Ha ancora un ruolo informativo, l’informatore scientifico del farmaco?

Gianluca Bruttomesso 
Occhio Clinico

I medici di medicina generale sono sempre più scontenti dell'informazione scientifica offerta dalle aziende, sotto l'aspetto sia della qualità sia della quantità. Il dato emerge, con cifre a dir poco eclatanti, da un'indagine promossa dal Centro studi nazionale della Federazione italiana dei medici di medicina generale (FIMMG). A dirsi in generale insoddisfatto è infatti ben il 77% dei camici bianchi e il 24% di loro afferma addirittura di non ricevere mai, o solo raramente, informazioni adeguate. Ancora più significativo è il fatto che queste cifre sono in salita rispetto a un'analoga ricerca condotta lo scorso anno, quando erano rispettivamente del 75,6 e del 23%.

Tra i fattori all'origine di questa insoddisfazione vi è, in primo luogo, la percezione di uno scarso valore aggiunto del servizio: l'80 per cento circa del campione sente infatti la necessità di una maggiore competenza specifica da parte dell'informatore scientifico sia sulla medicina generale sia sulla realtà territoriale in cui il medico opera.

A questo proposito, le donne medico si rivelano le più esigenti: per il 69,7 % (contro il 61,8% degli uomini) privilegiano l'aspetto della competenza degli informatori rispetto al rapporto personale, che resta comunque un elemento di importanza non secondaria. Per contro, si conferma la scarsa rilevanza attribuita in generale dai medici alla specifica marca farmaceutica rappresentata: solamente il 9,4 % del campione sostiene di prenderla in considerazione.

Un'altra fonte di disagio per i medici di famiglia è rappresentata dalle difficoltà organizzative nel recepimento dell'informazione farmaceutica: vi fanno sempre più spesso fronte ricevendo gli informatori solo per appuntamento (42,3 contro il 37,7% del 2007): ormai solo il un terzo dei medici li accoglie tra una visita e l'altra.

Secondo Giacomo Milillo, segretario nazionale Fimmg, l'attività informativa da parte delle aziende deve evolversi verso strumenti più flessibili, on line o concentrando gli incontri in momenti allargati. Ma l'informazione, per essere significativa, deve essere fornita in parallelo ai medici di medicina generale e agli specialisti, per consentire la migliore presa in carico del paziente, orientandolo davvero verso le terapie e i servizi del SSN.  

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