Interventi precoci per la schizofrenia

riassunto
scienza ed esperienza
Sistema nazionale linee guida
Sulla base delle prove disponibili in letteratura e delle esistenti linee guida NICE (National Instiute for health and Clinical Excellence) e APA (American Psychiatric Asociation), un gruppo di lavoro multidisciplinare ordinato dal Sistema nazionale linee guida dell’Istituto superiore di sanità (SNLG-ISS), ha elaborato linee guida italiane circa gli interventi sui soggetti a rischio di schizofrenia e su quelli al primo episodio francamente psicotico...
parole chiave: 
Sindrome Bipolare; Litio
Occhio Clinico 2008; 3: 12
<p> Sulla base delle prove disponibili in letteratura e delle esistenti linee guida NICE (National Instiute for health and Clinical Excellence) e APA (American Psychiatric Asociation), un gruppo di lavoro multidisciplinare ordinato dal Sistema nazionale linee guida dell’Istituto superiore di sanità (SNLG-ISS), ha elaborato linee guida italiane circa gli interventi sui soggetti a rischio di schizofrenia e su quelli al primo episodio francamente psicotico. Da queste linee guida emergono alcuni principi:<br /> ‡ non esistono giustificazioni scientifiche o prove di efficacia preventiva per effettuare uno screening dei soggetti a rischio né con scale di valutazione in interviste semi strutturate né con test di imaging;<br /> ‡ la terapia cognitivo comportamentale è un trattamento psicologico specifico utile, nelle fasi prodromiche del disturbo, per ridurre i sintomi disforici e migliorare le abilità sociali, ma non per prevenire l’insorgenza della malattia conclamata o migliorare la sua evoluzione clinica;<br /> ‡ le tecniche di imaging possono essere di supporto nella diagnosi differenziale del primo episodio, identificando lesioni cerebrali associate (aumento di volume dei ventricoli, riduzione del volume dell’ippocampo);<br /> ‡ alti livelli di anedonia e le allucinazioni al primo episodio predicono la successiva conferma diagnostica di schizofrenia;<br /> ‡ l’intervento farmacologico precoce su soggetti al primo episodio di schizofrenia riduce la DUP (durata della psicosi non trattata) migliorando il decorso della malattia; <br /> ‡ non vi è sostanziale differenza fra gli antipsicotici tipici e atipici per quanto riguarda l’efficacia del trattamento;<br /> ‡ gli effetti collaterali prevalenti degli antipsicotici tipici sono di tipo extrapiramidale; quelli degli atipici sono di tipo metabolico, endocrino e cardiaco;<br /> ‡ dopo il primo episodio, il rischio di ricaduta è di circa il 50% nell’anno seguente e di quasi il 100% entro cinque anni: è quindi raccomandata una terapia di mantenimento per uno o due anni con sospensione graduale; <br /> ‡ la terapia cognitivo comportamentale  (associata ai farmaci) migliora lo stato del paziente, ma non ne riduce le ricadute. </p> <p> Il nome della rosa<br /> Il termine schizofrenia, coniato nel 1911 dallo psichiatra svizzero Eugen Bleuler comprende diversi disturbi mentali la cui base biologica è ancora ignota e che condividono alcuni dei sintomi classificati nel 1970. Recentemente, è stata avviata in Gran Bretagna una campagna per  l’abolizione del termine, ritenuto eccessivamente stigmatizzante e disperante. L’operazione trova la resistenza sia degli psichiatri, restii ad abbandonare una nosologia di tradizione centenaria, sia l’industria farmaceutica, dato che non tutti i neo nominati gruppi patologici avrebbero indicazione per i farmaci genericamente anti schizofrenici. </p> <p> Raccomandazione per il mmg<br /> E’ raccomandabile che un servizio destinato all’identificazione e al trattamento di soggetti a rischio o in fase prodromica di schizofrenia presenti caratteristiche come specificità, personalizzazione e flessibilità degli interventi, collocazione geografica autonoma dai centri di salute mentale, oltre che attività informative indirizzate ai medici di base, agli operatori di servizi sanitari del territorio, alla popolazione e alle istituzioni. </p> <p> Sistema nazionale linee guida<br /> Il decreto del presidente della Repubblica 7 aprile 2006 (Piano sanitario nazionale 2006-2008) stabilisce «La promozione di linee guida: il sistema nazionale Linee Guida».<br /> Al Sistema nazionale linee guida (SNLG) partecipano le istituzioni centrali, le Regioni e le società scientifiche. Il SNLG definisce priorità condivise privilegiando le tematiche associate in primo luogo a variabilità nella pratica clinica, liste d’attesa significative, obiettivi individuati dal piano sanitario nazionale. La necessità di istituire il SNLG è nata dalla esigenza di erogare cure di buona qualità ed evidence based in un contesto di risorse limitato. In questo ambito assumono particolare rilevanza le linee guida (LG), i protocolli diagnostico terapeutici e i percorsi di cura, strumenti che, nel loro insieme, rappresentano l’elaborazione sistematica di indicazioni basate sulle prove disponibili in letteratura, con l’obiettivo di migliorare la qualità delle cure sanitarie e ridurre la variabilità nella pratica clinica e negli esiti. </p>

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