Gli studi sugli effetti dell’inquinamento sulla salute umana sono attivi da un decennio: recentemente è comparso su JAMA la stima del rischio di ricovero in ospedale permalattie cardiovascolari e respiratorie in relazione al particolato di diametro di 10 μmo inferiore, (PM 10). L’associazione, aggiustata per gli effetti del particolato inferiore ai 2,5 μmdi diametro, non è risultata significativa (Roger D et al. Coarse particulatematter air pollution and hospital admissions for cardiovascular and respiratory diseases among medicare patients. JAMA 2008; 299: 2172). Un altro lavoro, a conduzione italiana, è stato pubblicato su Archives of InternalMedicine e di seguito commentato su JAMA (Brook RD. Potential health risks of air pollution beyond triggering acute cardiopulmonary events JAMA 2008; 299: 2194). L’ipotesi era che gli inquinanti possanodeterminare uno stress ossidativo e cambiamenti in senso infiammatorio e pro coagulativo non solo nel comparto arterioso, ma anche in quello venoso. Sono stati confrontati 870 pazienti con trombosi venosa profonda e 1210 controlli con l’esposizione a PM10 in Lombardia, tra il 1995 e il 2005.Ogni aumento di 10 μg/m3 in PM10 era associato con un accorciamento del tempo di protrombina e con un aumentodel 70%del rischiodi trombosi venosa profonda (odds ratio 1,70; 95%IC, 1,30 a 2,23; P<,001), aggiustato per covariate cliniche e ambientali. L’associazione tra i livelli di PM10 e il rischio di trombosi venosa era più debole nelle donne e specialmente in quelle in ormonoterapia contraccettiva o postmenopausale (Baccarelli A et al. Exposure to particulate air pollution and risk of deep vein thrombosis. Arch InternMed 2008; 168: 920).
Ciò che è male per le arterie è male anche per le vene
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