A proposito di mammella (collage epidemiologico)

riassunto
scienza ed esperienza
EBM
Redazione
non disponibile
parole chiave: 
Cancro al seno; Diagnosi precoce
Occhio Clinico 2007; 1: 14
<p class="firma">Redazione</p><p class="sottotitolo">Una revisione Cochrane </p><p>Una recente revisione Cochrane ha esaminato gli effetti sulla mortalità dello screening mammografico in una selezione dei trial randomizzati che confrontavano gli esiti con e senza lo screening presenti in PubMed fino al giugno 2005. Gli studi sono stati verificati sotto il profilo metodologico e degli esiti: 7 trial rispondevano ai requisiti con il coinvolgimento complessivo di mezzo milione di donne. Due di essi, però, non raggiungevano la significatività statistica nella riduzione di mortalità; solo quattro trial, con randomizzazione subottimale, hanno mostrato una riduzione significativa: rischio relativo 0,75 (IC 95%: da 0,67 a 0,83). Il rischio relativo nei sei trial combinati era di 0,80 (IC 95%: da 0,73 a 0, 88). Considerando solo i trial di migliore qualità, la riduzione di mortalità da cancro della mammella in seguito a screening scende al 15 per cento in termini relativi, mentre la diminuzione assoluta è dello 0,05 per cento. Lo screening comporta anche un aumento assoluto del rischio di sovra diagnosi e sovra trattamento dello 0,5 per cento. Tradotto in numeri, ciò significa che ogni 2.000 donne invitate allo screening per 10 anni, una ne avrà la vita prolungata, mentre 10 verranno erroneamente diagnosticate e trattate come malate di tumore: la conoscenza di questi dati comporta la necessità di rendere chiari alle donne eligibili i potenziali vantaggi e danni dello screening.</p><p class="sottotitolo">Un contributo italiano: l&#39;Impact study </p><p>Un apparente aumento d&#39;incidenza è normale in conseguenza dell&#39;applicazione di un programma di screening per tumore: uno studio multicentrico su dati provenienti dai programmi di screening del Nord e Centro Italia tra il 1986 e il 2001, denominato Impact Study, stima quanto di tale eccesso è dovuto a sovra diagnosi (Paci 2006).<br />L&#39;eccesso di incidenza osservato è stato del 36,2 per cento (cancri in situ e invasivi insieme). <br />E&#39; stata però operata una correzione per lead time, facendo riferimento al cosiddetto sojourn time, cioè il tempo in cui il tumore resta in una fase pre clinica (3 o 4 anni o più, nelle età più anziane) e al bilancio tra casi incrementali (scoperti grazie allo screening) e casi decrementali (scrinati che si sarebbero poi manifestati clinicamente); se non vi è sovradiagnosi, i due numeri tendono a equivalere, in un certo numero di anni. Dopo correzione per lead time l&#39;eccesso è risultato del 4,6 per cento complessivamente e del 3,2 per cento per i soli cancri invasivi (IC 95% da 1 a 6).</p><p class="sottotitolo">Trial Management Group</p><p>Un ampio trial ha coinvolto 161.000 donne tra i 39 e i 41 anni assegnandone una parte allo screening con randomizzazione (Moss 2006). Dopo un follow up medio di 10 anni, il decremento della mortalità per cancro della mammella delle donne sottoposte all&#39;esame periodico, rispetto al gruppo di non intervento non raggiungeva la significatività statistica in termini relativi e assoluti (RR 0,83, IC 95%: da 0,66 a -1,04; riduzione assoluta del rischio 0,40 per 1.000 donne; Moss 2006). Anche aggiustata per la non compliance, la riduzione di mortalità arrivava a 24 per cento (RR 0,76: non significativa per ampio IC). In questo gruppo d&#39;età, il beneficio assoluto dello screening in termini di morti prevenute, più basso che in età più anziane, è, d&#39;altronde, compensato dal numero più alto di anni di vita salvati (in media 35) per ogni morte prevenuta. Alla luce dei dati contraddittori che emergono dalla letteratura, è quindi necessario continuare la ricerca per dirimere la questione dell&#39;età in cui cominciare lo screening, considerando i costi, sia in termini finanziari sia di falsi positivi, che lo screening nelle età più giovanili comporta, a fronte di una riduzione assoluta della mortalità inferiore: il NNS (numero necessario da scrinare) per prevenire una morte in 10 anni è di 2.512.</p><p class="bibliografia">Bibliografia</p><ul><li>Goetzsche PC et al. Screening for breast cancer with mammography. Cochrane Databese of Systematic Reviews 2006; 4.<br /></li><li>Ministero della salute. Campagna di sensibilizzazione allo screening del cancro del seno, della cervice uterina e del colon retto 2006. www.sanita.it<br /></li><li>Moss SM et al. Effect of mammographic screening from age 40 years on breast cancer mortality at 10 years&#39; follow-up: a randomised controlled trial. Lancet 2006; 368: 2053.<br /></li><li>Paci E et al. Estimate of overdiagnosis of breast cancer due to mammography after adjustment for lead time. A service screening study in Italy. Breast Cancer Research 2006; 8: 68.</li></ul>

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