Archivio

Malata come Lou Gehrig

La signora Lucia M, una casalinga di 46 anni, assume da circa 5 anni farmaci antiipertensivi per il riscontro occasionale di elevati valori pressori, con ottimo compenso (120/75 mmHg). Periodicamente, esegue controlli ematologici, sempre nella norma. Da alcuni mesi...
Di Claudio Cosmo e Maria Cristina Cucco

Esperienze didattiche: gli studenti di medicina e il concetto di rischio

Un piccolo numero di studenti del V e VI anno di medicina ha ricevuto un questionario prima di cominciare le lezioni di un corso dedicato alla comunicazione del rischio. Il questionario si proponeva di valutare le opinioni degli studenti riguardo alle modalità di informazione sul rischio e all’atteggiamento da tenere di fronte alla non responsività del paziente sulla prevenzione.
Di Giampaolo Collecchia e Alessandro Bussotti

E’ un paese per vecchi

Nel 1950 circa l’ 8% della popolazione mondiale aveva più di 50 anni; nel 2000, la percentuale era del 10 e si prevede che salirà al 21 nel 2050. Ciononostante, è raro che le persone ultra sessantacinquenni vengano incluse nella ricerca sulla prevenzione.
Di Simonetta Pagliani

Vigilare sul rischio iatrogeno?

Una mia paziente in villeggiatura in montagna mi telefona dall’ospedale di zona, dove ha portato Giorgia, la sua bambina di 5 anni, che ha vomitato ininterrottamente per tutta la notte, fino ad avere vomito ematico...
Di Patrizia Iaccarino

Trombosi e autoimmunità

Immunoglobuline dirette contro i fosfolipidi determinano condizioni coagulative avverse al proseguimento della gravidanza: come riconoscere la sindrome e prevenirne le conseguenze.
Di Elisa Grespi

Guida alla salute, alla felicità e alla longevità

Sulle pagine dell’American Journal of Medicine Joseph Alpert, ha costruito una lista di dodici consigli, su richiesta dei pazienti che vogliono vivere a lungo sani e felici...

L’importanza clinica di Mendeleev

L’indagine sulle cause di sintomi neurologici non spiegati deve tener conto anche del quadro elettrolitico e del suo possibile sovvertimento dovuto a interferenze farmacologiche.
Di Franco Martini

Attenti al rene

Sta via via prendendo consapevolezza che l'insufficienza renale, anche iniziale, peggiora il rischio cardiovascolare, soprattutto nei pazienti diabetici.

Per valutare un eventuale presenza proteica nelle urine, segno di danno al filtro renale, si può valutare l'albuminuria, ma la sua variabilità durante la giornata e in rapporto all'esercizio fisico e ai pasti, fa preferire la determinazione del rapporto albumina/creatinina (A/C) su urine sterili emesse al risveglio mattutino.

Celiachia in punta di dita

Un test rapido (10 minuti) su goccia di sangue capillare dosa gli anticorpi anti transglutaminasi degli eritrociti. Il test ha specificità e sensibilità del 95% e un costo relativamente moderato.