E' più interessante cosa accade dentro la stanza del medico
o fuori? Stare, non riconosciuto, nella sala d'attesa dello studio di qualche
collega e attendere il proprio turno senza qualificarsi è come origliare in un
confessionale: i pazienti condividono emozioni, dolori, indirizzi e metodi di
prenotazione.
Quello che segue è un elenco di frasi udite in una sala
d'aspetto, nell'attività di ascolto partecipe e di osservazione divertita e
dentro lo studio medico, durante lo svolgimento della professione.
"Devo essere intollerante a qualcosa"
"Voglio sentire quest'altro dottore che mi dice"
"Ma questo medico visita!" (stupore...)
"Questi medici qui (si legga i mmg) sono buoni solo
per le ricette"
"Mi raccomando... io sono esente"
"Mi segni TUTTE le analisi"
"Ma l'acqua
ingrassa?"
"Mi ci può scrivere sopra ‘urgente'?"
"Non è che ci sarebbe qualcosaaa ...? (associato a vari
gesti lascia intendere richiesta di farmaci per il deficit d'erezione)"
"No, non voglio essere visitato, mi dia solo qualcosa per la
tosse"
"Ah, ma lei è anche chirurgo!"
"Il dottore m'ha sbagliato la ricetta"
"Che bella quella clinica:
sembrava di stare in America" (peccato che in America una faringite può
costarti 300 dollari, un'appendicite la vita)
"Mi dia le iniezioni, così facciamo prima"
"Non è che si trova a passare da casa mia?"
"Oggi sto bene, mi fa un certificato di malattia per
dopodomani?"
"Mi può visitare il bambino, ché il pediatra non c'è?"
"Non voglio prendere le compresse per la pressione, perché
se uno inizia poi le deve prendere per tutta la vita" (questa racchiude un
manuale: noi medici non sappiamo proprio spiegarci)
"Ma il dottore che avevo prima me lo segnava senza tanti
problemi"
"A me la febbre non viene mai"
"Non dico al dottore che sono caduto, voglio vedere se ci
arriva lui"
"Può passare a casa, dottore, non ce la faccio proprio a
venire a studio? Può? Davvero? Grazie! Ma a che ora? Così mi faccio trovare"
"Ho ritirato adesso le analisi; gliele posso dire per telefono?"
"No, non è un dolore; è un fastidio; no, neanche...non lo so".
Qualsiasi collega le legga, sa che nessuna delle frasi è di
fantasia e sa anche che riportarle non ha
un intento di derisione, ma è solo un ammiccamento tra compagni di
strada e un sorriso che renda più leggero il percorso.
Giuseppe Mittiga
Medicina generale, Roma
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E' più interessante cosa accade dentro la stanza del medico
o fuori? Stare, non riconosciuto, nella sala d'attesa dello studio di qualche
collega e attendere il proprio turno senza qualificarsi è come origliare in un
confessionale: i pazienti condividono emozioni, dolori, indirizzi e metodi di
prenotazione.
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Quello che segue è un elenco di frasi udite in una sala
d'aspetto, nell'attività di ascolto partecipe e di osservazione divertita e
dentro lo studio medico, durante lo svolgimento della professione.
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"Devo essere intollerante a qualcosa"<br />
"Voglio sentire quest'altro dottore che mi dice"<br />
"Ma questo medico visita!" (<i>stupore...</i>)<br />
"Questi medici qui (<i>si legga i mmg</i>) sono buoni solo
per le ricette"<br />
"Mi raccomando... io sono esente"<br />
"Mi segni TUTTE le analisi"<br />
"Ma l'acqua
ingrassa?"<br />
"Mi ci può scrivere sopra ‘urgente'?"<br />
"Non è che ci sarebbe qualcosaaa ...? (<i>associato a vari
gesti lascia intendere richiesta di farmaci per il deficit d'erezione</i>)"<br />
"No, non voglio essere visitato, mi dia solo qualcosa per la
tosse"<br />
"Ah, ma lei è anche chirurgo!"<br />
"Il dottore m'ha sbagliato la ricetta"<br />
"Che bella quella clinica:
sembrava di stare in America" (<i>peccato che in America una faringite può
costarti 300 dollari, un'appendicite la vita</i>)<br />
"Mi dia le iniezioni, così facciamo prima"<br />
"Non è che si trova a passare da casa mia?"<br />
"Oggi sto bene, mi fa un certificato di malattia per
dopodomani?"<br />
"Mi può visitare il bambino, ché il pediatra non c'è?"<br />
"Non voglio prendere le compresse per la pressione, perché
se uno inizia poi le deve prendere per tutta la vita" (<i>questa racchiude un
manuale: noi medici non sappiamo proprio spiegarci</i>)<br />
"Ma il dottore che avevo prima me lo segnava senza tanti
problemi"<br />
"A me la febbre non viene mai"<br />
"Non dico al dottore che sono caduto, voglio vedere se ci
arriva lui"<br />
"Può passare a casa, dottore, non ce la faccio proprio a
venire a studio? Può? Davvero? Grazie! Ma a che ora? Così mi faccio trovare"<br />
"Ho ritirato adesso le analisi; gliele posso dire per telefono?"<br />
"No, non è un dolore; è un fastidio; no, neanche...non lo so".
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Qualsiasi collega le legga, sa che nessuna delle frasi è di
fantasia e sa anche che riportarle non ha
un intento di derisione, ma è solo un ammiccamento tra compagni di
strada e un sorriso che renda più leggero il percorso.
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<p class="firma">
<b>Giuseppe Mittiga</b><br />
Medicina generale, Roma
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