Armageddon

Il ruolo degli antivirali

da: Dialogo sui farmaci • n. 4/2009

In attesa del vaccino contro il virus H1N1, viene approvato dall'EMEA l'uso degli antivirali oseltamivir e zanamivir per la profilassi e il trattamento dell'influenza causata dal virus pandemico A(H1N1), il cui il beneficio resta, tuttavia, incerto: i dati attualmente disponibili sono basati solo sull'impiego nell'influenza stagionale.

L'efficacia trattamento dell'influenza è molto modesta: i sintomi vengono ridotti di meno di un giorno nei trattati, rispetto ai non trattati; nella profilassi post-esposizione in adulti sani e bambini, il rischio di contrarre l'influenza si riduce del 7-10%. L'utilizzo degli antivirali per il trattamento di popolazioni con patologie croniche e di anziani, sembra, invece, ridurre le complicazioni legate all'influenza stagionale e il ricorso ad antibiotici.

Il profilo di sicurezza, soprattutto per la popolazione pediatrica, non sembra ottimale e in gravidanza i dati sono troppo limitati per essere rassicuranti.

Infine, il veloce aumento delle resistenze del virus influenzale stagionale a entrambi gli antivirali rende incerto il loro ruolo nella profilassi e nel trattamento del virus pandemico. 

La scoperta dell'acqua calda

da: Jefferson T et al. Physical interventions to interrupt or reduce the spread of respiratory viruses: systematic review BMJ. 2009;339:b3675

Anche se i media puntano l'attenzione sui vaccini e sugli antivirali, nonostante la carenza di prove a sostegno del loro impiego generalizzato (soprattutto tenuto conto della probabile mitezza del virus H1N1), si sta diffondendo su tutti i quotidiani e le riviste della stampa laica il principio che le norme igieniche fisiche possono ridurre in misura significativa la trasmissione delle patologie da virus del tratto respiratorio, compresa l'influenza. Ora, la conferma scientificamente eccellente viene da una revisione Cochrane condotta da Tom Jefferson,del Gruppo dell'infezioni respiratorie acute di Roma della Cochrane Collaboration: i revisori Cochrane hanno trovato su Cochrane Library, Medline, OldMedline, Embase e CINAHL ben 59 studi che quantificano l'efficacia di interventi di prevenzione come isolamento, quarantena, barriere, protezione personale e igiene.

Il rischio di contagio, a seconda degli interventi, diminuisce così:

  • lavando le mani più di 10 volte al giorno, meglio se con acqua calda: OR 0.45; NNT 4 (non è dimostrato un beneficio addizionale per l'uso di antisettici al posto del normale sapone).
  • indossando mascherine chirurgiche: OR 0.32; NNT, 6
  • indossando mascherine N95 (professionali, con filtro): OR 0.09; NNT 3
  • indossando guanti: OR 0.43; NNT 5
  • indossando un camice: OR 0.23; NNT 5
  • con tutti i precedenti provvedimenti insieme: OR, 0.09; NNT 3

Intanto, tutti si vaccinino contro l'influenza stagionale

Lo statunitense Centers for Disease Control and Prevention (CDC) di Atlanta, in Georgia, ha cambiato le sue raccomandazioni, enfatizzando la necessità di un'estensione dell'uso del vaccino anti influenzale, in contrasto con l'impiego degli antivirali in via profilattica ed esortando a una vaccinazione plenaria contro l'influenza stagionale i soggetti da 6 mesi a 18 anni con il  vaccino trivalente che conterrà antigeni dei ceppi A/Brisbane/59/2007 (H1N1)-simili, A/Brisbane/10/2007 (H3N2)-simili, e B/Brisbane/60/2008-simili.

A maggior ragione andrebbero, secondo il CDC, sicuramente vaccinati i bambini e gli adolescenti a rischio di complicanze, ossia quelli che hanno:

  • età dai 6 mesi ai 4 anni;
  • asma o malattie polmonari croniche;
  • malattie cardiovascolari (escusa l'ipertensione);
  • malattie epatiche neuromuscolari, renali, ematologiche o metaboliche (incluso il diabete);
  • immunodeficienza;
  • necessità di terapia a lungo termine con acido acetilsalicilico (per il rischio di sindrome di Reye da influenza);
  • residenza in istituti;

Le raccomandazioni per gli aduti sono estese a:

  • tutte le persone che desiderano non ammalarsi di influenza;
  • le persone di età superiore ai 50 anni;
  • le donne che condurranno una gravidanza durate la stagione invernale;
  • persone affette da malattie croniche (come sopra);
  • immunocompromessi (per HIV o farmaci);
  • residenti in pensionati o istituti;
  • personale sanitario;
  • persono di qualunque età in stretto contatto con bambini sotto I 6 mesi d'età, i quali non possono essere vaccinati, o con persone a rischio di complicanze da influenza.

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