<blockquote>
Re: "Mi hanno ingannato, avrebbero dovuto avvertirmi, mi
hanno ingannato."<br />
Margherita: "Eri stato avvertito."<br />
Re: "Mi avevi avvertito troppo presto. Mi avverti troppo tardi. Non
voglio morire...Non vorrei. Salvatemi, visto che non posso
più farlo da solo."<br />
Margherita: "Colpa tua se sei stato colto di sorpresa, avresti dovuto
prepararti. Mai però che tu ne abbia trovato il tempo. Eri condannato,
bisognava pensarci sin dal primo giorno, e poi, tutti i giorni. Non era
un granché, cinque minuti tutti i giorni. Poi dieci minuti, un quarto
d'ora, mezz'ora. E' così che ci si allena."<br />
Re: "Ci avevo pensato."<br />
Margherita: "Mai seriamente, mai profondamente, mai con tutto te
stesso".<br />
(da <i>Il re muore</i>, di Eugène Ionesco)
</blockquote>
<p class="sottotitolo">
Introduzione
</p>
<p>
Il progetto consiste nella
raccolta di episodi di fine vita ricavati dalla quotidianità del lavoro
di medici di medicina generale, raccontati per come sono stati vissuti
da loro e, per quanto possibile, dai pazienti e dai caregiver. <br />
Ogni
episodio è, infatti, come uno specchio rotto e ogni pezzo riflette il
frammento di una storia, immortalandola nella narrazione: un fotogramma
per riflettere sul senso del vivere la vicinanza della morte e sulle
emozioni che l'accompagnano. Questo sfaccettato mosaico, denso di
variabilità e complessità, è impossibile da incasellare e contenere in
categorie o numeri, che danno l'illusione di aver capito e controllato
il sistema, ma che fanno perdere riflessi caratterizzanti. Si può,
allora utilizzare la narrazione, per descrivere alcune delle
innumerevoli facce del vivere: "Gli uomini raccontano e si raccontano
per trovare un immagine del sé, per trovare un senso del mondo e della
loro presenza nel mondo. I racconti contribuiscono potentemente alla
formazione della nostra identità personale e del senso del sé" (Giuseppe
Longo).
</p>
<p class="sottotitolo">
Strumenti e metodi
</p>
<p>
Si tratta di
un progetto editoriale che si prefigge la costruzione di un testo con
tratti autobiografici non finzionali in cui risuonino sia la dimensione
cognitiva sia quella emotiva Si è deciso di arruolare come partecipanti
medici di famiglia con una comune visione professionale e una competenza
alla narrazione, che include abilità letterarie, creative,
interpretative ed empatiche. A essi viene chiesto di scrivere storie
vere di accompagnamento di un paziente alla morte: il livello di
consapevolezza del morente e della sua accettazione di ciò che aspetta,
le scelte fatte e concordate con il sistema familiare e il medico, le
criticità nel mantenerle e le emozioni dei protagonisti saranno
conosciuti attraverso il filtro del medico di medicina generale che
racconta. Sarà possibile presentare racconti "misti", realizzati a più
mani (medico, infermiere, caregiver). <br />
Tra le storie raccolte, i
coordinatori sceglieranno quelle a maggior impatto per variabilità e
densità di spunti di riflessione.In una seconda fase verrà costituito un
gruppo misto formato da medici di medicina generale ed esperti di altre
categorie: metodologo, opinionista, sociologo, medico legale,
antropologo. Le storie, suddivise in gruppi tematici, saranno esposte
alle riflessioni di un commentatore con competenze specifiche. Le
riflessioni verranno, poi, girate ai colleghi che hanno scritto le
storie per un ulteriore commento. <br />
Se il materiale pervenuto lo
permetterà si cercherà di perseguire gli obiettivi secondari.
</p>
<ul>
<li>Obiettivo primario<br />
Riflettere insieme sulla presa in carico del morente e sulle emozioni
che l'accompagnano.<br />
Realizzare con le storie selezionate e le riflessioni generate una
pubblicazione letteraria.</li>
<li>Obiettivo secondari<br />
Generare nuove ipotesi di ricerca sull'argomento.<br />
Definire il setting orientato al paziente.<br />
Attraverso le storie costruire un apprendimento situato per i
partecipanti e per coloro che leggeranno le riflessioni. </li>
</ul>
<p>
L'iscrizione al progetto dovrà avvenire entro il 31 dicembre 2009,
inviando la scheda d'iscrizione allegata debitamente compilata e
firmata, via fax al numero 0585865148 oppure in formato pdf agli
indirizzi email: milanomar@gmail.com o gbondielli@fimmg-ms.it. <br />
Le
storie, al massimo di 10.000 battute (nel caso di storie narrate anche
da caregiver o personale infermieristico si moltiplicherà per il numero
dei racconti), dovranno pervenire ai due coordinatori (indirizzi email
sopraindicati) entro il 31 maggio 2010. <br />
Sponsor del lavoro è
CSeRMEG, non vi è alcun conflitto d'interesse né da parte dello sponsor
né da parte di coloro che hanno partecipato al progetto.<br />
E' previsto
l'utilizzo del materiale prodotto per pubblicazioni. Tutti i
partecipanti saranno coautori, non sono previste remunerazioni per il
lavoro prodotto.
</p>
<p class="sottotitolo">
Riferimenti bibliografici
</p>
<ul>
<li>Bertolini G. Lasciare andare. Mario Negri. Và Pensiero 367.</li>
<li>Bruner J. La cultura dell'educazione. Milano: Feltrinelli, 1977.</li>
<li>Buckman R. Talking to patients about cancer. BMJ 1996; 313: 699.</li>
<li>Di Giulio P. Infermieri in prima linea. Và Pensiero 366.</li>
<li>Di Mola G. Cure palliative: approccio multidisciplinare alle
malattie inguaribili. Milano: Masson, 1988.</li>
<li>Documento del Consiglio nazionale della FNOMCeO sulle D.A.T.
Giugno 2009.</li>
<li>Eco U. La meravigliosa fiamma della regina Loana. Milano:
Bompiani, 2004.</li>
<li>Ferrario D. Dopo mezzanotte. Lungometraggio in concorso a Torino
2003.</li>
<li>Giarelli G et al. Storie di cura. Medicina narrativa e medicina
delle evidenze: l'integrazione possibile. Milano: Franco Angeli, 2005.</li>
<li>Greenhalgh T et al. Narrative Based Medicine. Blackwell BMJ Books,
1998.</li>
<li>Good BJ. Narrare la malattia. Torino: Edizioni di Comunità, 1999.</li>
<li>Kluun R et al. Love life. New York: St. Martin's Griffin, 2007.</li>
<li>Heat I. Modi di morire. Torino: Bollati Boringhieri, 2008.</li>
<li>Ionesco E. Il re muore. in Teatro completo volume 2. Torino:
Einaudi, 1993.</li>
<li>Longo G. Il nuovo Golem. Bari: Laterza, 1998.</li>
<li>Steila D. Vita/morte. Bologna: Il Mulino, 2009. </li>
<li>Sozzi M. Reinventare la morte. Bari: Laterza, 2009.</li>
<li>Todd C et al. General practitioners' strategies and tactics of
communication with the terminally iII. Fam Pract 1993; 10: 268.</li>
<li>Vighy C. L'ultima estate. Roma: Fazi, 2009.</li>
<li>Zapparoli GC et al. Vivere e morire. Un modello di intervento con i
malati terminali. Milano: Feltrinelli, 1997.</li>
</ul>
Frammenti di specchio. I medici di medicina generale raccontano storie di loro pazienti alla fine della vita
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