Il Ministero per le pari opportunità e il Ministero della salute hanno inaugurato una campagna di prevenzione del tumore della prostata (link).
I messaggi emanati non tengono conto delle prove di efficacia e dei dati pubblicati negli studi più recenti. Occhio Clinico pubblica una lettera aperta indirizzata agli organizzatori della campagna in cui le associazioni di medicina generale chiedono la sospensione della campagna.
Lettera aperta
al Ministro per la Salute Ferruccio Fazio
al Ministro per le Pari Opportunità Mara Carfagna
Le sottoscritte organizzazioni e associazioni scientifiche, pur comprendendo la tensione positiva alla promozione della cultura per l'autotutela della salute maschile, chiedono la sospensione della campagna di sensibilizzazione per la prevenzione del tumore della prostata, promossa dai ministeri delle Pari opportunità e della Salute, perché tale iniziativa non può produrre altro risultato che un aumento inappropriato del ricorso a test per la diagnosi precoce in soggetti privi di sintomi.
Poiché alla stato attuale delle conoscenze non esistono interventi di prevenzione primaria del tumore alla prostata, una propaganda al pubblico nei termini in cui è condotta, è discutibile scientificamente ed eticamente; può danneggiare – fisicamente e in termini di qualità della vita – più persone di quante non ne possano beneficiare; è, infine, inopportuna, in un periodo in cui ai cittadini e ai medici si chiede rigore.
Infatti, dopo anni di incertezze scientifiche sullo screening per i tumori alla prostata, due grandi studi controllati pubblicati nel marzo 2009 sul New England Journal of Medicine, hanno infine documentato che i danni di questo screening possono essere maggiori dei benefici. Anche negli USA, dove lo screening è stato molto diffuso, persino i più determinati fautori hanno rivisto le loro posizioni invitando alla prudenza.
Lo screening del tumore prostatico (che è un intervento di diagnosi precoce e non di prevenzione primaria) non è paragonabile a quello mammografico né tanto meno a quello della cervice uterina, ed è ammissibile solo a seguito di una decisione presa sulla base di un colloquio personale tra medico e paziente, con una corretta informazione sui possibili benefici e sui possibili danni in cui può incorrere chi vi si sottopone. La ricerca di tumori prostatici espone infatti ad un rischio finora ineliminabile di trovare tumori “silenti”, cioè non destinati a dare alcun segno di sé, e che sono molto più comuni di quelli aggressivi e ad evoluzione prognostica peggiore. Il trattamento che fa seguito alla diagnosi non offre in tali casi nessun beneficio, mentre espone la persona ad un elevato rischio di impotenza sessuale e incontinenza urinaria, oltre a quello operatorio.
Da un punto di vista di sanità pubblica, perciò, vi è unanime consenso internazionale sulla inopportunità e dannosità di promuovere l'uso di qualsiasi test in persone che non abbiano sintomi. Mentre è questo purtroppo l'unico risultato prevedibile delle campagna in atto.
Le sottoscritte organizzazioni suggeriscono, oltre alla sospensione della campagna così come formulata, l'adozione sistematica di un metodo di consultazione di operatori (medici di famiglia, epidemiologi, specialisti, esperti di sanità pubblica), di rappresentanti dei cittadini) e degli organi tecnici del Servizio sanitario implicati, sia a livello centrale (Sistema nazionale linee guida, Osservatorio screening eccetera) sia a livello regionale.
Roma, 8 giugno 2010
Sottoscritto da:
Associazione Scientifica Interdisciplinare e di Medicina di Famiglia e di Comunità – ASSIMEFAC
Centro Studi e Ricerche in Medicina Generale – CSeRMEG
Associazione Italiana di Epidemiologia – AIE
Società Italiana per la Qualità nell’Assistenza Sanitaria e VRQ – SIQUAS VRQ
Associazione per la Ricerca sulla Efficacia della Assistenza Sanitaria - Centro Cochrane Italiano – AREAS-CCI
Gruppo italiano medici di medicina generale orientato all'audit -
NETAUDIT
Gruppo italiano screening mammografico – GISMA
Gruppo italiano screening del cervicocarcinoma – GISCI
European Randomized study of Screening for Prostate Cancer, braccio italiano – ERSPC Italia
Sezione Italiana di EQUIP (European Association for Quality in Geneal Practice/Family Medicine)
Sezione Italiana di EURACT (European Academy of Teachers in General Practice and Family Medicine)
Sezione Italiana di EURIPA (European Rural and Isolated Practitioners Association)
Sezione italiana di EUROPREV (European Network for Prevention and Health Promotion in Family Medicine and General Practice)
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Il Ministero per le pari opportunità e il Ministero della salute hanno
inaugurato una campagna di prevenzione del tumore della prostata (<a href="http://www.pariopportunita.gov.it/index.php?option=com_content&view=article&id=1613:al-via-lo-spot-contro-il-tumore-della-prostata&catid=45:comunicati-stampa&Itemid=226">link</a>).
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I messaggi emanati non tengono conto delle prove di efficacia e dei dati
pubblicati negli studi più recenti. <i>Occhio Clinico</i> pubblica una
lettera aperta indirizzata agli organizzatori della campagna in cui le
associazioni di medicina generale chiedono la sospensione della
campagna.
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<p class="sottotitolo">
Lettera aperta<br />
al Ministro per la Salute Ferruccio Fazio<br />
al Ministro per le Pari Opportunità Mara Carfagna
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Le sottoscritte organizzazioni e associazioni scientifiche, pur
comprendendo la tensione positiva alla promozione della cultura per
l'autotutela della salute maschile, chiedono la sospensione della
campagna di sensibilizzazione per la prevenzione del tumore della
prostata, promossa dai ministeri delle Pari opportunità e della Salute,
perché tale iniziativa non può produrre altro risultato che un aumento
inappropriato del ricorso a test per la diagnosi precoce in soggetti
privi di sintomi.
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Poiché alla stato attuale delle conoscenze non esistono interventi di
prevenzione primaria del tumore alla prostata, una propaganda al
pubblico nei termini in cui è condotta, è discutibile scientificamente
ed eticamente; può danneggiare – fisicamente e in termini di qualità
della vita – più persone di quante non ne possano beneficiare; è,
infine, inopportuna, in un periodo in cui ai cittadini e ai medici si
chiede rigore.
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Infatti, dopo anni di incertezze scientifiche sullo screening per i
tumori alla prostata, due grandi studi controllati pubblicati nel marzo
2009 sul <i>New England Journal of Medicine</i>, hanno infine
documentato che i danni di questo screening possono essere maggiori dei
benefici. Anche negli USA, dove lo screening è stato molto diffuso,
persino i più determinati fautori hanno rivisto le loro posizioni
invitando alla prudenza.
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Lo screening del tumore prostatico (che è un intervento di diagnosi
precoce e non di prevenzione primaria) non è paragonabile a quello
mammografico né tanto meno a quello della cervice uterina, ed è
ammissibile solo a seguito di una decisione presa sulla base di un
colloquio personale tra medico e paziente, con una corretta informazione
sui possibili benefici e sui possibili danni in cui può incorrere chi
vi si sottopone. La ricerca di tumori prostatici espone infatti ad un
rischio finora ineliminabile di trovare tumori “silenti”, cioè non
destinati a dare alcun segno di sé, e che sono molto più comuni di
quelli aggressivi e ad evoluzione prognostica peggiore. Il trattamento
che fa seguito alla diagnosi non offre in tali casi nessun beneficio,
mentre espone la persona ad un elevato rischio di impotenza sessuale e
incontinenza urinaria, oltre a quello operatorio.
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Da un punto di vista di sanità pubblica, perciò, vi è unanime consenso
internazionale sulla inopportunità e dannosità di promuovere l'uso di
qualsiasi test in persone che non abbiano sintomi. Mentre è questo
purtroppo l'unico risultato prevedibile delle campagna in atto.
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Le sottoscritte organizzazioni suggeriscono, oltre alla sospensione
della campagna così come formulata, l'adozione sistematica di un metodo
di consultazione di operatori (medici di famiglia, epidemiologi,
specialisti, esperti di sanità pubblica), di rappresentanti dei
cittadini) e degli organi tecnici del Servizio sanitario implicati, sia a
livello centrale (Sistema nazionale linee guida, Osservatorio screening
eccetera) sia a livello regionale.
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Roma, 8 giugno 2010
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Sottoscritto da:
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<li>Associazione Scientifica Interdisciplinare e di Medicina di
Famiglia e di Comunità – ASSIMEFAC</li>
<li>Centro Studi e Ricerche in Medicina Generale – CSeRMEG</li>
<li>Associazione Italiana di Epidemiologia – AIE</li>
<li>Società Italiana per la Qualità nell’Assistenza Sanitaria e VRQ –
SIQUAS VRQ</li>
<li>Associazione per la Ricerca sulla Efficacia della Assistenza
Sanitaria - Centro Cochrane Italiano – AREAS-CCI</li>
<li>Gruppo italiano screening mammografico – GISMA</li>
<li>Gruppo italiano screening del cervicocarcinoma – GISCI</li>
<li>European Randomized study of Screening for Prostate Cancer, braccio
italiano – ERSPC Italia</li>
<li>Sezione Italiana di EQUIP (European Association for Quality in
Geneal Practice/Family Medicine)</li>
<li>Sezione Italiana di EURACT (European Academy of Teachers in General
Practice and Family Medicine)</li>
<li>Sezione Italiana di EURIPA (European Rural and Isolated
Practitioners Association)</li>
<li>Sezione italiana di EUROPREV (European Network for Prevention and
Health Promotion in Family Medicine and General Practice)</li>
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