IL CASO
Giovane e infelice
Elena ha 17 anni. E' epilettica dall'età di 12 anni. La sua malattia è abbastanza ben controllata dai farmaci. Nell'ultimo anno ha avuto solo un attacco. Malgrado ciò da qualche mese vive molto male la sua situazione, forse perché l'unica crisi è capitata, per sfortuna, proprio durante una gita scolastica. Così gli amici, che non sapevano nulla, ora sanno. Ciò che mi ha colpito è che, almeno apparentemente, ai suoi coetanei non importa nulla del fatto: è lei che ne fa un dramma, spinta a ciò anche dalla madre che ha sempre vissuto la malattia della figlia con un senso di vergogna.
Tra le difficoltà di Elena c'è anche la scarsa capacità di concentrazione, dovuta in parte ai farmaci che prende, ma a mio avviso acuita dalla sua insicurezza. Le due cose sommate fanno sì che non sia proprio brillante negli studi. Ora sta facendo una scuola professionale per il commercio, con gran delusione della sua famiglia, composta di brillanti laureati.
A parte ciò, Elena potrebbe condurre una vita del tutto normale, ma ultimamente tende a isolarsi dai suoi coetanei. Mi ha detto, per esempio, che gli amici l'hanno più volte invitata a uscire con loro, ma che siccome vanno in discoteca, luogo che, per le luci e il rumore, i medici le hanno sconsigliato, lei ha rifiutato senza dare spiegazioni, tanto che ora non la chiamano più anche se fanno altro.
Ho l'impressione che, pur avendo un aspetto gradevole, non abbia buoni rapporti con l'altro sesso, proprio per questa sua timidezza eccessiva, che in famiglia si trasforma, talvolta, in aggressività. Ora c'è una nuova difficoltà, perché da qualche tempo non prende più i farmaci con regolarità per una forma di protesta contro la malattia.
Il commento Luigi Nuzzo - farmacologia e psichiatria (Milano)
Il secondo parere Gabriella Bottini, Daniela Ovadia - neuropsicologia, Ospedale Niguarda (Milano)