<p class="firma">
<b>Francesco Carelli</b>, Insegnamento di medicina di famiglia,
Università di Milano<br />
<b>Erika Bresciani</b>, studente Università di Milano <br />
<b>Federica Censabella</b>, studente Università di Milano <br />
<b>Barbara Ioni,</b> studente Università di Milano
</p>
<p class="caso">
Il caso <b>Non sottovalutare il
malessere dell'infrequent attender<br />
</b>Maria N. una paziente di 58 anni
si presenta in studio riferendo un malessere che, dopo alcune domande
insistenti, mirate a uscire dalla vaghezza della sua descrizione
iniziale, si
manifesta in una sensazione di svenimento e continuo affaticamento e
sudorazione. La paziente, anche se si sottopone a periodici controlli
pressori
e cardiologici, è sempre venuta in studio per questioni di salute dei
suoi
familiari, senza mai riferire alcun sintomo personale: questo ci spinge a
prendere decisamente sul serio la richiesta di aiuto, cominciando da un
accurato esame obiettivo, dal quale emerge un soffio sistolico 3/6 che
non era
stato ascoltato durante le visite precedenti (peraltro ormai lontane nel
tempo). Le prescrivo subito un ecocardiogramma, dal quale risulta un
prolasso
della scallop centrale del lembo posteriore mitralico, secondaria a
rottura di
corde tendinee, che condiziona un'insufficienza valvolare di grado 3+.
La
valvola è mixomatosa. Il cardiologo ha messo Maria in lista per
intervento di
sostituzione valvolare.
<br />
</p>
<p>
Il caso di Maria è sembrato
interessante per le sue peculiarità: assenza di sintomatologia a lungo
termine
e di patologie predisponenti e genere non prevalente.
</p>
<p>
Con gli studenti sono stati fatti
alcuni approfondimenti, "ad usum delphini", sulle cause di insufficienza
mitralica che hanno l'effetto collaterale di essere molto utili anche
all'insegnante: è stata ipotizzata una causa meccanica della rottura
delle
corde del lembo valvolare posteriore, che possiedono una debolezza
intrinseca.
Uno studio del 2002, ha mostrato come le corde periferiche del lembo
valvolare
posteriore siano più sottili e richiedano meno carico per cedere
rispetto alle
corde basali e anteriori: da qui la maggior incidenza di rottura (54%).
</p>
<p>
L'assenza dei sintomi è stata
spiegata con un possibile meccanismo di compenso che ha mascherato la
patologia.
</p>
<p>
I primi studi (1970-1981),
effettuati su pazienti operati per sostituzione valvolare, hanno
mostrato che
il 12% dei pazienti presentava una rottura di corda tendinea. Il 76% dei
pazienti presentava una rottura spontanea; nell'8,9% la rottura era
complicata
da una malattia valvolare reumatica cronica; nell'8,5% e nel 4,7% da
un'endocardite batterica su valvole normali e reumatiche
rispettivamente; nel
2,3% da malattia cardiaca di tipo ischemico; nello 0,5% da febbre
reumatica
acuta; nel restante 0,5% da osteogenesi imperfetta.
</p>
<p>
La rottura delle corde tendinee è
tra le cause più comuni d'insufficienza mitralica, insieme alla
degenerazione mixomatosa, alla
disfunzione dei muscoli papillari (secondaria a IMA) e alla valvulopatia
reumatica.
</p>
<p>
Uno studio del 2006 ha
evidenziato una maggior frequenza di rottura di corde tendinee nei
maschi
rispetto alle femmine, probabilmente per la maggior frequenza nei maschi
di
patologie predisponenti, quali infarto e ipertensione arteriosa.
</p>
<p>
Prima che compaiano sintomi di
scompenso cardiaco, dovuti alla riduzione della gittata cardiaca,
un'insufficienza mitralica grave può
dare palpitazioni, dispnea (per il rigurgito atriale) e, in qualche caso
raro è
stata segnalata un'afonia (sindrome di Ortner);.l'atrio sinistro
ingrandito
predispone alla fibrillazione
atriale. All'auscultazione, il secondo tono risulta significativamente
sdoppiato, specie durante l'inspirazione.
</p>
<p>
In tutte le circostanze che
comportano il rischio di batteriemia, come estrazioni o pulizia dei
denti, è
indicata la profilassi antibiotica contro l'endocardite. Per prevenire
l'embolia
polmonare o sistemica, i pazienti con scompenso cardiaco grave o con
fibrillazione atriale devono essere sottoposti a terapia anticoagulante.
</p>
<p>
Se l'insufficienza miocardica
provoca scompenso cardiaco, la sostituzione valvolare precoce aumenta la
probabilità di una prognosi favorevole e limita il peggioramento della
funzione
del ventricolo sinistro. Nei pazienti gravi, un'alternativa valida è
costituita
dalla ricostruzione valvolare, che comporta una bassa mortalità
perioperatoria
e una buona prognosi a lungo termine.<span class="bibliografia"></span>
</p>
<p>
</p>
<p class="bibliografia">
Faletra Fet al. Mitral
insufficiency. Ital Heart J 2002; 3: S486.<br />
Levine RA et al. Mitral valve prolapse: a deeper look. Jacc Cardiovasc
Imaging
2008;1: 304.
</p>
Una mitrale insufficiente per rottura di corda tendinea
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IM acuta da flail del LPM
Mah, di solito le uniche due IM acute da rottura di corda tendinea che ho avuto modo di vedere hanno richiesto un intervento cardiochirurgico di urgenza. In effetti l'esordio è abbastanza drammatico per l'improvviso aumento del volume telediastolico del VS con innalzamento della pressione di incuneamento capillare polmonare che causa congestione polmonare. Sono comunque descritti rari casi in cui la terapia farmacologica che riduce il post carico aiuta a massimizzare la gittata anterograda e ridurre la frazione di rigurgito e differire l'intervento cardiochirurgico.
Massimo Bolognesi MMG_Cesena Spec.in Medicina Interna Spec.in Medicina dello Sport Dottore in Psicologia Clinica