai primi mesi di professione e alle prime esperienze di medicina generale. Il disturbo che la portò a consultarmi inizialmente fu un dolore inguinale. Alla visita apprezzai solo qualche linfonodo ingrossato e niente più; feci le solite domande, indagai sulla presenza di disturbi ginecologici, infine con qualche imbarazzo affrontai l'aspetto sessuale. «Ma dottore» mi sentii rispondere con tono risentito «ho rapporti solo con mio marito!». Ora non mi accontenterei di una simile risposta per etichettare come priva di rischi la vita sessuale di una persona, ma allora lo feci e congedai la signora Gianna con la prescrizione di un banale antinfiammatorio. Ritornò circa dieci giorni dopo: la sintomatologia inguinale era stabile, ma nel frattempo erano comparse anche chiazzette rosse palmari. Interpretai la cosa in modo generico come allergia e rassicurai la paziente. Qualche mese dopo seppi che la signora, per la persistenza dei disturbi, aveva contattato un centro ospedaliero dove era stata posta diagnosi di sifilide. |
Il commento Simonetta Pagliani / medicina generale (Milano)
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