L’ugola arrugginita di Tosca

riassunto
arte e mestiere
Foglio di diario
Zeffiri D
Il motivetto del cellulare interrompe la visita.
«Pronto, sì?… Ah, sei tu? C’è qualcosa che non va, Alice?», e allontanandomi dalla camera mi scuso con l’anziana signora malata. «E’ la mia segretaria. Farò presto».
«Dottor Zeffiri: un’urgenza! In ambulatorio. No, stia tranquillo, non è medica. Si è inceppato il pulsante della vaschetta dell’acqua, quella del water. E idraulici d’agosto non se ne trovano. Può fare qualcosa? Non è igienico…»...
Occhio Clinico 2008; 4: 32
<p> Il motivetto del cellulare interrompe la visita.<br /> «Pronto, sì?… Ah, sei tu? C’è qualcosa che non va, Alice?», e allontanandomi dalla camera mi scuso con l’anziana signora malata. «E’ la mia segretaria. Farò presto». <br /> «Dottor Zeffiri: un’urgenza! In ambulatorio. No, stia tranquillo, non è medica. Si è inceppato il pulsante della vaschetta dell’acqua, quella del water. E idraulici d’agosto non se ne trovano. Può fare qualcosa? Non è igienico…».<br /> «Bella scoperta. Ma, gli altri medici lì, non possono pensarci loro?».<br /> «Lo sa: uno è in ferie; l’altro è pieno di gente e la dottoressa non se ne intende».<br /> «Va be’. Finisco le domiciliari, passo da casa a prendere la cassetta degli attrezzi e farò quello che potrò. Non prima di mezzogiorno, però».<br /> E’ l’una. Sto terminando l’inconsueto compito, con un certo orgoglio.<br /> «Complimenti! Se mi permette…Visto che è all’opera, ci sarebbe anche lo specchio da appendere, quello che abbiamo acquistato mesi fa» rincara la segretaria. «Se vuole, l’aiuto»<br /> «No, grazie lo stesso. Finisci le ricette al computer che poi le firmo e preparami gli esami da visionare. Vai pure nel mio studio. Oggi mi sento in forma come factotum: idraulico…».<br /> I curiosi in sala d’attesa, prodighi di consigli tecnici, se ne sono andati quasi tutti. Con il trapano foro il muro sopra il lavandino. Inserisco la vite. Appendo lo specchio. Centrato: perfetto. Si avvicina titubante una giovane signora.<br /> «Scusi, lei è l’idraulico suppongo, ma forse può essermi utile. Sono qui di passaggio e cercavo la dottoressa…»<br /> «Beh: “anche” idraulico. La dottoressa dovrebbe essere nel suo studio. Se la porta è chiusa vuol dire che sta visitando. Si accomodi in sala d’attesa. La segretaria è impegnata, l’avviso io».<br /> «Posso usare il bagno?».<br /> «Certo! Inaugurerà il nuovo specchio. E’ un onore».<br /> Sorrido. Sorride. Vado a passar le carte.<br /> «Senti, Alice, fuori c’è una tipa strana, impacciata, sembra un pesce fuor d’acqua, si vede che non è esperta di ambulatori. Chiede della dottoressa…».<br /> «La dottoressa se n’è già andata. L’attendeva, ma è giunta in ritardo».<br /> «Vedi cosa vuole. In ogni caso c’è l’altro medico, io sono di pomeriggio».<br /> Firmo le ricette, inserisco i dati degli esami al computer. Bussano.<br /> «Permesso, dottore. L’altro dottore è occupato e lei insiste per essere visitata da qualcuno al più presto: ha mal di gola…».<br /> «Il mal di gola è un’urgenza? Non si è mai sentito…E va bene, falla passare».<br /> «Ah, lei…» esordisce timidamente la giovane signora.<br /> «Sorpresa! L’idraulico dottore. Però la storia della faringite urgente non la capisco. Senti, se vuoi possiamo darci del tu, mi facilita per stemperare la tensione: sembri molto preoccupata. Raccontami».<br /> «Mi dispiace disturbarla, ma non posso rinviare la visita, rimango ancora due giorni in città. Mi ha mandato dalla dottoressa la parrucchiera, che è una sua paziente, ma fa lo stesso: ho bisogno di un medico di famiglia che capisca di tutto e mi comprenda. E che sia sincero. Dottore, ho paura per la mia gola, la mia voce… Poi ho il collo quasi bloccato e ho sentito un nodulo…».<br /> La visito: la gola è un po’ arrossata, i muscoli del collo sono contratti e il nodulo è un banale piccolo linfonodo reattivo. Nulla di allarmante.<br /> «Penso che la tua preoccupazione sia eccessiva: basta un semplice antinfiammatorio e passa. Anzi, per il collo, telefono a un mio amico fisioterapista. Va bene per domani? Prima? Però mi devi dire perché tanta fretta. E dammi pure del tu».<br /> «Sono qui per l’opera…».<br /> «Intendi la lirica? Cosa c’è in programma domani?».<br /> «L’ultima rappresentazione della Tosca».<br /> «Ah, sei una corista…».<br /> «No, veramente io sarei… la Tosca», quasi si scusa..<br /> «Ah! Come? Cioè, lei è la… Tosca!» balbetto.<br /> «Dottore, non dovevamo darci del tu?».<br /> Ride. Rido.<br /> E mi sono ritrovato la sera dell’ultima rappresentazione della Tosca seduto in platea ad ascoltare estasiato il suo canto sublime. </p>

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