Le società scientifiche della medicina generale in assetto ecumenico

riassunto
arte e mestiere
dopo WONCA
Alice S
parole chiave: 
WONCA; Medicina generale
Occhio Clinico 2007; 3: 24
<p class="firma"><b>Stefano Àlice</b><br /> Medicina generale<br /> Genova</p><p class="sommario">Dopo anni di incomunicabilità, ora tutti dialogano, riconoscendo l’appartenenza a una stessa comunità.</p><p>Dalla chiusura del congresso WONCA 2006 a Firenze, sull’onda del grande successo ottenuto, era uscita una promessa: dare continuità a un evento che ha consentito ai medici generali italiani di ritrovare identità e orgoglio, lavorando, fin da subito, alla costruzione della comunità scientifica e professionale della medicina generale italiana. E non è certo un caso che in poco più di sei mesi il clima nella categoria sia radicalmente mutato. <br /> Mentre le società componenti del comitato scientifico e organizzativo del congresso fiorentino hanno dato vita nell’ottobre scorso ad un Coordinamento tra le società scientifiche (CoSMeG), le organizzazioni sindacali promuovevano un Tavolo sulla formazione specifica in medicina generale, che ha avuto il suo primo appuntamento il 10 gennaio nella sede della FIMMG a Roma, col coinvolgimento delle maggiori società scientifiche in un confronto congiunto (vedi Occhio Clinico 2007; 2: 30). <br /> Il Coordinamento nato dalla conclusione dell’esperienza di WONCA Europa 2006, si è invece riunito il 10 febbraio presso la redazione di Occhio Clinico. Una vera e propria comunità di volenterosi, per ora del tutto informale, uniti da uno scopo: mettere in campo, in assoluta libertà, il maggior numero possibile di idee utili al raggiungimento di quegli obiettivi che qualificano e uniscono. Un tavolo a cui hanno partecipato esponenti di AIMEF, AsSIMeFaC, SNAMId, CSeRMeG, EurAct, EGPRN, ACP, SAMG, SIQuAS-VRQ, ma aperto a chiunque abbia idee da portare, mettere in discussione e condividere: non può che essere questo lo spirito che anima una comunità di lavoro, composta da professionisti di una disciplina medica che ambisce al riconoscimento di una dignità accademica. E si sa che gli studiosi dimostrano curiosità e interesse verso ogni posizione, che sia ben motivata e offerta alla libera discussione e all’esame critico.<br /> Tra i molti temi oggetto d’attenzione, si è discusso sull’opportunità di position paper (seguendo esperienze già fatte e pensando ad altre), di convegni interassociativi a tema, e ovviamente di formazione specifica in medicina generale, sottolineando in questo caso l’intenzione di sottoporre ogni elaborazione al Tavolo comune opportunamente promosso dalle organizzazioni sindacali; non ha, infatti, senso dividersi proprio ora che ci sono tutte le volontà e le premesse per muoversi insieme e con molte maggiori possibilità. <br /> Anche Giacomo Milillo e Piergiuseppe Conti (FIMMG e SNAMI), intervenuti per portare il loro saluto, hanno puntato la loro attenzione a quanto si sta muovendo nella medicina generale italiana: questo periodo di particolare fermento forse prelude a innovazioni maggiori, anche sul piano del suo assetto strutturale e organizzativo.<br /> Tutti nel Coordinamento hanno concordato sugli obiettivi di migliorare l’esistente e, al contempo, di predisporne, in tempi più lunghi, il superamento, verso la creazione di una vera e propria scuola di specializzazione. Il miglioramento dell’esistente passa attraverso un attento studio comparativo dei programmi in vigore nelle diverse sedi didattiche, allo scopo di arrivare a un core curriculum condiviso. <br /> Punto delicato perché inevitabilmente, nel definire ciò che è opportuno insegnare, si finisce col delimitare l’area di competenza del medico generale. <br /> Gli argomenti di maggior rilievo riguardano il metodo didattico, la valutazione della qualità dell’insegnamento e le modalità di accertamento dell’apprendimento avvenuto; è, inoltre, necessario definire le caratteristiche e i criteri di selezione di docenti e tutori, restando ancorati alla realtà europea, che fornisce al riguardo documenti importanti, sia pure da adattare alla multiforme realtà italiana. </p>

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