Quanto costa curare i sani?

riassunto
interventi e discussione
Interventi
Strada G
Occhio Clinico 2008; node/1073
E&#39; stata chiamata « la clinica dell&#39;orrore». Un medico intercettato al telefono invita a «fare i conti» nel decidere la terapia. Un polmone operato rende più di una mammella e un intervento chirurgico in più, anche se non necessario, è sempre un guadagno...<br />A metà tra scienza e arte, la medicina è nata e si è sviluppata per curare gli ammalati, o i feriti. Per salvare vite umane, o alleviarne le sofferenze. E&#39; stata questo, per molti secoli, in tutte le culture. Poi, qualche decennio fa, la medicina ha iniziato a cambiare; allora è stato partorito l&#39;orrore.<br />Forse tutto è iniziato da una semplice constatazione: che tutti noi, prima o poi nel corso della vita, avremo bisogno di medicina. Sarebbe stato naturale e sensato trarne la conseguenza che le cure mediche, proprio perché rispondenti a un bisogno comune, dovessero essere di alta qualità, pubbliche (cioè di tutti) e per questo gratuite per tutti.<br />Invece c&#39;è chi ha visto l&#39;equazione in termini diversi: gli esseri umani - che di volta in volta si ammalano - sono sicuri clienti di un mercato, quello della salute appunto, potenzialmente illimitato. Anche perché l&#39;essere curati non è un lusso al quale potremmo rinunciare, ma piuttosto una necessità, spesso urgente. <br />Tutti gli esseri umani (o almeno tutti quelli che possono pagare) saranno clienti garantiti, c&#39;è da guadagnare tantissimo danaro: così gli investitori del settore si sono fatti avanti, coltivando amicizie con politici e amministratori, oltre che all&#39;interno della classe medica, per trasformare il gesto di cura da diritto umano fondamentale in «fornitura di servizio».<br />Nello stipendio dei medici sono state introdotte le compartecipazioni: più prestazioni fai, più guadagni. Poi è arrivata l&#39;attività privata nelle strutture pubbliche: pezzetti di ospedali pubblici in concessione per visite private, dietro pagamento di una percentuale.<br />Allo stesso modo lo Stato o le Regioni si sono convenzionati con cliniche, ospedali, laboratori privati (chi esalta sempre il privato poi succhia regolarmente i soldi dal pubblico), consentendo a pochi di guadagnare sulle malattie dei cittadini. Un orrore.<br />Nel corso degli anni, la logica del privato è penetrata a fondo nelle strutture sanitarie pubbliche. I primari ospedalieri fanno corsi da manager, ci sono le pubblicità di medicinali nelle corsie, i direttori sanitari sono imprenditori. Gli ospedali sono diventati Aziende ospedaliere, i cui reparti devono effettuare comunque tanti interventi se vogliono i rimborsi previsti dalle tabelle. Bisogna «essere in attivo», bisogna «produrre», bisogna «fare profitto».<br />Ma che senso ha tutto questo, se si sta parlando di un malato (il genitore o il figlio di qualcuno) che soffre? <br />Ancora orrore. <br />Chi scrive resta convinto che non ci debba essere alcuno spazio per il profitto nell&#39;esercizio della pratica medica. Non piace l&#39;idea che lo stipendio del medico sia proporzionale al numero di prestazioni effettuate, che il guadagno aumenti perché gli esseri umani che gli stanno intorno soffrono di più, e hanno più bisogno di cure. <br />In modo bipartisan, la casta politica (tanto sensibile ai voleri delle multinazionali e delle corporazioni quanto questa sensibilità è redditizia) sta progressivamente trasformando la pratica di curare nell&#39;industria della salute. Con la pesante complicità dei medici, sia chiaro, che in molti casi speculano e guadagnano cifre esorbitanti (e preferibilmente in nero).<br />Quello che è successo alla clinica Santa Rita di Milano resta un orrore, un crimine. Ma non può stupire. E soprattutto a stupirsi non possono essere i mandanti del crimine, coloro che hanno contribuito all&#39;industria della salute spalancando le porte al profitto sulle sofferenze di tutti. <br /> <p class="firma">Gino Strada<br />Peace Reporter </p>

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