Casa, dolce casa...della salute

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Bruttomesso G
Nasce la sperimentazione per l'istituzione sul territorio della “casa della salute”, per la quale la legge Finanziaria 2007 ha stanziato 10 milioni di Euro per i progetti che le Regioni presenteranno al ministero della Salute.
Si tratterà di un centro unico dove convoglieranno le prestazioni di medici di famiglia, pediatri, specialisti ambulatoriali, guardia medica e servizi socio-sanitari per le tossicodipendenze, salute mentale, assistenza domiciliare, prevenzione, consultori, invalidità civili e altro. Occhio Clinico ha fatto visita alla Residenza Sanitaria Assistenziale indicata dal ministro della salute italiano come esempio per questo nuovo modello di assistenza.
parole chiave: 
Casa della salute; Medicina generale
Occhio Clinico 2007; 5: 26
<p class="firma"><b>Gianluca Bruttomesso</b><br />Occhio Clinico</p><p class="sommario">Nasce la sperimentazione per l’istituzione della «Casa della salute»: alle Regioni un finanziamento di dieci milioni di euro per presentare i progetti al Ministero della salute.</p><p>La Casa della salute sarà un centro unico dove convergeranno le prestazioni di medici di famiglia, pediatri, specialisti ambulatoriali, guardia medica e i servizi socio-sanitari per le tossicodipendenze, la salute mentale, l’assistenza domiciliare, la prevenzione, il consultori, la commissione per l’invalidità civili e altro. La Casa sarà organizzata per aree, concentrando in un’unica struttura l’offerta extra-ospedaliera del Servizio sanitario nazionale. Le anime del focolare saranno quattro servizi: </p><ul><li>centro unico di prenotazione (CUP);</li><li>servizi sanitari;</li><li>servizi sociosanitari;</li><li>servizi sociali. </li></ul><p>Area del CUP:</p><ul><li>a essa si rivolgeranno i cittadini per le informazioni e le prenotazioni di visite, esami e altre prestazioni di cura. Inoltre sarà possibile consultare i servizi offerti dalle farmacie: informazione, educazione sanitaria, piccola diagnostica, ausilio all’assistenza domiciliare. </li></ul><p>Area dei servizi sanitari:</p><ul><li>servizio delle prestazioni urgenti, dei prelievi. E’ prevista la presenza del punto di soccorso mobile 118, dotato di medico a bordo, 24 ore su 24;</li><li>ambulatorio di prime cure e per le piccole urgenze;</li><li>ambulatori per tutti i medici di medicina generale e i pediatri che lo desiderano. Non è obbligatorio che i medici si trasferiscano nella Casa, che tuttavia è la sede del coordinamento per tutte le attività comuni;</li><li>continuità assistenziale (ex guardia medica) 7 giorni su 7, 24 ore al giorno, alla cui realizzazione contribuiscono tutte le figure professionali coinvolte (medici, infermieri);</li><li>ambulatorio infermieristico;</li><li>degenze territoriali (ospedale di comunità) con alcuni letti nei quali trovano posto cittadini con stati patologici che difficilmente possono essere curati al domicilio, ma che non richiedono ricoveri ospedalieri. Si tratta di una struttura con un turno di infermieri sulle 24 ore, con operatori sociosanitari, nella quale la tutela medica è garantita dai medici di famiglia e dagli specialisti;</li><li>attività specialistiche;</li><li>area delle tecnologie diagnostiche semplici (radiografie, ecografie, mammografie, spirometrie, prove da sforzo, ecoDoppler) utilizzate direttamente dai medici di famiglia e dagli specialisti o da tecnici di radiologia e da radiologi. </li></ul><p>Area dei servizi sociosanitari:</p><ul><li>servizio tossicodipendenze (SerT);</li><li>servizio di salute mentale;</li><li>centro diurno, dove vengono organizzate le attività di ADI;</li><li>servizio di recupero e di riabilitazione;</li><li>la residenza sanitaria assistenziale, dotata di un modulo di 20 posti letto, che può essere inserita nella Casa della salute o essere ubicata in una sede propria;</li><li>assistenza domiciliare integrata (ADI), che deve avere sede e mezzi di trasporto indipendenti;</li><li>area della prevenzione, con progetti e attività di sanità pubblica che devono coinvolgere i medici di medicina generale;</li><li>consultorio familiare e ambulatorio andrologico;</li><li>commissione di valutazione degli invalidi civili e unità di valutazione multidimensionale delle persone anziane non autosufficienti.</li></ul><p>Area dei servizi sociali:</p><ul><li>uffici per il servizio sociale;</li><li>area delle attività amministrative per il governo della struttura, con personale adeguato per consistenza e professionalità, per semplificare i percorsi assistenziali dei cittadini e liberare gli operatori, in particolare i medici di famiglia, dalle incombenze burocratiche;</li><li>area delle tecnologie informatiche.</li></ul><p class="AMbox"><b>BOX | l’esperienza modello</b><br /><br />La Residenza sanitaria assistenziale di via Botticelli 130, alla periferia nord di Torino, ha colpito favorevolmente il ministro Livia Turco durante una sua visita nella città. Nel comunicato ANSA del 22 marzo 2007 si legge che a questo modello si ispira il ministro per la realizzazione delle cosiddette Case della salute, definite «secondo pilastro della Sanità ...un’alternativa all’ospedale, che riesca a dare continuità assistenziale al cittadino 24 ore su 24 e contemporaneamente decongestionare il pronto soccorso».<br />Come già detto, si tratta di una RSA, che accoglie diverse tipologie di pazienti: anziani non autosufficienti ricoverati stabilmente, pazienti in regime di «ricovero di sollievo» temporaneo o pazienti in dimissione protetta dall’ospedale in attesa di reinserimento a domicilio oppure di ricovero definitivo in struttura assistenziale. <br />I pazienti non autosufficienti sono assistiti da medici di famiglia, per i quali è stata stipulata un’apposita convenzione regionale che prevede una loro presenza nelle RSA per un numero di ore proporzionale al numero di assistiti e una disponibilità telefonica a turno durante gli altri orari. In particolare, in questa RSA i medici hanno accettato, a titolo sperimentale e dietro adeguato compenso economico, di estendere tale disponibilità alle ore notturne e festive, raggiungendo così la copertura di 24 ore su 24. <br />I pazienti in dimissione protetta sono invece seguiti da quattro geriatri, che costituiscono anche l’Unità di valutazione geriatrica (situata nella stessa sede) che si occupa dell’inserimento definitivo degli anziani non autosufficienti in RSA. La disponibilità di locali ha fatto sì che sempre nella stessa sede sia presente il servizio di Assistenza domiciliare integrata, non collegato organizzativamente alla struttura, ma che ovviamente può a volte ritrovarsi a seguire pazienti che dalla dimissione protetta tornano al domicilio. <br />Il coordinamento tra diverse attività e l’obiettiva efficienza e funzionalità del servizio fornito sono con ogni probabilità alla base della favorevole impressione avuta dal ministro. Il modello non è però del tutto coincidente con il progetto Casa della salute, che deve fornire i servizi delle quattro aree (vedi l’articolo) e in cui la presenza di una residenza assistenziale è solo facoltativa: la Casa della Salute è infatti rivolta all’intera popolazione del territorio e non solo a pazienti ricoverati.<br /><br /><i>Franco Lupano<br />Medicina generale<br />Trofarello (To)</i> </p>

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