<p class="firma"><b> Sergio Cima</b><br />Occhio Clinico</p><p class="sommario">Sicko un film di Michael Moore</p><p><img src="/cms/files/immagini/oc070607rece_80.jpg" alt="sicko" title="sicko" height="159" width="116" /></p><p> </p><p>Michael Moore, il fustigatore dei sogni americani, dopo aver attaccato il sacro diritto ad armarsi e aver messo in dubbio l’innocenza degli USA di fronte all’undici settembre, con il film Sicko ha voluto dimostrare ai suoi concittadini che vivere nel paese più florido del pianeta non assicura il migliore dei servizi sanitari. Quando Moore annunciò il suo progetto cinematografico, le telecamere si assieparono di fronte all’FDA per riprendere le facce scure dei dirigenti: preoccupazione inutili, tutto già visto. Moore è certamente un maestro del documentario sceneggiato, appassiona e diverte, nella stessa misura in cui crea dissensi. Portando alcuni pompieri ammalatisi dopo l’attaco alle torri del WTC a curarsi a Cuba, perché in patria avevano difficoltà con le assicurazioni, non ha suscitato polemiche contro il sistema sanitario inefficente, ma per aver violato l’embargo. Nei giorni seguenti l’uscita del film si è parlato solo di questo ed è segno che qualcosa non ha funzionato. In effetti, il risultato a fine ripresa dà l’impressione di un’occasione mancata. Troppo facile far dire alla famigliola britannica, all’uscita di un ospedale pediatrico, che per la degenza del bambino non hanno scucito un soldo: senza dare conto, nel confronto tra i sistemi assicurativo e previdenziale, del prelievo complessivo di denaro.<br />Né è una rivelazione che ogni tanto l’FDA strizzi l’occhio all’industria del farmaco e che girino mazzette per stimolare il Congresso a leggi interessate. Moore avrebbe dovuto interpellare chi in questi anni ha già graffiato il sistema, come Ray Moynihan, Steve Nissan o Eric Topol, che prendono in castagna la sistematica debolezza dell’FDA. Di quanto il conflitto di interessi danneggi i malati, la sperimentazione clinica sia orientata a farmaci inutili, la medicalizzazione produca sempre più danni, in Sicko si trova solo qualche debole riflesso. Tuttavia, il fim è da vedere, sia perché Moore, pur con i limiti detti, apre alcune riflessioni, sia perché fa bene sapere che nel Vecchio mondo non si è messi male. L’Italia, poi, trascurata in questa analisi dei sistemi sanitari, ha comunque un momento di gloria, fugacissimo. Quale? Saperlo vale il biglietto d’ingresso al cinema. </p>
La salute americana visitata da un regista "criticko"
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