Certa carità che nuoce alla salute

riassunto
interventi
Confalonieri V
parole chiave: 
Osservatorio italiano per la salute globale
Occhio Clinico 2007; 6: 3
<p class="firma"><b>Valeria Confalonieri</b><br />Osservatorio italiano sulla salute globale</p><p>L’Osservatorio italiano per la salute globale, OISG, invita alla riflessione sulla cooperazione sanitaria internazionale, denunciando la politica promossa negli ultimi 20 anni dalla Banca mondiale di affidare le emergenze della salute internazionale alle Public-Private Partnerships (PPP), di cui è emblema il Fondo globale per la lotta all’AIDS, tubercolosi e malaria, istituito nel 2001, in occasione del G8 di Genova. Il Fondo interviene sulle singole malattie, introducendo forme estreme di privatizzazione dei servizi: capita che, in un paese, il trattamento di una singola malattia sia gratuito (per due o tre anni), ma il resto dell’assistenza a pagamento (e inaccessibile ai più) e che gli operatori sanitari locali – a causa degli stipendi bassissimi – o emigrino o si trasferiscano al servizio che ha i finanziamenti. Finché questi durano, per le malattie all’attenzione delle PPP si ottiene qualche risultato, ma si impedisce lo sviluppo o si minano le fondamenta dei sistemi sanitari pubblici dei paesi a basso reddito, con il conseguente peggioramento delle condizioni generali di salute delle fasce più deboli della popolazione. L’OISG chiede al governo italiano di onorare l’impegno preso con il Fondo globale (pari a 280 milioni di euro) condizionandolo, però, a un cambiamento nelle politiche di cooperazione, che veda un ruolo rafforzato dell’Organizzazione mondiale della sanità nella ricostruzione dei sistemi sanitari pubblici dei paesi più poveri (temporaneamente anche con i finanziamenti del Global Fund) e un collegamento delle politiche per la salute a quelle per la riduzione delle diseguaglianze di distribuzione del reddito (vedi «Da Alma Ata al Global Fund» su http://www.saluteglobale.it).<br /></p><p><br /><b></b></p>

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