<p class="firma"><b>Giovanni Martini</b><br /> Esperto in politiche per la salute<br />Trento</p><p>In merito agli studi di mortalità pubblicati su Lancet e commentati da Francesco Checchi nell’articolo «A proposito di Iraq» (Occhio Clinico 2006; 9: 23), i cui dati hanno rivelato che gli iracheni morivano a tassi spaventosi, vorrei segnalare la presa di posizione del direttore di Lancet pubblicata sul Guardian del 28 marzo scorso dal titolo «A monstrous war crime». Richard Horton ha innanzi tutto chiarito che i consulenti scientifici stessi del governo britannico hanno riconosciuto l’attendibilità e anzi la possibile sotto stima dei risultati della ricerca di Gilbert Burnham e Leslie Roberts: il numero di morti civili davvero impressionante era stato ripreso dai quotidiani in modo incompetente e goffo, dando il destro ai critici che considerano questi dati implausibili e attribuiscono allo studio uno scarso valore scientifico. Qualcuno si era ricordato che Leslie Roberts era stato candidato per il Partito democratico ed era favorevole al ritiro delle truppe americane dall’Iraq, traendone la conseguenza che lo studio fosse il prodotto di accademici di sinistra che mascheravano la politica con la scienza. <br />Ora Richard Horton afferma che il governo britannico è complice di un crimine di guerra di proporzioni mostruose e commette, proprio nel momento in cui celebra i 200 anni dall’abolizione della schiavitù, una delle peggiori violazioni dei diritti umani dell’ultimo mezzo secolo. Infatti, se anche il numero dei morti fosse della metà, non sarebbe accettabile e, comunque la si pensi, quello che emerge dall’analisi è che le forze della coalizione non hanno protetto la popolazione civile. Una violazione della Convenzione di Ginevra nella parte che riguarda le responsabilità di una potenza occupante, dove si afferma che «i cittadini dello Stato occupato devono in ogni momento essere trattati in modo umano e devono essere protetti nei confronti di atti di violenza e delle relative minacce». </p>
Democrazia ed ecceso di mortalità
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