Ovvero... La Medicina di famiglia: bella e impossibile
Sono da molti anni medico di famiglia o "medico di medicina generale" (MMG) e sempre più mi convinco che in linea di principio la mia è una delle professioni più belle. Eppure, con amarezza devo constatare che negli ultimi tempi il lavoro quotidiano è sempre più impossibile.
Ho stilato un decalogo dei principali problemi che ci assillano, che in queste giornate delicatissime, vede oggi la II edizione, con scomparsa di vecchi punti e l'affacciarsi preoccupante di nuove emergenze.
Per me, 9 anni fa fondatore di un gruppo di auto-controllo della Qualità dei MMG in Italia (Net-Audit), i 10 seguenti punti negativi sono equivalenti alla situazione di partenza insoddisfacente (o "Baseline"), da cui muoversi per raggiungere il cambiamento auspicabile. D'altra parte, la possibilità di impegnarsi con serenità nell'Audit e ottenere migliori "numeri" nei nostri lavori è legata, e non poco, alla riduzione di tali grossolani ostacoli alla MG.
Chiederò a me stesso, ai colleghi del circuito di Netaudit, ai colleghi dei Sindacati e delle Società culturali della MG di adoperarsi in tutti i modi affinché ci sia una drastica riduzione degli ostacoli allo sviluppo della MG italiana.
1) La Nuova telematica ministeriale e regionale ha lo scopo di far collaborare la MG con il sistema o quello di portare alle estreme conseguenze la già da tempo avviata burocratizzazione centralizzata di un'antica professione?
A fronte di una cronica pochezza del personale di studio in italia (in comparazione ad altri Paesi europei) e a fronte di una cronica mancanza italica di auto-certificazione per i primi giorni di malattia, vogliono attribuirci compiti telematici nuovi e pieni di zoppie tecniche e legali. La voglia di trasformare la nostra antica professione liberale in una para-dipendenza-peri-telematica è tale per cui si costruiscono minacce penali, ordinistiche e convenzionali per via di decreti ad Hoc.
2) L'uso dei DATABASE REGIONALI (vedi progetto SISS-Lombardia; SOLE-Emiliaromagna; ecc) è ormai stato implementato in diverse regioni e a livello statale, ma SENZA aver chiarito una pregiudiziale: si tratta di SPERIMENTAZIONE piu che di necessita operativa urgente a cui il singolo MMG sia "obbligato".
In effetti, si tratta di SPERIMENTAZIONE di Modelli Informatici e Partecipativi, in cui fondamentale è la partecipazione ATTIVA di GRUPPI di MMG. Se nei Comitati Etici di ogni provincia sono previsti uno o piu MMG, non si vede perchè nella SPERIMENTAZIONE sui DATI DEI MMG Non debba esistere analoga partecipazione alle decisioni. I DATABASE medici NOn sarebbero nulla senza l'apporto intellettuale e di lavoro dei MMG ( per i Codici, per i processi, per i farmaci prescelti). ERGO: Nessuna commissione informatica e nessuna gestione di SERVER regionale o di USL possono fare a meno del ruolo attivo e decisivo di MMg esperti e magari di rappresentanti dei Cittadini.
3) A questi DATABASE si collega l'ideologia del Patient Summary (sempre per via telematica) che vuol far credere che è qualità la cessione delle informazioni intime dei pazienti e dei loro medici.
Qui siamo costretti ad andare contro i nostri valori e contro una professione che si fonda sul rapporto duale; e cedere dati nominativi a server di USL o regionali ove l'analisi statistica verrà poi effettuata- con i nostri dati e sulla nostra testa - da funzionari medici e non medici che con la MG non c'entrano nulla. Spesso si dice che questi dati servono a far comunicare meglio i medici delle varie strutture; ma da quel che vedo la spedizione dei dati non poche volte avviene verso sistemi informatici di USL o regionali impersonali, governati da funzionari e non consultati da medici pratici.
Il tutto risulta piuttosto paradossale. Nell'italia in cui i MMG con sacrificio personale nei decenni scorsi si sono costruiti , in gran parte a loro spese, software e reti professionali e scientifiche di avangaurdia in europa ( e ben in avanti rispetto all'informatica ospedaliera) ,tutto ad un tratto si vuole approfittare della nostre spese e iniziative/abilità per imporci un ruolo di appendice di improvvisate cattedrali telematiche nel deserto povero di linee veloci ( vedi la lentezza delle line italiane).
In questa stessa Italia i politici della maggioranza (e a volte dell'opposizione) vogliono da una parte vietare le intercettazioni telefoniche o limitarle molto; dall'altra parte spingere i MMG ed i pazienti a cedere tutti i loro dati sensibili a Moloch istituzionali!
Anche tra dirigenti sindacali si sta affermando l'idea (pericolosa) dell'ineluttabilita di questo processo "moderno". Magari poi si scopre che alcuni di questi dirigenti sindacali locali sono ferocemente contrari ad un modo piu serio di dare conto dei dati di Audit (ANONIMI) su indicatori professionali.
Non siamo contro i concentratori dei dati; ma riteniamo che essi debbano essere basati su dati preferibilmente anonimizzati; solo in chiare situazioni, magari legate ad eventi clinici, è bene che le informazioni viaggino tra medici clinici secondo chiare procedure informatiche realmente protette.
Riteniamo inoltre che qualsiasi analisi di dati dei pazienti anonimizzati debba avvenire solo DOPO che siano state istituite Gruppi di Analisi PARITARI, in cui siano presenti rappresentanti della MG in grado di condurre valutazioni opportune ( ed in ogni regione esistono decine di MMG esperti di Audit, ormai) . Anche nelle realtà in cui la telematica regionale è gia partita ( vedi Lombardia, Trentino, Emilia-Romagna) è fondamentale che i vertici professionali e culturali della professione chiedano di entrare nella stanza dei bottoni ove vengono eseguite analisi e pianificazioni. Altrimenti, è meglio rinunciare alle novità e restare fermi al nostro antico ruolo tradizionale.
Inoltre, al di là dei delicati problemi di privacy, la condivisione dei dati implica una serie di passi culturali e professionali assai importanti, che l'improvviso cortocicuito mediatico rischia di offuscare. Quali dati registrare per se' nel PC e quali esportare? Sono sufficienti i codici ICD? E infine la fondamentale cultura ( implicita e a-codificata ) del MMG intorno ai sistemi famigliari e di cura che fine fa, in questo calderone?
4) Mentre ci impongono il ruolo telematico-amministrativo dei certificati, sotto sotto ci saltano a pie' pari con la ben più importante telematica degli strumenti di diagnosi e cura.
Negli ultimi mesi, assistiamo sempre più a "sperimentazioni" sulla telematica tecnologica, che vede protagonisti alcuni gruppi industriali italiani e stranieri, gruppi di farmacie pubbliche o private, gruppi di specialisti privati o pubblici
Anche qui si da' per scontato che un modello che arrivi nelle case e salti a pie' pari il MMG sia moderno ed efficiente. In realtà esso ha costi nascosti economici ingenti (pensate solo al "chi sorveglia?" per tutte le 24 ore); ai costi medici inattesi (si pensi alla gestione dei tanti allarmi e falsi-positivi); costi antropologici, psicologici e sociali per nulla trascurabili : il paziente e' deprivato di un consulente medico personale ed e' indotto sempre più a stare in luoghi che non disturbino il lavoro della tecnologia (..la propria stanza; il proprio letto...)
5) La tecnologia ed i nuovi ruoli delle Farmacie e degli infermieri: per o contro i MMG?
Quanto sopra detto, ci riporta al ventilato nuovo ruolo delle farmacie. Le farmacie sono punti di riferimento della sanità italiana. Hanno una capillarità, un'organizzazione e tradizione innegabili. Certo, MMG e farmacisti sono molto diversi tra loro per professionalità e a volte per tipo di cultura, ma è indubbio che siano figure complementari. Il problema è nato da dichiarazioni e provvedimenti governativi che vorrebbero dare loro molte più funzioni alle farmacie e perfino gli infermieri professionali.
Questi provvedimenti hanno attivato iniziative che ci preoccupano. Abbiamo visto nei mesi scorsi spirometrie, esami strumentali della vista, densitometrie effettuate da tecnici o medici " en passant", che hanno mostrato tutta la pericolosità di improvvisare capitoli di prestazioni non programmate in un luogo che per il momento e' stato destinato alla logica di un solo prodotto (il farmaco). Pensiamo che alla fine non sia nell'interesse delle farmacie insistere da sole, senza coinvolgerci. Nello stesso tempo, pensiamo che sia giunto il momento di ridiscutere il loro protagonismo in tema di *GENERICI*, in particolare nel merito di farmaci cronici delicati (antiepilettici, cardiovascolari, ecc,) , soprattutto negli anziani, ove la letteratura internazionale (vedi ad es, un recente numero del 2010 del britannico DTB) già sta indicando una serie di rischi reali nel cambio non poche volte sistematico della scatola e nome commerciale del farmaco cronico. Insomma, nell'interesse dei pazienti, pensiamo che i MMg non possano non stimolare un nuovo serrato dialogo su questi problemi con i politici e con i farmacisti.
Quanto agli Infermieri Professionali, ci rendiamo conto che è piu che sacrosanta la loro aspirazione ad una crescita di ruolo. Ma essa non deve avvenire senza fare i conti con un peccato originale ( la formazione degli infermieri e la loro tradizione sono sostanzialmente ospedalo-centriche) e con un fatto indubbio: per decenni e decenni nelle case e negli ambulatori a coltivare prassi famigliari e psicosociali vi sono stati solo i MMG.
La MG in tutta Europa ha mediamente una fornitura di personale e apparecchiature maggiore che in Italia. Oggi, nell'epoca della telematica e della miniaturizzazione della tecnologia, un MMG attrezzato e con personale può svolgere buona parte delle funzioni diagnostiche che prima venivano espletate in numerosi giorni di ricovero.
Ma per raggiungere questi standard il MMG dovrebbe essere massicciamente incoraggiato verso la via dell'apprendimento e dell'acquisto di nuove tecnologie (validate) e soprattutto verso l'assunzione di personale infermieristico e tecnico idoneo. Mentre i politici parlano di "case della salute" inesistenti, nessuno si preoccupa di potenziare le tradizionali e accoglienti "capanne" della salute: gli ambulatori dei MMG.
Urge per noi MMG una comprensione dei giochi organizzativi e relazionali tra di noi, e tra di noi e gli infermieri, le farmacie e gli specialisti ed i politici.
6) Gestione a dire poco manicomiale della moltitudine di Esenzioni per malattia per reddito, invalidità, Note AIFA, ecc
Lavorare senza PC è ormai impossibile. Gli stessi PC e software per la Medicina generale sono in grande difficoltà per la gestione delle ormai migliaia di combinazioni delle esenzioni per centinaia di malattie/redditi/invalidità/farmaci con note -Piani terapeutici- ecc, ecc.
Mentre si moltiplicano i codici e mentre si allungano i codici individuali (le 16 cifre del Codice fiscale) si riduce lo spazio in centimetri quadri della Ricetta SSN e si riduce il tetto dei pezzi per ricetta (solo 2) e il numero di esami diagnostici per ricetta (solo 8).
Si arriva a situazioni kafkiane di questo tipo: i PC, per suddividere le ricette in base alle esenzioni, stampano 6 esami su 4 ricette (sic!), con ovvio spreco della costosa carta filigranata delle ricette.
L'incomprensibile confezionamento delle scatole "mutuabili" aggrava ulteriormente le cose.
Per patologie croniche come l'ipertensione abbondano scatole con meno di 10-14 giorni di terapie. Per patologie infettive che meritano almeno almeno due pillole die per almeno 6 giorni di terapia si autorizzano scatole da 3 giorni-terapie ( vedi ad esempio la ciprofloxacina : solo 6 pillole).
7) Farmaci innovativi e PIANO Terapeutico sequestrato dagli specialisti. Perchè?
Alcuni farmaci con "Piano terapeutico" (PT). hanno una combinazione di rischio e costo elevato. Questi farmaci sono soggetti alla normativa del "Piano terapeutico", che deve essere compilato da medici di specifiche e autorizzate strutture ospedaliere.
In alcune regioni (vedi Emilia Romagna) tutti i farmaci con PT vengono distribuiti dalla farmacie ospedaliere. In molte altre invece la principale responsabilità poggia sul MMG, che deve controllare che l'ospedaliero abbia compilato un PT e che il PT non sia scaduto (il farmacista privato,invece, qui non ha alcun compito).
E tutto ciò avviene anche per alcuni farmaci ad altissimo costo e altamente specialistici che dovrebbero essere gestiti solo dall'ospedale. Ed in effetti in ospedale il confezionamento di tali farmaci e' mensile o pluri-mensile; mentre all'esterno, nel territorio, esso segue l'assurda legge dei "due pezzi". E così alcuni malati di tumore, ad es., devono recarsi ogni 3-4 giorni in farmacia privata per procurarsi farmaci da somministrare per mesi..
Per i farmaci con Piano Terapuetico, poi, non si capisce perche i titolari della farmaco-sorveglianza o della farmaco-epidemiologia debbano essere sempre gli specialisti. Spesso costoro hanno una competenza nell'audit nettamente inferiore a quella di molti MMG. E poi, dopo la I prescrizione chi vede e controlla gli effetti sono i MMG . La spesa per farmaci con Piano terapeutico in qualche modo ricade sulla quota che spetta alla MG. Ma la MG non dice nulla e sembra non avere potere su farmaci che pur impattano e non di poco sulla propria professione.
Insomma, ritengo che e' giunta l'ora che nei tavoli di trattativa che valutano periodicamente la bilancia costi/benefici di questi farmaci debbano esserci sempre più i MMG. Infine,perchè non coinvolgere i MMg in progetti-obiettivo in merito a tali farmaco-sorveglianza e farmaco-epidemiologia? I nostri PC e le nostre cartelle computerizzate sono utili solo quando si connettono all'INPS o quando inviano tanti dati nominativi a USL e Regioni?
8) Funzioni Accademiche.
Molti MMG in Italia insegnano, scrivono e sono legati a vasti progetti scientifici. Hanno rapporti nazionali ed internazionali simili a quelli degli accademici universitari ( vedi ad esempio l'ultimo Congresso europeo Wonca del 2006 a Firenze). Ma l'Italia è uno dei pochi Paesi del mondo in cui la Facoltà di medicina si permette il lusso di ignorare il più delle volte la grande risorsa professionale e sociale dei MMG orientati verso la formazione e l'auto-valutazione della Qualità.
9) Il non arrivo o la fuga dei giovani dalla professione.
I MMG faticano sempre piu a trovare medici sostituti. Questo segnale la dice lunga su un grave problema che affligge la MG: il ricambio generazionale. Contratti, tariffe e borse di studio non incentivano affatto la presenza dei giovani negli studi medici. Per motivi difficilmente comprensibli, le tariffe ufficiali per i sostituti risultano nettamente inferiori a quelle che gli stessi giovani percepiscono come "medici della guardia medica (CA)". Urge un fondo ad hoc per le sostituzioni. E sembra altrettanto assurdo il fatto che i giovani medici che partecipano ai "corsi regionali di formazione per la MG" abbiano un salario mensile dimezzato rispetto ai colleghi delle scuole di specializzazione. E cosi a MMG che in media hanno piu di 50 anni e iniziano ad essere stanchi spesso non resta che sostituirsi reciprocamente, con ovvia aumento/raddoppio del carico di lavoro, a mo' di punzione, a fine delle ferie.
10) L'eccesso di mediazione e la carenza di momenti di "contrasto" o di autonomia.
Negli ultimi decenni la MG ha subito molti attacchi e decurtazione di ruolo. In un'epoca in cui tutti si rendono conto che il ribellismo sterile e continuo è demodè si è però abbracciata una via che contiene un rischio opposto: una mediazione continua e a volte compromesso con le posizioni dirigenziali dei ministeri e delle regioni.
Eppure, in un mondo in cui avanzano il tecnicismo, il mercato ed il consumismo si avverte sempre più l'importanza medica e sociale dell'irriducibile diversità dei Medici di Famiglia, della Medicina Generale. Questa irriducibilità pretende, oltre ai momenti di mediazione di palazzo, una forte mobilitazione e a volte azione di contrasto (sciopero, burocratico o totale, manifestazioni in piazza, ecc) .
Sistemi politici sempre più monolitici e arcisicuri di se' non possono non stimolare la rinascita dell'antico orgoglio della Professione.
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Ovvero... La Medicina di famiglia: bella e
impossibile
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Sono da molti anni medico di famiglia o "medico di
medicina generale" (MMG) e sempre più mi convinco che in linea di
principio la mia è una delle professioni più belle. Eppure, con amarezza
devo constatare che negli ultimi tempi il lavoro quotidiano e' sempre
più impossibile.<br />
Ho stilato un decalogo dei principali problemi che
ci assillano, che in queste giornate delicatissime, vede oggi la II
edizione, con scomparsa di vecchi punti e l'affacciarsi preoccupante di
nuove emergenze.<br />
Per me, 9 anni fa fondatore di un gruppo di
auto-controllo della Qualità dei MMG in Italia (Net-Audit), i 10
seguenti punti negativi sono equivalenti alla situazione di partenza
insoddisfacente (o "Baseline"), da cui muoversi per raggiungere il
cambiamento auspicabile. D'altra parte, la possibilità di impegnarsi con
serenità nell'Audit e ottenere migliori "numeri" nei nostri lavori è
legata, e non poco, alla riduzione di tali grossolani ostacoli alla MG.
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Chiederò
a me stesso, ai colleghi del circuito di Netaudit, ai colleghi dei
Sindacati e delle Società culturali della MG di adoperarsi in tutti i
modi affinché ci sia una drastica riduzione degli ostacoli allo sviluppo
della MG italiana.
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<b>1)</b> La Nuova telematica ministeriale e
regionale ha lo scopo di far collaborare la MG con il sistema o quello
di portare alle estreme conseguenze la già da tempo avviata
burocratizzazione centralizzata di un'antica professione?<br />
A fronte di
una cronica pochezza del personale di studio in italia (in comparazione
ad altri Paesi europei) e a fronte di una cronica mancanza italica di
auto-certificazione per i primi giorni di malattia, vogliono attribuirci
compiti telematici nuovi e pieni di zoppie tecniche e legali. La voglia
di trasformare la nostra antica professione liberale in una
para-dipendenza-peri-telematica è tale per cui si costruiscono minacce
penali, ordinistiche e convenzionali per via di decreti ad Hoc.
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<b>2)</b>
L'uso dei DATABASE REGIONALI (vedi progetto SISS-Lombardia;
SOLE-Emiliaromagna; ecc) è ormai stato implementato in diverse regioni e
a livello statale, ma SENZA aver chiarito una pregiudiziale: si tratta
di SPERIMENTAZIONE piu che di necessita operativa urgente a cui il
singolo MMG sia "obbligato". <br />
In effetti, si tratta di
SPERIMENTAZIONE di Modelli Informatici e Partecipativi, in cui
fondamentale è la partecipazione ATTIVA di GRUPPI di MMG. Se nei
Comitati Etici di ogni provincia sono previsti uno o piu MMG, non si
vede perchè nella SPERIMENTAZIONE sui DATI DEI MMG Non debba esistere
analoga partecipazione alle decisioni. I DATABASE medici NOn sarebbero
nulla senza l'apporto intellettuale e di lavoro dei MMG ( per i Codici,
per i processi, per i farmaci prescelti). ERGO: Nessuna commissione
informatica e nessuna gestione di SERVER regionale o di USL possono fare
a meno del ruolo attivo e decisivo di MMg esperti e magari di
rappresentanti dei Cittadini.
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<b>3)</b> A questi DATABASE si
collega l'ideologia del Patient Summary (sempre per via telematica) che
vuol far credere che è qualità la cessione delle informazioni intime dei
pazienti e dei loro medici.<br />
Qui siamo costretti ad andare contro i
nostri valori e contro una professione che si fonda sul rapporto duale; e
cedere dati nominativi a server di USL o regionali ove l'analisi
statistica verrà poi effettuata- con i nostri dati e sulla nostra testa -
da funzionari medici e non medici che con la MG non c'entrano nulla.
Spesso si dice che questi dati servono a far comunicare meglio i medici
delle varie strutture; ma da quel che vedo la spedizione dei dati non
poche volte avviene verso sistemi informatici di USL o regionali
impersonali, governati da funzionari e non consultati da medici pratici.<br />
Il
tutto risulta piuttosto paradossale. Nell'italia in cui i MMG con
sacrificio personale nei decenni scorsi si sono costruiti , in gran
parte a loro spese, software e reti professionali e scientifiche di
avangaurdia in europa ( e ben in avanti rispetto all'informatica
ospedaliera) ,tutto ad un tratto si vuole approfittare della nostre
spese e iniziative/abilità per imporci un ruolo di appendice di
improvvisate cattedrali telematiche nel deserto povero di linee veloci (
vedi la lentezza delle line italiane).<br />
In questa stessa Italia i
politici della maggioranza (e a volte dell'opposizione) vogliono da una
parte vietare le intercettazioni telefoniche o limitarle molto;
dall'altra parte spingere i MMG ed i pazienti a cedere tutti i loro dati
sensibili a Moloch istituzionali!<br />
Anche tra dirigenti sindacali si
sta affermando l'idea (pericolosa) dell'ineluttabilita di questo
processo "moderno". Magari poi si scopre che alcuni di questi dirigenti
sindacali locali sono ferocemente contrari ad un modo piu serio di dare
conto dei dati di Audit (ANONIMI) su indicatori professionali.<br />
Non
siamo contro i concentratori dei dati; ma riteniamo che essi debbano
essere basati su dati preferibilmente anonimizzati; solo in chiare
situazioni, magari legate ad eventi clinici, è bene che le informazioni
viaggino tra medici clinici secondo chiare procedure informatiche
realmente protette. <br />
Riteniamo inoltre che qualsiasi analisi di dati
dei pazienti anonimizzati debba avvenire solo DOPO che siano state
istituite Gruppi di Analisi PARITARI, in cui siano presenti
rappresentanti della MG in grado di condurre valutazioni opportune ( ed
in ogni regione esistono decine di MMG esperti di Audit, ormai) . Anche
nelle realtà in cui la telematica regionale è gia partita ( vedi
Lombardia, Trentino, Emilia-Romagna) è fondamentale che i vertici
professionali e culturali della professione chiedano di entrare nella
stanza dei bottoni ove vengono eseguite analisi e pianificazioni.
Altrimenti, è meglio rinunciare alle novità e restare fermi al nostro
antico ruolo tradizionale.<br />
Inoltre, al di là dei delicati problemi di
privacy, la condivisione dei dati implica una serie di passi culturali e
professionali assai importanti, che l'improvviso cortocicuito mediatico
rischia di offuscare. Quali dati registrare per se' nel PC e quali
esportare? Sono sufficienti i codici ICD? E infine la fondamentale
cultura ( implicita e a-codificata ) del MMG intorno ai sistemi
famigliari e di cura che fine fa, in questo calderone?
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<b>4)</b>
Mentre ci impongono il ruolo telematico-amministrativo dei certificati,
sotto sotto ci saltano a pie' pari con la ben più importante telematica
degli strumenti di diagnosi e cura.<br />
Negli ultimi mesi, assistiamo
sempre più a "sperimentazioni" sulla telematica tecnologica, che vede
protagonisti alcuni gruppi industriali italiani e stranieri, gruppi di
farmacie pubbliche o private, gruppi di specialisti privati o pubblici<br />
Anche
qui si da' per scontato che un modello che arrivi nelle case e salti a
pie' pari il MMG sia moderno ed efficiente. In realtà esso ha costi
nascosti economici ingenti (pensate solo al "chi sorveglia?" per tutte
le 24 ore); ai costi medici inattesi (si pensi alla gestione dei tanti
allarmi e falsi-positivi); costi antropologici, psicologici e sociali
per nulla trascurabili : il paziente e' deprivato di un consulente
medico personale ed e' indotto sempre più a stare in luoghi che non
disturbino il lavoro della tecnologia (..la propria stanza; il proprio
letto...)
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<b>5)</b> La tecnologia ed i nuovi ruoli delle Farmacie e
degli infermieri: per o contro i MMG?<br />
Quanto sopra detto, ci riporta
al ventilato nuovo ruolo delle farmacie. Le farmacie sono punti di
riferimento della sanità italiana. Hanno una capillarità,
un'organizzazione e tradizione innegabili. Certo, MMG e farmacisti sono
molto diversi tra loro per professionalità e a volte per tipo di
cultura, ma è indubbio che siano figure complementari. Il problema è
nato da dichiarazioni e provvedimenti governativi che vorrebbero dare
loro molte più funzioni alle farmacie e perfino gli infermieri
professionali.<br />
Questi provvedimenti hanno attivato iniziative che ci
preoccupano. Abbiamo visto nei mesi scorsi spirometrie, esami
strumentali della vista, densitometrie effettuate da tecnici o medici "
en passant", che hanno mostrato tutta la pericolosità di improvvisare
capitoli di prestazioni non programmate in un luogo che per il momento
e' stato destinato alla logica di un solo prodotto (il farmaco).
Pensiamo che alla fine non sia nell'interesse delle farmacie insistere
da sole, senza coinvolgerci. Nello stesso tempo, pensiamo che sia giunto
il momento di ridiscutere il loro protagonismo in tema di *GENERICI*,
in particolare nel merito di farmaci cronici delicati (antiepilettici,
cardiovascolari, ecc,) , soprattutto negli anziani, ove la letteratura
internazionale (vedi ad es, un recente numero del 2010 del britannico
DTB) già sta indicando una serie di rischi reali nel cambio non poche
volte sistematico della scatola e nome commerciale del farmaco cronico.
Insomma, nell'interesse dei pazienti, pensiamo che i MMg non possano non
stimolare un nuovo serrato dialogo su questi problemi con i politici e
con i farmacisti.<br />
Quanto agli Infermieri Professionali, ci rendiamo
conto che è piu che sacrosanta la loro aspirazione ad una crescita di
ruolo. Ma essa non deve avvenire senza fare i conti con un peccato
originale ( la formazione degli infermieri e la loro tradizione sono
sostanzialmente ospedalo-centriche) e con un fatto indubbio: per decenni
e decenni nelle case e negli ambulatori a coltivare prassi famigliari e
psicosociali vi sono stati solo i MMG.<br />
La MG in tutta Europa ha
mediamente una fornitura di personale e apparecchiature maggiore che in
Italia. Oggi, nell'epoca della telematica e della miniaturizzazione
della tecnologia, un MMG attrezzato e con personale può svolgere buona
parte delle funzioni diagnostiche che prima venivano espletate in
numerosi giorni di ricovero.<br />
Ma per raggiungere questi standard il
MMG dovrebbe essere massicciamente incoraggiato verso la via
dell'apprendimento e dell'acquisto di nuove tecnologie (validate) e
soprattutto verso l'assunzione di personale infermieristico e tecnico
idoneo. Mentre i politici parlano di *case della salute" inesistenti,
nessuno si preoccupa di potenziare le tradizionali e accoglienti
"capanne" della salute: gli ambulatori dei MMG.<br />
Urge per noi MMG una
comprensione dei giochi organizzativi e relazionali tra di noi, e tra di
noi e gli infermieri, le farmacie e gli specialisti ed i politici.
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<b>6)</b>
Gestione a dire poco manicomiale della moltitudine di Esenzioni per
malattia per reddito, invalidità, Note AIFA, ecc<br />
Lavorare senza PC è
ormai impossibile. Gli stessi PC e software per la Medicina generale
sono in grande difficoltà per la gestione delle ormai migliaia di
combinazioni delle esenzioni per centinaia di
malattie/redditi/invalidità/farmaci con note-Piani terapeutici- ecc,ecc.<br />
Mentre
si moltiplicano i codici e mentre si allungano i codici individuali (le
16 cifre del Codice fiscale) si riduce lo spazio in centimetri quadri
della Ricetta SSN e si riduce il tetto dei pezzi per ricetta (solo 2) e
il numero di esami diagnostici per ricetta (solo 8).<br />
Si arriva a
situazioni kafkiane di questo tipo: i PC, per suddividere le ricette in
base alle esenzioni, stampano 6 esami su 4 ricette (sic!), con ovvio
spreco della costosa carta filigranata delle ricette.<br />
L'incomprensibile
confezionamento delle scatole "mutuabili" aggrava ulteriormente le
cose.<br />
Per patologie croniche come l'ipertensione abbondano scatole
con meno di 10-14 giorni di terapie. Per patologie infettive che
meritano almeno almeno due pillole die per almeno 6 giorni di terapia si
autorizzano scatole da 3 giorni-terapie ( vedi ad esempio la
ciprofloxacina : solo 6 pillole).
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<b>7)</b> Farmaci innovativi e
PIANO Terapeutico sequestrato dagli specialisti. Perchè? <br />
Alcuni
farmaci con "Piano terapeutico"(PT). hanno una combinazione di rischio e
costo elevato. Questi farmaci sono soggetti alla normativa del "Piano
terapeutico", che deve essere compilato da medici di specifiche e
autorizzate strutture ospedaliere.<br />
In alcune regioni (vedi Emilia
Romagna) tutti i farmaci con PT vengono distribuiti dalla farmacie
ospedaliere. In molte altre invece la principale responsabilità poggia
sul MMG, che deve controllare che l'ospedaliero abbia compilato un PT e
che il PT non sia scaduto (il farmacista privato,invece, qui non ha
alcun compito).<br />
E tutto ciò avviene anche per alcuni farmaci ad
altissimo costo e altamente specialistici che dovrebbero essere gestiti
solo dall'ospedale. Ed in effetti in ospedale il confezionamento di tali
farmaci e' mensile o pluri-mensile; mentre all'esterno, nel territorio,
esso segue l'assurda legge dei "due pezzi". E così alcuni malati di
tumore, ad es., devono recarsi ogni 3-4 giorni in farmacia privata per
procurarsi farmaci da somministrare per mesi..<br />
Per i farmaci con
Piano Terapuetico, poi, non si capisce perche i titolari della
farmaco-sorveglianza o della farmaco-epidemiologia debbano essere sempre
gli specialisti. Spesso costoro hanno una competenza nell'audit
nettamente inferiore a quella di molti MMG. E poi, dopo la I
prescrizione chi vede e controlla gli effetti sono i MMG . La spesa per
farmaci con Piano terapeutico in qualche modo ricade sulla quota che
spetta alla MG. Ma la MG non dice nulla e sembra non avere potere su
farmaci che pur impattano e non di poco sulla propria professione.<br />
Insomma,
ritengo che e' giunta l'ora che nei tavoli di trattativa che valutano
periodicamente la bilancia costi/benefici di questi farmaci debbano
esserci sempre più i MMG. Infine,perchè non coinvolgere i MMg in
progetti-obiettivo in merito a tali farmaco-sorveglianza e
farmaco-epidemiologia? I nostri PC e le nostre cartelle computerizzate
sono utili solo quando si connettono all'INPS o quando inviano tanti
dati nominativi a USL e Regioni?
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<b>8)</b> Funzioni Accademiche.<br />
Molti
MMG in Italia insegnano, scrivono e sono legati a vasti progetti
scientifici. Hanno rapporti nazionali ed internazionali simili a quelli
degli accademici universitari ( vedi ad esempio l'ultimo Congresso
europeo Wonca del 2006 a Firenze). Ma l'Italia è uno dei pochi Paesi del
mondo in cui la Facoltà di medicina si permette il lusso di ignorare il
più delle volte la grande risorsa professionale e sociale dei MMG
orientati verso la formazione e l'auto-valutazione della Qualità.
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<b>9)</b>
Il non arrivo o la fuga dei giovani dalla professione.<br />
I MMG
faticano sempre piu a trovare medici sostituti. Questo segnale la dice
lunga su un grave problema che affligge la MG: il ricambio
generazionale. Contratti, tariffe e borse di studio non incentivano
affatto la presenza dei giovani negli studi medici. Per motivi
difficilmente comprensibli, le tariffe ufficiali per i sostituti
risultano nettamente inferiori a quelle che gli stessi giovani
percepiscono come "medici della guardia medica (CA)". Urge un fondo ad
hoc per le sostituzioni. E sembra altrettanto assurdo il fatto che i
giovani medici che partecipano ai "corsi regionali di formazione per la
MG" abbiano un salario mensile dimezzato rispetto ai colleghi delle
scuole di specializzazione. E cosi a MMG che in media hanno piu di 50
anni e iniziano ad essere stanchi spesso non resta che sostituirsi
reciprocamente, con ovvia aumento/raddoppio del carico di lavoro, a mo'
di punzione, a fine delle ferie.
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<b>10)</b> L'eccesso di
mediazione e la carenza di momenti di "contrasto" o di autonomia.<br />
Negli
ultimi decenni la MG ha subito molti attacchi e decurtazione di ruolo.
In un'epoca in cui tutti si rendono conto che il ribellismo sterile e
continuo è demodè si è però abbracciata una via che contiene un rischio
opposto: una mediazione continua e a volte compromesso con le posizioni
dirigenziali dei ministeri e delle regioni.<br />
Eppure, in un mondo in
cui avanzano il tecnicismo, il mercato ed il consumismo si avverte
sempre più l'importanza medica e sociale dell'irriducibile diversità dei
Medici di Famiglia, della Medicina Generale. Questa irriducibilità
pretende, oltre ai momenti di mediazione di palazzo, una forte
mobilitazione e a volte azione di contrasto (sciopero, burocratico o
totale, manifestazioni in piazza, ecc) .<br />
Sistemi politici sempre più
monolitici e arcisicuri di se' non possono non stimolare la rinascita
dell'antico orgoglio della Professione.
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<p class="firma">
<b>Francesco
Del Zotti</b>, medico di famiglia, Verona<br />
Direttore di
Netaudit (www.netaudit.org)<br />
http://decalogo-mg.blogspot.com/<br />
</p>