Quali pazienti tromboembolici possono interrompere l’anticoagulante?

In uno studio prospettico su 600 soggetti che avevano avuto un primo episodio tromboembolico senza causa, ricercatori canadesi hanno raccolto dati su 69 potenziali predittori di recidiva circa sei mesi dopo l’inizio della terapia anticoagulante orale, per predire un rischio di ricorrenza tromboembolica abbastanza basso da basso da consentire la dismissione degli anticoagulanti. Cessata la terapia, nel follow up di 18 mesi sono stati trovati 91 episodi di ricorrenza (rischio annuale medio 9,3%; rischio maschile 13,7%). Nessuna associazione di predittori clinici ha potuto identificare il basso rischio nel sottogruppo degli uomini. Per quanto riguarda le donne, invece,si sono rivelate importanti li seguenti criteri clinici:

  • iperpigmentazione, edema o arrossamento delle gambe;
  • D-dimero > 250 µg/L durante l’assunzione di warfarin;
  • IMC > 30 kg/m2; età > 65 anni.

Le donne con 2 o più di queste caratteristiche avevano un rischio annuale del 14,1%, mentre. quelle con nessuno o al massimo una caratteristica (nello studio erano il 52% e avevano un rischio annuale del 1,7) possono interrompere la TAO dopo 6 mesi.

Bibliografia

  • Rodger M et al. Identifying unprovoked thromboembolism patients at low risk for recurrence who can discontinue anticoagulant therapy. CMAJ 2008; 179 (5). doi:10.1503/cmaj.080493.

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