<p class="firma"><b>Roberta Villa</b><br />Occhio Clinico</p><p>Uno studio pubblicato su JAMA sembra smentire le conclusioni di trial e metanalisi secondo cui l’aderenza alla terapia conta più del principio attivo effettivamente assunto (vedi <a href="/cms/?q=oc070108">Occhio Clinico 2007; 1: 8</a> ).<br />Esaminando sul territorio una popolazione di più di 30.000 anziani sopravvissuti a un infarto, un gruppo di ricercatori canadesi ha dimostrato che i più scrupolosi nel prendere statine o betabloccanti avevano una maggiore sopravvivenza, mentre lo stesso effetto non si è osservato in quelli a cui erano stati prescritti i calcio antagonisti, di cui infatti non è stata mai dimostrata l’efficacia in questa situazione. <br />Questa conclusione smonta la teoria dell’healthy adherer, secondo cui chi ha una maggiore compliance tende anche ad avere uno stile di vita più sano: infatti, negli stessi individui non si è riscontrata una minore incidenza di tumori. Si potrebbe però obiettare che l’effetto del placebo è specifico per la patologia che si intende curare e che è un po’ azzardato assimilare a un placebo appunto i calcio antagonisti: nessuno può infatti escludere che al contrario, in questi pazienti, essi producano un effetto negativo in termini di mortalità. </p><p class="bibliografia">Bibliografia </p><ul><li>Rasmussen JN et al. Relationship between adherence to evidence-based pharmacotherapy and long-term mortality after acute myocardial infarction. JAMA 2007; 297: 177. </li></ul>
Effetto placebo: tutto da rifare?
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