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Il motivetto del cellulare interrompe la visita.<br />
«Pronto, sì?… Ah, sei tu? C’è qualcosa che non va, Alice?», e allontanandomi dalla camera mi scuso con l’anziana signora malata. «E’ la mia segretaria. Farò presto». <br />
«Dottor Zeffiri: un’urgenza! In ambulatorio. No, stia tranquillo, non è medica. Si è inceppato il pulsante della vaschetta dell’acqua, quella del water. E idraulici d’agosto non se ne trovano. Può fare qualcosa? Non è igienico…».<br />
«Bella scoperta. Ma, gli altri medici lì, non possono pensarci loro?».<br />
«Lo sa: uno è in ferie; l’altro è pieno di gente e la dottoressa non se ne intende».<br />
«Va be’. Finisco le domiciliari, passo da casa a prendere la cassetta degli attrezzi e farò quello che potrò. Non prima di mezzogiorno, però».<br />
E’ l’una. Sto terminando l’inconsueto compito, con un certo orgoglio.<br />
«Complimenti! Se mi permette…Visto che è all’opera, ci sarebbe anche lo specchio da appendere, quello che abbiamo acquistato mesi fa» rincara la segretaria. «Se vuole, l’aiuto»<br />
«No, grazie lo stesso. Finisci le ricette al computer che poi le firmo e preparami gli esami da visionare. Vai pure nel mio studio. Oggi mi sento in forma come factotum: idraulico…».<br />
I curiosi in sala d’attesa, prodighi di consigli tecnici, se ne sono andati quasi tutti. Con il trapano foro il muro sopra il lavandino. Inserisco la vite. Appendo lo specchio. Centrato: perfetto. Si avvicina titubante una giovane signora.<br />
«Scusi, lei è l’idraulico suppongo, ma forse può essermi utile. Sono qui di passaggio e cercavo la dottoressa…»<br />
«Beh: “anche” idraulico. La dottoressa dovrebbe essere nel suo studio. Se la porta è chiusa vuol dire che sta visitando. Si accomodi in sala d’attesa. La segretaria è impegnata, l’avviso io».<br />
«Posso usare il bagno?».<br />
«Certo! Inaugurerà il nuovo specchio. E’ un onore».<br />
Sorrido. Sorride. Vado a passar le carte.<br />
«Senti, Alice, fuori c’è una tipa strana, impacciata, sembra un pesce fuor d’acqua, si vede che non è esperta di ambulatori. Chiede della dottoressa…».<br />
«La dottoressa se n’è già andata. L’attendeva, ma è giunta in ritardo».<br />
«Vedi cosa vuole. In ogni caso c’è l’altro medico, io sono di pomeriggio».<br />
Firmo le ricette, inserisco i dati degli esami al computer. Bussano.<br />
«Permesso, dottore. L’altro dottore è occupato e lei insiste per essere visitata da qualcuno al più presto: ha mal di gola…».<br />
«Il mal di gola è un’urgenza? Non si è mai sentito…E va bene, falla passare».<br />
«Ah, lei…» esordisce timidamente la giovane signora.<br />
«Sorpresa! L’idraulico dottore. Però la storia della faringite urgente non la capisco. Senti, se vuoi possiamo darci del tu, mi facilita per stemperare la tensione: sembri molto preoccupata. Raccontami».<br />
«Mi dispiace disturbarla, ma non posso rinviare la visita, rimango ancora due giorni in città. Mi ha mandato dalla dottoressa la parrucchiera, che è una sua paziente, ma fa lo stesso: ho bisogno di un medico di famiglia che capisca di tutto e mi comprenda. E che sia sincero. Dottore, ho paura per la mia gola, la mia voce… Poi ho il collo quasi bloccato e ho sentito un nodulo…».<br />
La visito: la gola è un po’ arrossata, i muscoli del collo sono contratti e il nodulo è un banale piccolo linfonodo reattivo. Nulla di allarmante.<br />
«Penso che la tua preoccupazione sia eccessiva: basta un semplice antinfiammatorio e passa. Anzi, per il collo, telefono a un mio amico fisioterapista. Va bene per domani? Prima? Però mi devi dire perché tanta fretta. E dammi pure del tu».<br />
«Sono qui per l’opera…».<br />
«Intendi la lirica? Cosa c’è in programma domani?».<br />
«L’ultima rappresentazione della Tosca».<br />
«Ah, sei una corista…».<br />
«No, veramente io sarei… la Tosca», quasi si scusa..<br />
«Ah! Come? Cioè, lei è la… Tosca!» balbetto.<br />
«Dottore, non dovevamo darci del tu?».<br />
Ride. Rido.<br />
E mi sono ritrovato la sera dell’ultima rappresentazione della Tosca seduto in platea ad ascoltare estasiato il suo canto sublime.
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L’ugola arrugginita di Tosca
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