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L’educazione medica e lo spirito di Alma Ata
Francesco Carelli
Medicina generale
Milano
EURACT Council (European Academy of Teachers in General Practice)
In vista della quindicesima Conferenza europea, che si terrà a Basilea dal 15 al 19 settembre prossimi, vale la pena di conoscere da vicino le principali filiazioni internazionali di WONCA e le direttrici ideali sulle quali esse si muovono. Principale tra equeste è la
dichiarazione di Alma-Ata, che, trenta anni fa, la chiamava salute non la mera assenza di malattia, ma il completo benessere fisico, mentale e sociale e stabiliva che l'accesso ai servizi sanitari di primo livello costituiva un diritto umano fondamentale. Il modello di primo livello è quello di un servizio universale di prevenzione e cura, basato sulla comunità e con forte coinvolgimento della comunità.
Si potrebbe dire che la definizione di salute come completo benessere non è realistica, ma anche che è venuto il tempo di riscoprire lo spirito di Alma Ata, proclamato nel 1978 in una città della Unione delle repubbliche sovietiche, quando la guerra fredda era ancora attuale e quando internet era sconosciuto.
Altri documenti internazionali, come Health for All, WONCA 1991, WHO Euro-Region 21 1995 e WHO Europe Framework 1998 sono importanti, ma si occupano della attività professionale nell'ambito del sistema sanitario, non della disciplina medica con una missione specifica.
Due documenti hanno, invece, tentato di rendere gli ideali di Alma Ata una realtà pratica per i pazienti: la Definizione europea WONCA, che ha esplicitato le capacità richieste per professare il tipo di cure sanitarie di primo livello indicate ad Alma Ata e l’EURACT Educational Agenda, che provvede a formare la futura generazione di medici nello stesso modo.
Quale è il significato di tornare a Alma Ata ora? Per i medici di medicina generale è la riaffermazione del loro ruolo. La crescita della medicina di famiglia rappresenta la sfida del raggiungimento di un giusto equilibrio fra tecnologia moderna e relazioni fra le persone.
La Dichiarazione di Alma Ata, stabilendo che la salute non è meramente l’assenza di malattia, ha rinnovato il significato del concetto di cura con uno spostamento dalla sua visione solo come trattamento farmacologico a quella che è caratteristica della medicina di famiglia, il luogo dove le scienze mediche si fondono con le altre discipline, in particolare con sociologia, filosofia e giurisprudenza.
Fare avanzare un simile modello richiede una significativa dimensione giocata sul training educativo, che dovrebbe favorire la interazione tra fornitori di cure sanitarie e pazienti e tra i vari professionisti coinvolti nei trattamenti e nelle cure che intendono lavorare per il bene della persona singola e della comunità.
EURACT pratica la filosofia sottesa ad Alma Ata promuovendo livelli elevati di insegnamento e di apprendimento dell’educazione sanitaria con un forte orientamento alla comunità, considerando obbligatorio un training specifico e un curriculum specifico nel programma universitario e una esposizione precoce a esperienze cliniche nell’ambiente della medicina di famiglia.
Per conciliare le necessità di salute dei singoli pazienti con quelle della comunità, tenendo in considerazione le risorse realmente disponibili, i futuri medici, nel percorso di insegnamento universitario e nel periodo di specializzazione, devono apprendere le interrelazioni fra assistenza sanitaria e sociale, l’impatto della povertà e delle disuguaglianze, la struttura del sistema sociosanitario in cui vivono e in cui lavorano (EURACT Educational Agenda 2005 ).
Il valore centrale della disciplina di medicina di famiglia e il tramite per attuare una cura rivolta alla comunità, è la persona del paziente, come è ribadito anche nella Definizione WONCA ( vedi box).
L’approccio centrato sulla persona comprende una prospettiva sanitaria totale e integrata di tutti gli aspetti di contesto del paziente, non soltanto riferita agli elementi patologici che si possono riconoscere nei sintomi e nei segni.
Secondo l’EURACT Educational Agenda, il discente dovrebbe saper:
- sviluppare un quadro di comprensione della dimensione sociale e culturale familiare e di comunità, che modula atteggiamenti, valori e convinzioni delle persone;
- prendere decisioni nel rispetto dell’autonomia del paziente:
- essere consapevole della soggettività bilaterale insita nel rapporto medico paziente;
- stabilire una relazione partecipativa con il paziente, bilanciando distanze e avvicinamenti con il paziente.
La cura centrata sulla persona è sicuramente enfatizzata dalla continuità del processo relazionale, che, a sua volta, enfatizza: la «continuità» è un concetto che comprende molti e differenti aspetti. Frede Olese, per esempio, la descrive come «il livello in cui una serie di piccoli eventi della salute vengono sperimentati come coerenti e connessi e consistenti con le necessità mediche del paziente e il contesto personale».
Haggerty ha descritto tre tipi di continuità:
• la continuità narrativa, da parte del paziente che vedere sempre lo stesso dottore;
• la continuità episodica di disponibilità di informazioni quando necessarie o per consulenza;
• la continuità professionale per cui è organizzato un servizio assistenziale sulle 24 ore.
Bibliografia
* Heyrman J et al. EURACT Council – The Educational Agenda of General Practice/Family Medicine – Leuven, 2004.
* Olesen F et al. General Practice – time for a new definition BMJ 2000; 320: 354.
* Starfield B. Is Primary Care Essential. The Lancet, 1994; 344: 1129.
* Carelli F et al. The wind of change: After the European Definition – orienting undergraduate medical education towards General Practice / Family Medicine. Eur. J Gen Pract.2007; 13: 248.
* Fehrsen GS et al. In search of excellence. Expanding the patient-centred clinical method: a three-stage asessment. Family Practice 1993; 10: 49.
* Freeman & Olesen : keynote lecture at the WONCA conference in Vienna 2000
* Haggerty JL et al. Continuity of care: a multidisciplinary review. BMJ 2003; 327: 1219.
* Heyrman J. EURACT Council – Educational Agenda - 2005
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Box Le cure centrate sulla persona
Il medico deve sviluppare la capacità di:
-adottare un approccio centrato sulla persona nell’affrontare pazienti e problemi nel contesto circostanziale del paziente;
-adottare la consultazione di medicina generale in modo da sviluppare un efficace rapporto medico-paziente, rispettando l’autonomia del paziente;
-comunicare, stabilire priorità e agire in partnership;
-fornire cure continuative come determinate dalle necessità dei pazienti, facendo riferimento ad una gestione continuativa e coordinate.
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L’educazione medica e lo spirito di Alma Ata
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