Lotta al fumo: non si cada dalla padella nella brace

Appena si confida in un alleato farmacologico per la lotta contro il tabagismo, ecco spuntare un avvertimento dell’FDA sulla sua sicurezza d’ìmpiego (www.fda.gov/Safety/MedWatch/default.htm - ): sotto la lente sono la vareniclina (Chantix, Pfizer) e il bupropione (Zyban, GlaxoSmithKline), il cui uso è stato associato all’insorgenza di gravi sintomi neuropsichiatrici, quali aggressività, depressione e tendenze suicide. D’altronde, simili segnalazioni avevano già interessato il bupropione prescritto come antidepressivo. Il worning dell’FDA deriva dalle segnalazioni post marketing degli effetti avversi dei due farmaci: dalla sua approvazione nel 2006, la vareniclina è stata associata a 98 suicidi compiuti e a 1.888 tentati; per il bupropione, approvato nel 1997, i suicidi compiuti associati sono stati 14 e quelli tentati 17. Il cambio di comportamento può insorgere a prescindere da pregresse tendenze psicotiche del paziente, a breve distanza dall’inizio del trattamento e di solito (ma non invariabilmente) cessa alla sua sospensione. Anche se resta la possibilità che i sintomi psichiatrici siano legati, almeno in parte, all’astinenza da nicotina, la cautela imposta non cambia: lungi dal bandire il supporto farmacologico alla cessazione dell’abitudine al fumo di sigaretta, che si è dimostrato molto efficace, l’FDA consiglia di seguire attentamente nel tempo i soggetti in trattamento con i farmaci anti fumo, per cogliere il primo manifestarsi di un cambio dell’umore.

Vuoi accedere a tutti i contenuti del sito e inviare commenti?
Se sei un utente registrato esegui ora il login oppure registrati gratuitamente»