<p class="sottotitolo">
Premessa
</p>
<span class="sottotitolo"></span>
<p>
Nelle ultime decadi, in particolare nei paesi
industrializzati, l'esposizione dei pazienti alle radiazioni ionizzanti (RI)
per fini diagnostici ha subito un incremento considerevole<a href="//#_edn1" title="_ednref" name="_ednref">[i]</a>. Dei circa 3 mSv totali per
anno stimati come dose individuale assorbita nell'anno 2000, 2,4 mSv sono
attribuibili all'irraggiamento naturale e 0,4 mSv dagli esami diagnostici che
comportano l'emissione di radiazioni ionizzanti<a href="//#_edn2" title="_ednref" name="_ednref">[ii]</a>.
</p>
<p>
Si è assistito, nel corso
degli anni, a un graduale ammodernamento delle apparecchiature, che ha ridotto
considerevolmente le emissioni di radiazioni per singolo esame, e, nel
contempo, all'evoluzione nelle tecniche di indagine, con diffusione di nuove
macchine quali la tomografia computerizzata (TC) e la tomografia a emissione di
positroni (PET) e allo sviluppo della scintigrafia e della radiologia
interventistica: tutte queste metodiche comportano alte dosi di irradiazioni per le persone sottoposte a indagine.<br />
Le unità di misura più importanti per valutare l'esposizione alle RI sono:
</p>
<ul class="unIndentedList">
<li> Gray: è l'unità di misura della <u>dose assorbita</u>
di radiazioni. Un'esposizione di un gray corrisponde a una radiazione che
deposita 1 joule per <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Chilogrammo">chilogrammo
</a>di materia (tessuti biologici e qualsiasi
altra)</li>
<li> Siviert: è l'unità di misura della <u>dose equivalente</u>
di radiazioni ed è una misura degli effetti e del danno provocato dalla
radiazione su un organismo biologico.</li>
</ul>
<p>
E' la dose assorbita che ha
la stessa efficacia biologica di quella prodotta da una quantità di raggi x che
depositano 1 J in 1 Kg di sostanza irradiata. Generalmente, le dosi di
assorbimento si esprimono in milliSiviert (mSv)
</p>
<p>
Mentre la <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Dose_assorbita">dose assorbita </a>e la sua unità di misura, il G<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Gray_%28unit%88_di_misura%29">ray </a>(Gy), riflettono in assoluto la dose di energia
assorbita da una unità di massa, la dose equivalente e il Sievert riflettono,
invece, gli effetti biologici della radiazione sull'organismo.
</p>
<p>
Come è ben noto,
l'esposizione alle radiazioni ionizzanti produce due tipi di effetti: quelli
deterministici e quelli di tipo stocastico. Questi ultimi sono chiamati in
gioco nella diagnostica radiologica, potendo favorire l'insorgenza di
patologie, in particolare di tumori solidi, leucemiche e alterazioni genetiche<a href="//#_edn3" title="_ednref" name="_ednref">[iii]</a>.
</p>
<p>
Trattandosi di un rischio
incrementale, non è possibile stabilire una soglia al di sotto della quale il
rischio si annulla; qualsiasi aumento dell'esposizione comporta un aumento
probabilistico degli effetti nocivi, mentre la gravità dell'effetto è
indipendente dalla dose ricevuta. E' perciò importante, per l'individuo e per
la popolazione nel suo insieme, limitare l'esposizione diagnostica
all'indispensabile. Le RI interagiscono con altri
carcinogeni, come il tabacco o con agenti
chemioterapici, e con fattori legati all'ospite come l'età all'esposizione, il
genere e l'epoca riproduttiva<a title="_Ref242063747" name="_Ref242063747"></a><a href="//#_edn4" title="_ednref" name="_ednref">[iv]</a>.
</p>
<p>
I recenti importanti miglioramenti nella radioterapia del cancro
hanno prodotto una maggiore sopravvivenza e un crescente numero di nuovi tumori
correlati con le radiazioni ionizzanti. Sono particolarmente alti i rischi per
i trattamenti eseguiti per i tumori infantili<sup>2</sup>.
</p>
<p>
Si valuta che le probabilità
di contrarre leucemia e tumore sia di 5 casi su 100.000 persone esposte a una
dose di un mSv nell'arco della vita. Questo dato va confrontato con la
probabilità globale di contrarre un tumore nell'arco dell'intera vita che è di
circa 25-30. Pertanto, una dose assorbita di 5-6 mSv nell'arco della vita
raddoppia il rischio di contrarre un tumore<a href="//#_edn5" title="_ednref" name="_ednref">[v]</a>.
<br />
</p>
<p class="sottotitolo">
I limiti di esposizione
alle radiazioni ionizzanti
</p>
<p>
Nella direttiva dell'Euratom
96-29, l'articolo 13, al paragrafo 2, sancisce che il limite di dose per la
popolazione generale è di 1 mSv l'anno. Tuttavia, in circostanze particolari,
può essere autorizzato un valore più alto di dose efficace in un solo anno
purché la media nell'arco di 5 anni consecutivi non superi 1 mSv l'anno. Da
questi limiti di dose vengono esclusi individui soggetti a esami diagnostici o
trattamenti medici, volontari che collaborano all'assistenza di malati e
volontari che fanno parte di programmi di ricerca per i quali, a differenza
delle categorie professionalmente esposte, non è stato fissato alcun limite di
dose. Per questi soggetti si invoca pertanto il principio della
"giustificazione", analizzto più avanti.
</p>
<p>
Sono stati inoltre definiti
alcuni parametri che appaiono utili per una valutazione del rischio: l'equivalenza
rispetto alla radiografia standard del torace, il rischio aggiuntivo che viene
prodotto da una determinata esposizione a RI e la parità rispetto
all'esposizione naturale in anni. Attraverso questi parametri la misura
assoluta della dose assorbita può essere relativizzata in una più immediata e
concreta valutazione<a href="//#_edn6" title="_ednref" name="_ednref">[vi]</a>.
</p>
<p>
Così, se un paziente ha eseguito una TC del torace per
una dose di 7,7 mSv, è possibile stabilire che ha una equivalenza pari a 385 Rx
standard del Torace, che il rischio aggiuntivo è di 1/ 2500 e che l'esposizione
è pari a un'esposizione naturale alle RI di 3,6 anni (tabella 1).
</p>
<p>
<b>Tabella 1 | Equivalenza
rispetto all'esame standard del torace, rischio aggiuntivo e parità di alcuni
esami radiologici </b><br />
</p>
<table border="0" cellpadding="0" cellspacing="0">
<tbody>
<tr>
<td valign="top" width="97">
<p>
<i>Esame radiologico</i>
</p>
</td>
<td valign="top" width="59">
<p>
<i>Dose</i>
</p>
<p>
<i>(mSv)</i>
</p>
</td>
<td valign="top" width="89">
<p>
<i>Equivalenza</i>
</p>
<p>
<i>con Rx torace</i>
</p>
</td>
<td valign="top" width="89">
<p>
<i>Equivalenza</i>
</p>
<p>
<i>con l'esposizione naturale </i>
</p>
</td>
<td valign="top" width="85">
<p>
<i>Rischio aggiuntivo dui tumore</i>
</p>
</td>
</tr>
<tr>
<td valign="top" width="97">
<p>
Rx torace
</p>
</td>
<td valign="top" width="59">
<p>
0,02
</p>
</td>
<td valign="top" width="89">
<p>
1
</p>
</td>
<td valign="top" width="89">
<p>
3 giorni
</p>
</td>
<td valign="top" width="85">
<p>
1 / millione
</p>
</td>
</tr>
<tr>
<td valign="top" width="97">
<p>
Rx cranio
</p>
</td>
<td valign="top" width="59">
<p>
0,07
</p>
</td>
<td valign="top" width="89">
<p>
3,5
</p>
</td>
<td valign="top" width="89">
<p>
11 giorni
</p>
</td>
<td valign="top" width="85">
<p>
1 / 300.000
</p>
</td>
</tr>
<tr>
<td valign="top" width="97">
<p>
Rx addome
</p>
</td>
<td valign="top" width="59">
<p>
1
</p>
</td>
<td valign="top" width="89">
<p>
50
</p>
</td>
<td valign="top" width="89">
<p>
4 mesi
</p>
</td>
<td valign="top" width="85">
<p>
1/ 30.000
</p>
</td>
</tr>
<tr>
<td valign="top" width="97">
<p>
Rx rachide lombare
</p>
</td>
<td valign="top" width="59">
<p>
1,3
</p>
</td>
<td valign="top" width="89">
<p>
65
</p>
</td>
<td valign="top" width="89">
<p>
7 mesi
</p>
</td>
<td valign="top" width="85">
<p>
1 / 15.000
</p>
</td>
</tr>
<tr>
<td valign="top" width="97">
<p>
TC encefalo
</p>
</td>
<td valign="top" width="59">
<p>
1,7
</p>
</td>
<td valign="top" width="89">
<p>
85
</p>
</td>
<td valign="top" width="89">
<p>
1 anno
</p>
</td>
<td valign="top" width="85">
<p>
1/ 10.000
</p>
</td>
</tr>
<tr>
<td valign="top" width="97">
<p>
TC torace
</p>
</td>
<td valign="top" width="59">
<p>
7,7
</p>
</td>
<td valign="top" width="89">
<p>
385
</p>
</td>
<td valign="top" width="89">
<p>
3,6 anni
</p>
</td>
<td valign="top" width="85">
<p>
1 / 2.500
</p>
</td>
</tr>
<tr>
<td valign="top" width="97">
<p>
TC addome/pelvi
</p>
</td>
<td valign="top" width="59">
<p>
8,8
</p>
</td>
<td valign="top" width="89">
<p>
440
</p>
</td>
<td valign="top" width="89">
<p>
4,5 anni
</p>
</td>
<td valign="top" width="85">
<p>
1 / 2.000
</p>
</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>
Le
dosi assorbite dal paziente per singolo esame sono però molto variabili, per
cui è possibile soltanto farne una stima approssimata. Esse variano infatti per
fattori legati alla costituzione del paziente e per fattori dipendenti dalle
apparecchiature utilizzate per l'esame. In ogni caso, è possibile costruire
tabelle con un accettabile grado di approssimazione per il calcolo delle dosi
assorbite in un determinato periodo.
</p>
<p>
La
Direttiva Euratom 97/43 ha espressamente citato il ruolo del prescrivente la
procedura radiologica e ha raccomandato una rigorosa e costante applicazione
del principio di giustificazione<a href="//#_edn7" title="_ednref" name="_ednref">[vii]</a>.
Tale raccomandazione è stata recepita nel D.Lgs.187 del 30 maggio 2000<a href="//#_edn8" title="_ednref" name="_ednref">[viii]</a>.
</p>
<p>
Secondo
tale principi:
</p>
<blockquote>
<p>
"<i>le esposizioni mediche
devono mostrare di essere sufficientemente efficaci mediante la valutazione dei
potenziali vantaggi diagnostici o terapeutici complessivi da esse prodotti,
inclusi i benefici diretti per la salute della persona e della collettività,
rispetto al danno alla persona che l'esposizione potrebbe causare, tenendo
conto dell'efficacia, dei vantaggi e dei rischi di tecniche alternative
disponibili, che si propongono lo stesso obiettivo, ma che non comportano
un'esposizione, ovvero comportano una minore esposizione alle radiazioni
ionizzanti.</i>"
</p>
</blockquote>
<p>
Inoltre:
</p>
<blockquote>
<p>
<i>"tutte le esposizioni mediche individuali
devono essere giustificate preliminarmente, tenendo conto degli obiettivi
specifici dell'esposizione e delle caratteristiche della persona interessata.
Se un tipo di pratica che comporta un'esposizione medica non è giustificata in
generale, può essere giustificata invece per il singolo individuo in
circostanze da valutare caso per caso.
Il prescrivente e lo specialista, per evitare esposizioni non
necessarie, si avvalgono delle informazioni acquisite o si assicurano di non
essere in grado di procurarsi precedenti informazioni diagnostiche o
documentazione medica pertinenti alla prevista esposizione".</i>
</p>
</blockquote>
<p>
In sintesi, il principio di giustificazione
esprime il grado di motivazione all'esecuzione dell'esame tenendo in debito
conto due elementi cruciali: la reale utilità dell'esame radiologico e la sua
non sostituibilità.
</p>
<p>
Altro principio fondamentale è quello della
"ottimizzazione", secondo il quale l'indagine deve essere effettuata in modo da
assicurare che le informazioni prodotte siano ottenute con la dose più bassa
possibile, compatibilmente con le esigenze diagnostiche.<br />
Prima di prescrivere un accertamento diagnostico che implichi la
somministrazione di RI, è pertanto indispensabile valutare:
</p>
<ul class="unIndentedList">
<li>
che l'esame che si sta richiedendo sia
realmente utile per il paziente (andrebbe approfondito il concetto di utilità;
molti esami possono essere considerati in assoluto utili a fini diagnostici, ma
la loro esecuzione non influisce sull'intervento terapeutico e sull'evoluzione
della malattia);</li>
<li>
che non sia possibile ottenere informazioni
da indagini già effettuate dal paziente; </li>
<li>
che non sia possibile effettuare esami con
tecniche alternative che si pongono lo stesso obbiettivo, ma non comportano
l'esposizione alle radiazioni ionizzanti;</li>
<li>
che la eventuale ripetizione dell'esame,
come nei casi di monitoraggio della evoluzione della malattia, sia compatibile
con i tempi di progressione o di risoluzione della stessa, e non con una
frequenza maggiore non necessaria.</li>
</ul>
<p>
A quest'ultima valutazione potrebbe
aggiungersene una conclusiva, suggerita recentemente in un editoriale di
Michael S. Lauer sul <i>New England Journal of Medicine</i><a href="//#_edn9" title="_ednref" name="_ednref">[ix]</a>:
la prescrizione di un esame deve tener conto dell'entità dell'esposizione
pregressa del paziente per scopi diagnostici e non diagnostici, almeno negli
ultimi 5 anni, informandone correttamente il paziente.
</p>
<p>
Occorre, inoltre, tenere conto che il
rischio di cancro correlato alle RI è persistentemente più alto per i pazienti
esposti precocemente nella loro vita<a href="//#_edn10" title="_ednref" name="_ednref">[x]</a>.<br />
In Italia, la prescrizione degli esami è
principalmente affidata al medico di medicina generale (MMG) anche se è
consentito ai medici specialisti, che necessitino di accertamenti diagnostici
per la risposta a un quesito clinico, di prescrivere esami sul ricettario del
Servizio sanitario nazionale. In ogni caso, al medico di famiglia affluiscono
generalmente gli esiti dei test, che vengono registrati nelle sue cartelle,
solitamente inserite in un database elettronico (oltre il 70% dei MMG dispone
di database elettronico).
</p>
<p>
Per tale motivo, dal database
del curante dovrebbe essere possibile ricavare il numero e il tipo di esami
radiologici eseguiti dal paziente. Se, allora, il database calcolasse
automaticamente la dose di radiazioni cui il paziente è stato sottoposto negli
ultimi 5 anni, il dato potrebbe costituire un importante supporto decisionale
al medico di famiglia, in relazione al principio di giustificazione.
</p>
<p>
Gli esami radiologici sono
spesso eseguiti in regime di ricovero ospedaliero.
</p>
<p>
Per quanto riguarda il punto
di vista dei pazienti, una recente survey<a href="//#_edn11" title="_ednref" name="_ednref">[xi]</a>
condotta nel Michigan ha mostrato che, pur avendo consapevolezza che l'esame TC
è fonte di radiazioni ionizzanti, la maggior parte dei soggetti intervistati
non conosceva per nulla l'entità della dose assorbita, né i rischi connessi.
Una corretta informazione, relativa non soltanto al singolo esame ma alla dose
presumibilmente assorbita negli ultimi 5 anni consentirebbe l'adesione
consapevole del paziente all'esecuzione degli esami radiologici.
</p>
<p class="sottotitolo">
Obiettivo dello studio
</p>
<p>
E' quello di verificare,
attraverso l'analisi dei dati estratti da un database comunemente utilizzato
dai medici di famiglia italiani, se è possibile calcolare con buona
approssimazione l'esposizione cumulata alle radiazioni ionizzanti per fini
diagnostici nei 5 anni precedenti, al fine di supportare il medico
nell'applicazione del principio di giustificazione, ogni volta prescrive un
esame o un trattamento che espone alle radiazioni ionizzanti.
</p>
<p class="sottotitolo">
Disegno e metodi
</p>
<p>
Dal database di una medicina
di gruppo comprendente 4 medici con un totale di 5.200 assistiti, sono stati
estratti random 120 pazienti tra i 15 e i 64 anni, suddivisi in 3 classi di
età: da 15 a 34 anni, da 35 anni a 49 anni, da 50 anni a 64 anni.
</p>
<p>
Per questi pazienti tutti gli
esami radiologici prescritti negli ultimi 5 anni sono stati registrati in un
foglio di calcolo che è stato appositamente creato per calcolare in mSv l'esposizione
cumulativa alle RI. La dose in mSv di ogni singolo esame è stata derivata dalla
letteratura nazionale e internazionale.
</p>
<p>
Durante l'estrazione dei dati
dal database si sono presentati alcuni problemi:
</p>
<ul class="unIndentedList">
<li>
per poter
effettuare il calcolo della dose cumulata, il paziente deve essere assistito
dal medico di famiglia da almeno 5 anni;</li>
<li>
sono state
trovate per lo stesso paziente 2 prescrizioni dello stesso esame a breve
distanza di tempo, che sono state ritenute una ripetizione di una prescrizione
smarrita, nel caso in cui una delle due prescrizioni non era corredata da un
report. Sono quindi state conteggiate solo le prescrizioni seguite da referto.
Il calcolo automatico da parte del database potrebbe eliminare automaticamente
le prescrizioni ripetute in un lasso di tempo di 6 mesi per la quali non sia
riportato il referto;</li>
<li>
sono state
trovate anche singole prescrizioni di esami radiologici non corredate da
referto. In tal caso non è possibile sapere se il paziente non ha mai eseguito
l'esame o se ha omesso di riportare il referto al medico di famiglia. Nella
presente ricerca, le indagini radiologiche senza referto non sono state
inserite nel calcolo della dose cumulata in 5 anni. In realtà, il calcolo
automatico da parte del database potrebbe non includere nel calcolo tali
prescrizioni, ma evidenziarle in un box al momento della prescrizione di un
esame radiologico, in modo da consentire al medico di verificare con il
paziente se l'esame prescritto senza referto sia stato effettivamente eseguito;</li>
<li>
altro importante
limite alla possibilità di calcolare con buona approssimazione la dose di
esposizione degli ultimi 5 anni è l'eventuale ricovero ospedaliero in regime di
degenza o di day hospital. Durante i ricoveri ospedalieri si eseguono molto
spesso esami radiografici che non sono riportati nel database (e a volte
nemmeno nella lettera di dimissioni), che riporta, però, traccia dell'avvenuto
ricovero. Non essendo possibile calcolare le dosi assorbite in occasioni di
ricoveri ospedalieri, il database potrebbe segnalare in un box l'avvenuto
ricovero negli ultimi 5 anni;</li>
<li>
non è possibile
conoscere esattamente la dose assorbita, poiché l'esposizione per ciascun esame
dipende dalle caratteristiche della macchina radiologica e del paziente; è
possibile, però, utilizzare tabelle aggiornabili che esprimono valori
medi. </li>
</ul>
<p>
Nella tabella 2 sono
riportati i problemi riscontrati, il modo in cui sono stati risolti con
l'estrazione manuale dei dati e nella terza colonna il modo in cui sarebbe
possibile risolverli nel calcolo automatico da parte del database. <br />
</p>
<p>
<b>Tabella 2 | Problemi riscontrati durante
l'estrazione dal database degli esami radiologici prescritti</b>
</p>
<table border="0" cellpadding="0" cellspacing="0">
<tbody>
<tr>
<td valign="top" width="163">
<p>
Problema
</p>
</td>
<td valign="top" width="163">
<p>
Soluzione
con estrazione manuale
</p>
</td>
<td valign="top" width="165">
<p>
Soluzione
con estrazione automatica
</p>
</td>
</tr>
<tr>
<td valign="top" width="163">
<p>
2
prescrizioni dello stesso esame in breve periodo
</p>
</td>
<td valign="top" width="163">
<p>
eliminazione
dal calcolo della prescrizione senza referto
</p>
</td>
<td valign="top" width="165">
<p>
eliminazione
della prescrizione ravvicinata senza referto
</p>
</td>
</tr>
<tr>
<td valign="top" width="163">
<p>
prescrizioni
radiologiche senza il referto
</p>
</td>
<td valign="top" width="163">
<p>
eliminazione
dal calcolo delle prescrizioni senza referto
</p>
</td>
<td valign="top" width="165">
<p>
elenco
in un riquadro delle prescrizioni senza referto
</p>
</td>
</tr>
<tr>
<td valign="top" width="163">
<p>
dose
assorbita dipendente
dall'apparecchiatura utilizzata
</p>
</td>
<td valign="top" width="163">
<p>
uso
di tabelle con valori medi
</p>
</td>
<td valign="top" width="165">
<p>
aggiornamento
annuale delle tabelle interne utilizzate per il calcolo automatico
</p>
</td>
</tr>
<tr>
<td valign="top" width="163">
<p>
esposizione
durante ricovero ospedalieronon calcolabile
</p>
</td>
<td valign="top" width="163">
<p>
</p>
</td>
<td valign="top" width="165">
<p>
segnalazione
in un riquadro dei ricoveri ospedaliero negli ultimi 5 ann
</p>
</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p class="sottotitolo">
Risultati
</p>
<p>
Nella tabella 3 sonoriportati
i risultati dell'estrazione dai dati
</p>
<p>
<b>Tabella 3| Esposizione (in mSv) alle
radiazioni ionizzanti nei precedenti 5 anni di 120 pazienti estratti random su
5200 di una medicina di gruppo del comune di Lecce</b>
</p>
<table border="0" cellpadding="0" cellspacing="0">
<tbody>
<tr>
<td valign="top" width="98">
<p>
</p>
</td>
<td valign="top" width="110">
<p align="center">
>=2,5 mSv/ 5 anni
</p>
</td>
<td valign="top" width="99">
<p align="center">
>=5 mSv / 5 anni
</p>
</td>
<td valign="top" width="83">
<p align="center">
>=10 / 5 anni
</p>
</td>
</tr>
<tr>
<td valign="top" width="98">
<p>
totale
(n.120)
</p>
</td>
<td valign="top" width="110">
<p align="center">
35,83% (43)
</p>
</td>
<td valign="top" width="99">
<p align="center">
26,67% (32)
</p>
</td>
<td valign="top" width="83">
<p align="center">
6,7% (8)
</p>
</td>
</tr>
<tr>
<td valign="top" width="98">
<p>
<i>classe d'età</i>
</p>
</td>
<td valign="top" width="110">
<p align="center">
</p>
</td>
<td valign="top" width="99">
<p align="center">
</p>
</td>
<td valign="top" width="83">
<p align="center">
</p>
</td>
</tr>
<tr>
<td valign="top" width="98">
<p>
15-34
(n.40)
</p>
</td>
<td valign="top" width="110">
<p align="center">
35,00% (14)
</p>
</td>
<td valign="top" width="99">
<p align="center">
27,50% (11)
</p>
</td>
<td valign="top" width="83">
<p align="center">
2,50% (1)
</p>
</td>
</tr>
<tr>
<td valign="top" width="98">
<p>
35-49
(n.40)
</p>
</td>
<td valign="top" width="110">
<p align="center">
30,50% (13)
</p>
</td>
<td valign="top" width="99">
<p align="center">
30,00% (12)
</p>
</td>
<td valign="top" width="83">
<p align="center">
7,50% (3)
</p>
</td>
</tr>
<tr>
<td valign="top" width="98">
<p>
50-64
(n.40)
</p>
</td>
<td valign="top" width="110">
<p align="center">
40,00% (16)
</p>
</td>
<td valign="top" width="99">
<p align="center">
22,50% (9)
</p>
</td>
<td valign="top" width="83">
<p align="center">
10,00% (4)
</p>
</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>
Non appaiono marcate
differenze tra le 3 classi d'età.
</p>
<p>
Dei 120 pazienti, 69 (il
57,5%) hanno eseguito almeno un esame radiologico negli ultimi 5 anni, senza
considerare quelli eseguiti durante eventuali ricoveri ospedalieri.
</p>
<p>
L'esame radiologico più
prescritto è risultato la radiografia panoramica delle arcate dentarie: 24
pazienti l'hanno eseguita negli ultimi 5 anni, 1/5 del totale dei pazienti. Il
rapporto è ancora più alto per i pazienti della fascia d'età 15-34 anni (1/4) e
della fascia 35-49 (1,1/4).
</p>
<p>
Circa un paziente su quattro
supera la soglia massima raccomandata di 5 mSv in 5 anni e una frazione non
esigua (8 pazienti su 120) supera addirittura il doppio di quella soglia.
</p>
<p>
Se il database elettronico
potesse calcolare automaticamente l'esposizione radiologica negli ultimi 5 anni
per ciascun paziente e mostrarla in una finestra al momento della prescrizione
di un esame che comporti l'assorbimento di radiazioni ionizzanti, il medico di medicina
generale potrebbe basare su dati certi la "giustificazione" e informare
correttamente il paziente sui rischi connessi all'esecuzione dell'esame.
Sebbene non sia possibile definire una soglia di rischio, la raccomandazione
della direttiva Euratom 96-23 per i soggetti esposti a radiazioni ionizzanti,
di non superare in 5 anni la dose di 5 mSv, potrebbe essere adottata come
livello oltre il quale è indispensabile informare il paziente dell'incremento
del rischio radiologico che l'esecuzione di un nuovo esame potrebbe comportare. <br />
</p>
<p class="sottotitolo">
Conclusioni
</p>
<p>
Attraverso il database in uso
presso i medici di famiglia è possibile calcolare con buona approssimazione la
dose di esposizione alle radiazioni ionizzanti degli ultimi 5 anni per ciascun
paziente. Ciò al fine di supportare il medico nell'applicazione del principio
di "giustificazione" ogni qual volta prescrive un esame che comporti
l'assorbimento di RI, e di consentire al paziente l'adesione consapevole
all'indagine prescritta.
</p>
<p>
Il database pertanto potrebbe
eseguire automaticamente il calcolo della dose assorbita negli ultimi 5 anni,
evidenziandola in un box quando il medico prescrive un esame radiologico, per
cui sarebbe opportuno che le aziende di software dotassero i database dei
medici di famiglia di tale potenzialità.
</p>
<p>
Il database, nella medicina
generale, può rappresentare un importante supporto decisionale per il medico
nell'assistenza ai suoi pazienti.
</p>
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abstract
Background In the last decades patients exposure to the ionizing radiations for diagnostic examinations is increased in a great deal. Not always the prescriptions comply with the principle of "justification", which imposes to take into account the real utility and not replaceability of the examination. Databases of Italian general practitioners usually record prescriptions of all radiological examinations of patients, when not admitted in hospital, and might allow to estimate radiological risk for each of them.
Aim The aim is pointing the level of patients' exposure to ionizing radiations in the previous 5 years, through analysis of the commonly used database, in order to lead physicians to prescribe only necessary radiologic exams.
Design and methods 120 patients of an Italian practice are random extracted from the database. Patients are of both genders, ageing 15 to 64, without previous radiotherapy. All radiological examinations performed in the last 5 years are recorded in a special form, which has been created for computing in milliSiviert (mSv) the exposure to ionizing radiations.
Results The calculated cumulative exposure of the patients shows very different amounts and a significant proportion of them (8 /120) exceeds twice as the recommended threshold. The knowledge of this data can help doctors to have an exact information about a relevant health problem, in order to apply the principle of justification and allow
Conclusions Family doctor's database might easily automatically compute radiological risk for each patient and alert doctor when an x-Ray examination is being prescribed, giving him a crucial decisional support for its justification.