Quante lastre dopo che la polmonite è guarita?

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Piera Q, di 63 anni, durante la mia assenza estiva ha avuto una polmonite, diagnosticata in ritardo per la peculiarità della presentazione: tosse secca solo notturna, tachicardia con febbre subito calata e obbiettività toracica negativa, a detta del collega che mi sostituiva...
parole chiave: 
Polmonite; Radiografia
Occhio Clinico 2007; 9: 23
<p class="sottotitolo">Quesito</p><p>Piera Q, di 63 anni, durante la mia assenza estiva ha avuto una polmonite, diagnosticata in ritardo per la peculiarità della presentazione: tosse secca solo notturna, tachicardia con febbre subito calata e obbiettività toracica negativa, a detta del collega che mi sostituiva. Ricoverata dal pronto soccorso, ha effettuato una terapia con betalattamici e macrolidi per dieci giorni seguita, due settimane dopo il rientro a casa, dal controllo radiologico raccomandato dalla lettera di dimissione. Anche se Piera sembrava clinicamente guarita, la radiografia mostrava ancora un’opacità della base destra e il radiologo «rilanciava» con proposta di ulteriore lastra dopo un mese. Io mi chiedo se non basti il dato oggettivo e soggettivo di normalità e, se no, quando sia meglio ripetere questa (terza) dose di radiazioni per evitare un’altra delusione alla paziente.</p><p class="sottotitolo">Risposta</p><p>La letteratura può aiutare il collega a trovare una risposta alla domanda: va innanzitutto fatta una prima distinzione tra pazienti che vanno bene e pazienti che non vanno bene. Il limite di tempo per questa valutazione va da 3 giorni per la definizione più blanda di «stabilità» a 7 giorni per la definizione più conservativa (Halm 1999). Una paziente che dopo dieci giorni di terapia in ospedale non fosse andata bene, avrebbe sicuramente meritato una riconsiderazione radiologica ravvicinata; invece, per i pazienti che, come Piera, sono diventati asintomatici, va tenuto conto che il miglioramento radiografico può essere notevolmente posticipato rispetto a quello clinico. Lo prova un recente studio multicentrico prospettico che ha seguito per un mese 288 pazienti ricoverati per polmonite grave e guariti: dopo 7 giorni la risoluzione clinica riguardava il 56 per cento dei pazienti, ma quella radiologica solo il 7 per cento. <br />Dopo 28 giorni, nel 78 per cento dei pazienti c’era guarigione clinica, ma in poco più del 50 per cento quella radiologica: il divario era indipendente dall’eventuale multilobarità della polmonite, dal livello della PCR (proteina C reattiva), dall’estensione dell’ipofonesi alla percussione e dalla frequenza respiratoria all’ammissione.<br />In conclusione, gli autori dello studio consigliano un intervallo di almeno 2 o 3 mesi tra la guarigione clinica e il controllo radiologico. La possibilità, invece, di evitare del tutto il controllo non è finora stata oggetto di nessun trial.</p><p class="bibliografia">Bibliografia</p><ul><li>Bruns AH et al. Patterns of resolution of chest radiograph abnormalities in adults hospitalized with severe community-acquired pneumonia. Clin Infect Dis 2007; 45: 983.</li><li>Halm EA. Time to clinical stability in patients hospitalized with community-acquired pneumonia: implications for practice guidelines. JAMA 1999; 281: 231.</li></ul><p>&nbsp;</p>

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