<ul><li><b>Minerva D et al</b><br /><i>Di cosa parliamo quando parliamo di medicina</i><br />Torino: Codice edizioni, 2007<br />129 pagine • 11 euro</li></ul><img src="/cms/files/immagini/oc070611rece_80.jpg" alt="copertina libro" title="copertina libro" align="left" height="181" hspace="5" width="121" /><p>«La comunicazione della medicina è oggi fallace e fuorviante a causa di una grave mancanza, l’assenza dalla scena del racconto della clinica, ovvero quel percorso lungo, doloroso e spesso tragico che accompagna il malato attraverso la sua passione». Così Daniela Minerva e Giancarlo Sturloni spiegano il perché della loro raccolta di saggi Di cosa parliamo quando parliamo di medicina, incentrata sul tema della rappresentazione e comunicazione nel delicato ambito della scienza medica e della salute. Caporedattore della sezione medicina dell’Espresso la prima, e membro del gruppo di ricerca sulla comunicazione della scienza della SISSA di Trieste il secondo, i due autori hanno quindi deciso di indagare la questione attraverso un approccio multidisciplinare. Da qui l’idea di un dialogo a più voci, cioè dell’intervento di diversi professionisti ed esperti per analizzare il problema da più angoli, attraverso studi di tipo storico, sociologico e giornalistico. Ecco allora, tra gli argomenti affrontati l’etica dell’informazione per le aziende farmaceutiche, la percezione della medicina moderna da parte della massa, le luci e le ombre della Evidence based medicine. E ancora, il sempre più difficile rapporto tra medico e paziente, il modo in cui viene raccontata la medicina tra passato e presente, e le rappresentazioni anatomiche del corpo umano nel Rinascimento. <br />Al termine di questo breve viaggio nel mondo della medicina e delle sue rappresentazioni, tassello dopo tassello, si compone un mosaico eterogeneo, spunto per ulteriori riflessioni. Il lettore si trova a maneggiare uno strumento critico in più e arriva a intuire perché mai «quando parliamo di medicina di fatto parliamo di teorie e immagini e non parliamo mai di carne e sangue, che invece ne sono l’oggetto».</p><p class="firma"><b>Elisa Buson </b></p>
Informazione allo specchio
Inserito da redazione il Gi, 14/06/2007 - 23:00
«La comunicazione della medicina è oggi fallace e fuorviante a causa di una grave mancanza, l’assenza dalla scena del racconto della clinica, ovvero quel percorso lungo, doloroso e spesso tragico che accompagna il malato attraverso...
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