Istituzioni

Primo Piano - Comunicare al paziente la diagnosi di SLA: ecco il manuale dell’ISS per gli operatori

Istituto Superiore di Sanità - Ve, 26/01/2018 - 02:19
ISS 18 dicembre 2017

Comunicare al paziente la diagnosi di Sclerosi Laterale Amiotrofica, informare i familiari sulla malattia e sul percorso terapeutico, tenere conto nel linguaggio, delle emozioni, dei tempi, della cultura e del desiderio di sapere della persona con SLA, stabilire una relazione di fiducia col paziente e i familiari. Con questi obiettivi l’Istituto Superiore di Sanità ha redatto il Manuale di valutazione della comunicazione in ambito di assistenza alle persone con Sclerosi Laterale Amiotrofica realizzato dal Gruppo CARE (Comunicazione, Accoglienza, Rispetto empatia) SLA e dal Dipartimento Neuroscienze dell’ISS.
Il Manuale è il frutto di un lungo lavoro di un gruppo multidisciplinare e si pone l’obiettivo di migliorare la qualità delle relazioni tra gli operatori professionali e chi si prende cura delle persone con SLA, familiari e caregiver, durante l’intero corso della malattia in particolare nei momenti della comunicazione della diagnosi e prognosi, delle scelte di fine vita e dell’elaborazione del lutto con i familiari. La SLA è una patologia lunga e dolorosa e richiede abilità comunicative e competenze relazionali durante tutto l’arco della malattia. Per le sue caratteristiche, l’assistenza alle persone con SLA passa per un approccio centrato sul “prendersi cura” della persona malata e dei suoi bisogni e diritti, compresi quelli dei familiari e delle persone che le stanno a fianco. La progressiva perdita dell’autonomia, infatti, rende necessario programmare interventi di supporto, anche con l’impiego di tecnologie avanzate, che permettano alla persona con SLA non solo di muoversi (ausili per la mobilità) e di poter comunicare sentimenti e bisogni (comunicazione aumentativa alternativa), ma anche di garantire funzioni vitali quali la respirazione e la deglutizione.
La persona con SLA nel suo percorso di malattia è pertanto chiamata continuamente a fare scelte terapeutiche che necessitano di una consapevolezza che solo una comunicazione adeguata, veritiera, completa e personalizzata può facilitare. Per stabilire una buona comunicazione e relazione tra paziente e personale sanitario è importante porre al centro il sistema di valori del paziente e non soltanto il suo stato fisico: anche se una persona non è più autosufficiente, conserva la sua storia, i suoi sentimenti, le sue preferenze. La lettura del testo, svolta in équipe, intende stimolare l’autovalutazione e la maggiore consapevolezza dei punti di forza e debolezza della comunicazione, favorendo momenti di scambio e confronto proprio a partire dalle diversità di opinioni e dalle diverse competenze professionali. Il Manuale vuole aiutare l’operatore sanitario e socio-sanitario ad aumentare la possibilità di comunicare in modo efficace, ma anche di creare alleanze terapeutiche utili a modificare o consolidare comportamenti di salute.
I principali temi analizzati riguardano i diversi aspetti della comunicazione al malato e ai familiari in tutte le fasi di malattia:
- diagnosi, prognosi e piano terapeutico;
- esami diagnostici ed esecuzione delle terapie;
- aspetti genetici;
- problematiche deglutitorie e respiratorie;
- comunicazione nell’uso degli ausili;
- comunicazione nella continuità assistenziale e lavoro di équipe;
- comunicazione nelle scelte di fine vita, consenso informato, cure palliative, lutto.
Categorie: Istituzioni

Primo Piano - Tubercolosi: da studio ISS test per diagnosticare TBC direttamente dalle urine

Istituto Superiore di Sanità - Gi, 25/01/2018 - 01:25
Già prodotti prototipi di test simili a quelli di gravidanza che saranno disponibili rapidamente

ISS 14 dicembre 2017

Identificare e misurare i componenti del batterio responsabile della tubercolosi direttamente dalle urine dei pazienti malati. E’ questo il risultato del lavoro Urine lipoarabinomannan (LAM) glycan in HIV negative patients with pulmonary tuberculosis correlates with disease severity pubblicato oggi sulla rivista Science Translational Medicine. Lo studio è frutto di una collaborazione internazionale fra l’Istituto Superiore di Sanità, la George Mason University e altre istituzioni in USA, Australia, Perù e UK.

Il lavoro dimostra che è possibile misurare nelle urine dei pazienti affetti da Tubercolosi (TBC) alcuni dei componenti strutturali o secretori del Mycobacterium tuberculosis (Mtb), il batterio responsabile della TBC, con elevata sensibilità e specificità grazie a delle innovative nanoparticelle. Un risultato che riduce i tempi di diagnosi, migliora la precisione, riduce l’invasività delle analisi.

Le condizioni ottimali per l’esecuzione del test sono già state messe a punto e, in particolare, è stato realizzato un prototipo di test rapido simile ad un test di gravidanza, che permette di determinare differenti biomarcatori di infezione tubercolare - dice Roberto Nisini Primo Ricercatore del Dipartimento Malattie Infettive (Immunologia) dell’ISS e tra i responsabili dello studio -. Si può quindi prevedere un rapido trasferimento della tecnologia alla pratica clinica che contribuisce a colmare un gap diagnostico e offre nuove prospettive nel controllo della TBC, particolarmente utile nei paesi in via di sviluppo in cui un test semplice, economico e non invasivo come quello proposto potrebbe contribuire alla limitazione della diffusione della TBC e al controllo dell’efficacia della terapia.

Gli attuali metodi diagnostici per lo screening della TBC (test di Mantoux o il test IGRA), infatti, sono basati sulla valutazione della risposta immunitaria del paziente e hanno delle limitazioni: l’impossibilità di discriminare le forme attive di TBC dalle infezioni tubercolari latenti, la scarsa efficacia in caso di immunodeficienze, la bassa specificità per il test Mantoux e l’alto costo per il test IGRA. D’altra parte, l’identificazione diretta del batterio è possibile solo nelle forme di TBC polmonare aperte bacillifere e la coltura del batterio, quando necessaria, richiede vari giorni prima della risposta. I test molecolari possono ridurre i tempi diagnostici nelle forme di TBC con espettorato positivo, ma possono essere eseguiti solo dopo interventi invasivi nelle forme di TBC diverse dalla polmonare.

Il lavoro, al cui finanziamento ha contribuito fra gli altri il Ministero della Salute con un progetto di Ricerca Finalizzata e la Bill & Melinda Gates Foundation, si basa sull’utilizzo di nanoparticelle, sviluppate dalla Dr. Luchini nei laboratori della GMU, capaci di catturare con alta efficienza costituenti microbici con diverse strutture chimiche, fra cui i glicani e le proteine. Con l’utilizzo di queste nanoparticelle è stato possibile concentrare e proteggere dalla degradazione alcuni costituenti strutturali del Mtb, come il lipoarabinomannano, o secreti, come la proteina ESAT-6, che sono rilasciati nei liquidi biologici e (nelle urine in particolare) di tutti i soggetti con TBC, indipendentemente da un’eventuale co-infezione con HIV. I risultati dimostrano che la rilevazione di tali componenti è diagnostica per TBC e che esiste una correlazione tra la quantità di LAM misurata nelle urine e la severità della malattia.
La potenzialità di tali nanoparticelle di concentrare e conservare molecole nei liquidi biologici anche quando sono presenti in bassissime dosi - conclude Nisini - ci è apparsa estremamente utile per poter migliorare la diagnosi di alcune malattie infettive.
La possibilità di produrre nanoparticelle capaci di concentrare prodotti microbici o virali di diversa natura chimica, apre poi la strada per la possibile messa a punto di strumenti diagnostici innovativi anche per altre patologie infettive acute o croniche che siano più rapidi, economici e specifici di quelli attualmente a disposizione.
Categorie: Istituzioni

Comunicati stampa - CS N°56/2017 -Tubercolosi: da studio ISS test per diagnosticare TBC direttamente dalle urine

Istituto Superiore di Sanità - Lu, 22/01/2018 - 00:10
Già prodotti prototipi di test simili a quelli di gravidanza che saranno disponibili rapidamente

ISS 14 dicembre 2017

Identificare e misurare i componenti del batterio responsabile della tubercolosi direttamente dalle urine dei pazienti malati. E’ questo il risultato del lavoro Urine lipoarabinomannan (LAM) glycan in HIV negative patients with pulmonary tuberculosis correlates with disease severity pubblicato oggi sulla rivista Science Translational Medicine. Lo studio è frutto di una collaborazione internazionale fra l’Istituto Superiore di Sanità, la George Mason University e altre istituzioni in USA, Australia, Perù e UK.

Il lavoro dimostra che è possibile misurare nelle urine dei pazienti affetti da Tubercolosi (TBC) alcuni dei componenti strutturali o secretori del Mycobacterium tuberculosis (Mtb), il batterio responsabile della TBC, con elevata sensibilità e specificità grazie a delle innovative nanoparticelle. Un risultato che riduce i tempi di diagnosi, migliora la precisione, riduce l’invasività delle analisi.

Le condizioni ottimali per l’esecuzione del test sono già state messe a punto e, in particolare, è stato realizzato un prototipo di test rapido simile ad un test di gravidanza, che permette di determinare differenti biomarcatori di infezione tubercolare - dice Roberto Nisini Primo Ricercatore del Dipartimento Malattie Infettive (Immunologia) dell’ISS e tra i responsabili dello studio -. Si può quindi prevedere un rapido trasferimento della tecnologia alla pratica clinica che contribuisce a colmare un gap diagnostico e offre nuove prospettive nel controllo della TBC, particolarmente utile nei paesi in via di sviluppo in cui un test semplice, economico e non invasivo come quello proposto potrebbe contribuire alla limitazione della diffusione della TBC e al controllo dell’efficacia della terapia.

Gli attuali metodi diagnostici per lo screening della TBC (test di Mantoux o il test IGRA), infatti, sono basati sulla valutazione della risposta immunitaria del paziente e hanno delle limitazioni: l’impossibilità di discriminare le forme attive di TBC dalle infezioni tubercolari latenti, la scarsa efficacia in caso di immunodeficienze, la bassa specificità per il test Mantoux e l’alto costo per il test IGRA. D’altra parte, l’identificazione diretta del batterio è possibile solo nelle forme di TBC polmonare aperte bacillifere e la coltura del batterio, quando necessaria, richiede vari giorni prima della risposta. I test molecolari possono ridurre i tempi diagnostici nelle forme di TBC con espettorato positivo, ma possono essere eseguiti solo dopo interventi invasivi nelle forme di TBC diverse dalla polmonare.

Il lavoro, al cui finanziamento ha contribuito fra gli altri il Ministero della Salute con un progetto di Ricerca Finalizzata e la Bill & Melinda Gates Foundation, si basa sull’utilizzo di nanoparticelle, sviluppate dalla Dr. Luchini nei laboratori della GMU, capaci di catturare con alta efficienza costituenti microbici con diverse strutture chimiche, fra cui i glicani e le proteine. Con l’utilizzo di queste nanoparticelle è stato possibile concentrare e proteggere dalla degradazione alcuni costituenti strutturali del Mtb, come il lipoarabinomannano, o secreti, come la proteina ESAT-6, che sono rilasciati nei liquidi biologici e (nelle urine in particolare) di tutti i soggetti con TBC, indipendentemente da un’eventuale co-infezione con HIV. I risultati dimostrano che la rilevazione di tali componenti è diagnostica per TBC e che esiste una correlazione tra la quantità di LAM misurata nelle urine e la severità della malattia.
La potenzialità di tali nanoparticelle di concentrare e conservare molecole nei liquidi biologici anche quando sono presenti in bassissime dosi - conclude Nisini - ci è apparsa estremamente utile per poter migliorare la diagnosi di alcune malattie infettive.
La possibilità di produrre nanoparticelle capaci di concentrare prodotti microbici o virali di diversa natura chimica, apre poi la strada per la possibile messa a punto di strumenti diagnostici innovativi anche per altre patologie infettive acute o croniche che siano più rapidi, economici e specifici di quelli attualmente a disposizione.
Categorie: Istituzioni

Comunicati stampa - CS N°54/2017 - L’Istituto Superiore di Sanità in cento scatti firmati Oliviero Toscani

Istituto Superiore di Sanità - Me, 17/01/2018 - 20:13
Una serata all’Auditorium Parco della Musica per presentare il volume del celebre fotografo italiano

Roma, 4 dicembre 2017

Oliviero Toscani fotografa l’Istituto Superiore di Sanità. Un viaggio nei laboratori, nelle sale, negli uffici di uno dei più grandi istituti di sanità pubblica europei. L’obiettivo del grande fotografo ha fissato i volti per raccontare l’entusiasmo, la passione e l’atmosfera che animano più di duemila persone che lavorano con la missione principale di tutelare la salute dei cittadini.
Ne è nato un volume Il contributo italiano alla ricerca per la salute che contiene più di cento scatti del grande maestro italiano della fotografia che ha ritratto tutti, indipendentemente dal ruolo e dalle funzioni, per rappresentare lo spirito di squadra che anima tutte le componenti che partecipano, ognuna con la propria professionalità, al complesso lavoro che svolge l’ente pubblico italiano nell’ambito della ricerca e del controllo in sanità.
Le fotografie, alla presenza di Oliviero Toscani, saranno presentate stasera alle 18.00 alla sala Sinopoli dell’Auditorium Parco della Musica di Roma, nel corso di una serata condotta da Tiberio Timperi con il contributo degli artisti Ennio Fantastichini, Mimmo Locasciulli, Elena Sofia Ricci.
Un omaggio che il Presidente dell’Istituto, Walter Ricciardi, ha voluto fare a tutti coloro che lavorano all’Istituto per sottolineare il presente ma anche per ricordare le sue radici, a cui è dedicato un capitolo del volume.
Le immagini scattate oggi sono anche la testimonianza di ciò che l’Istituto è stato ieri, di quello che hanno ereditato le persone che vi lavorano oggi - afferma Walter Ricciardi, Presidente dell’Istituto Superiore di Sanità - Per parlare di tutto questo ci volevano immagini speciali con una grande forza evocativa. Serviva un grande maestro ed è per questo che ho chiesto a Oliviero Toscani se gli sarebbe piaciuto fare questo viaggio nel mondo della ricerca pubblica
Nel volume, in italiano e inglese, di cui anche il progetto grafico porta la firma dello Studio Toscani, tra i testi, quelli di Sergio Mattarella, Bill Gates e del premio Nobel Eric Chivian.
Il volume che ci ha consegnato è un immagine autentica e al contempo diversa delle persone che vi lavorano - continua Ricciardi - è riuscito a ritrarre con gli schemi e gli strumenti comunicativi della società contemporanea, in modo non convenzionale e senza retorica, ma con concreta efficacia, il senso dell’appartenenza che anima l’Istituto
Un invito che Toscani ha accolto con entusiasmo e che lo ha portato a vivere per diversi giorni negli spazi dell’Istituto e a incontrare le persone per poterne cogliere le espressioni più autentiche.
È stato un viaggio divertente quello che ho compiuto nei corridoi, nei laboratori e negli uffici dell’Istituto - dice Oliviero Toscani - Di queste persone ho ritratto la voglia di vivere, la curiosità, l’intensità degli sguardi, simili a quelli di un ragazzino che spera di trovare qualcosa nel gioco a cui sta giocando. In questo un ricercatore e un creativo si somigliano, nel coraggio di cercare strategie sempre nuove e di non arrendersi.
Categorie: Istituzioni

Comunicati stampa - CS N°55a/2017 - Screening neonatali, aumenta la copertura in tutto il Paese

Istituto Superiore di Sanità - Ve, 05/01/2018 - 12:46
Oltre l’80% delle Regioni pronte ad attuare i test ISS 12 dicembre 2017

Terminata la raccolta dati realizzata dal Centro Coordinamento degli Screening neonatali (CCS) che si è riunito oggi presso l’Istituto Superiore di Sanità per discutere i risultati del primo monitoraggio effettuato sullo stato dell’arte dell’applicazione degli screening neonatali nelle diverse aree del Paese.
In base all’indagine conoscitiva effettuata dal CCS dopo l’entrata in vigore dell’applicazione della Legge 167/2016 che includeva negli esami da effettuare alla nascita anche i test per identificare oltre 40 malattie metaboliche e ereditarie, da allora fino a oggi 18 Regioni si sono attivate per avviare il programma di screening neonatale esteso. Sale così all’80% il valore della copertura regionale per l’avviamento del programma per effettuare gli screening indicati nella legge e ricompresi nei LEA.
L’indagine messa a punto dal CSS, alla quale hanno risposto tutte le Regioni, è stata il primo atto della Commissione realizzato dopo l’approvazione della Legge che ne prevedeva la sua istituzione.
Il prossimo passo sarà quello di aprire un dialogo con le Regioni per l’attuazione di questa importante legge in modo da garantirne l’uniformità su tutto il territorio, oltre a standard di qualità elevati nella sua applicazione.
Categorie: Istituzioni

Comunicati stampa - CS N°53/2017- Demenze, aggiornata la mappa online dell’Istituto Superiore di Sanità, Al Sud il numero più basso di strutture

Istituto Superiore di Sanità - Gi, 04/01/2018 - 12:23
Domani all’Iss il convegno: Il contributo dei Centri per i disturbi cognitivi e le Demenze nella gestione integrata

Roma, 22/11/2017

Sono 729 le Strutture Residenziali (SR) pubbliche o convenzionate deputate alla cura e all’assistenza delle demenze censite oggi sul territorio italiano. I dati sono aggiornati al 15 settembre 2017 e tuttora in corso di aggiornamento. Questo il dato globale consultabile sul sito dell’ Osservatorio Demenze e che sarà illustrato domani e dopodomani all’Istituto Superiore di Sanità nel corso dell’XI Convegno Il Contributo dei Centri per i disturbi cognitivi e le Demenze nella gestione integrata dei pazienti.
In base ai dati della mappa online, che ha l’obiettivo di identificare le 2052 strutture presenti sul territori e che è il frutto di un progetto finanziato dal Centro di Prevenzione e Controllo delle malattie del Ministero della Salute e affidato all’Istituto nell’ambito del Piano Nazionale Demenze, resta ampia la forbice tra Nord e Sud nell’offerta dei servizi.
Al Nord sono presenti il 51% delle strutture segnalate, al centro il 35% e al Sud e Isole il 14%. L’analisi delle caratteristiche delle SR rispondenti indica che il 48% sono private convenzionate/a contratto; il 49% delle SR ha nuclei dedicati alle demenze mentre nel 44% dei casi le persone con demenza usufruiscono di posti letto in stanze con persone affette da altre patologie.

In Italia si stima circa un milione di persone colpite da demenza e tre milioni di familiari che vivono con loro - afferma Walter Ricciardi, Presidente dell’Istituto Superiore di Sanità - L’aumento dell’età media non ci permette di sottovalutare questa che è una sfida per la sanità del futuro sulla quale si giocano anche temi economici, sociali e di grande rilevanza etica. Uno strumento questo che è senz’altro una bussola per orientarci a comprendere la direzione in cui può viaggiare un sistema di cure e assistenza sostenibili

Oggi, grazie alla collaborazione con le Regioni - afferma Nicola Vanacore, ricercatore del Centro Nazionale Prevenzione e Promozione della Salute dell’ ISS e responsabile del progetto - possiamo finalmente disporre in Italia di uno strumento, quale la mappa online (nata per identificare le strutture), che se utilizzato in tutte le sue potenzialità, può consentire di migliorare sia la programmazione dei servizi dedicati alle demenze sia la qualità dell’assistenza ai pazienti e i familiari, perseguendo un tema cruciale per il sistema socio-sanitario pubblico quale quello dell’appropriatezza.

Al 2015 sono state rilevate 46 milioni di persone con una diagnosi di demenza in tutto il mondo, al 2050 questo numero è destinato a salire a 131,5milioni. Queste le stime secondo il World Alzheimer Report 2015: The Global Impact of Dementia. Il maggior incremento è previsto nei paesi in via di sviluppo dove mancano risorse economiche e strumenti per poter sostenere da un punto di vista diagnostico e terapeutico tali patologie.
Le demenze rappresentano una priorità di sanità pubblica. L’Organizzazione Mondiale della Sanità a maggio 2017 ha presentato il Piano Mondiale delle Demenze. Dal 2014 l’Italia si è dotata del Piano Nazionale Demenze (PND) che ha ridenominato le Unità di Valutazione Alzheimer (UVA) come Centri per Disturbi Cognitivi e Demenze (CDCD) ed ha sottolineato la necessità di organizzarli insieme agli altri Servizi sanitari e socio-sanitari, nella logica della gestione integrata e della costruzione di percorsi assistenziali dedicati.
Al tema delle demenze e all’impegno dell’ISS in questo ambito è dedicato un Primo Piano
Categorie: Istituzioni

Primo Piano - Artroprotesi: in 15 anni l’intervento alla spalla è aumentato di 5 volte, raddoppiato quello al ginocchio

Istituto Superiore di Sanità - Ve, 22/12/2017 - 03:57
In aumento tutti gli interventi soprattutto per le donne tra i 65 e i 74 anni. Ecco i dati del registro dell’ISS

ISS 21 dicembre 2017

E’ in costante aumento in Italia il numero di impianti di protesi ortopediche. Più che raddoppiato in 15 anni il numero di interventi sul ginocchio e quintuplicato il numero di quelli sulla spalla. L’anca resta ancora l’articolazione più operata (56,3%) seguita da ginocchio (38,6%), spalla (3,9%), caviglia (0,3%) e altre articolazioni (0,9%). Un volume di interventi importante: 181.738 nel 2015 con un impatto sul Fondo sanitario, per il solo intervento chirurgico, stimabile intorno al 1,5%. Nel nostro Paese sono 764 le strutture che effettuano interventi primari di sostituzione totale di anca, 754 quelle attive per gli interventi primari sul ginocchio. L’artrosi la diagnosi più frequente: ne soffre il 63% dei pazienti operati all’anca e il 95% di quelli operati al ginocchio; nel 30% dei casi si impianta una protesi di anca per trattare una frattura del collo del femore. Le infezioni hanno riguardato il 7,7% degli interventi di revisione di anca e il 27,1% di quelli di ginocchio. Negli interventi di elezione è prevalente l’utilizzo di protesi di ginocchio cementate (61,4%) e di protesi di anca non cementate (82,7%); in queste ultime prevale l’utilizzo delle teste in ceramica accoppiate con inserti in polietilene. Questi i risultati scaturiti dal Quarto Report del RIAP dal titolo Potenziare la qualità dei dati per migliorare la sicurezza dei pazienti, in seguito alle analisi svolte sui dati nazionali delle Schede di Dimissione Ospedaliera (SDO) dell’anno 2015 (anca, ginocchio e spalla e, per la prima volta, caviglia) e sui dati raccolti dal RIAP nelle 11 regioni e nelle due provincie autonome partecipanti nel 2016, circa 60.000 interventi di anca e di ginocchio che rappresentano il 34% del volume nazionale.

L’esperienza RIAP ha mostrato chiaramente che il traguardo della copertura nazionale potrà essere raggiunto solo con l’adozione di provvedimenti che sanciscano l’obbligatorietà della registrazione. La pubblicazione del DPCM 3/3/2017 sui Registri è un grande passo avanti in questa direzione e l’obiettivo di arrivare a raccogliere i dati sull’intero territorio nazionale è più vicino. Ben 27 dei 31 sistemi di sorveglianza e tre dei 15 registri nazionali individuati dal DPCM, tra i quali il Registro delle protesi impiantabili che ricomprende anche il Registro Italiano ArtroProtesi, sono istituiti presso l’Istituto Superiore di Sanità - dice Walter Ricciardi, Presidente dell’ISS - un traguardo che rappresenta un passaggio epocale per le responsabilità che ci vengono affidate per garantire al Paese un sistema informativo sanitario adeguato, stabile e di qualità. Il provvedimento rafforza il ruolo del nostro Istituto per la sanità pubblica, sia nazionale che internazionale, e costituisce contemporaneamente il coronamento del lavoro di molti anni, oltre che un essenziale punto di partenza per la stesura dei Regolamenti necessari a rendere operativa la volontà del legislatore. E sono proprio implementare un sistema di monitoraggio che copra tutto il territorio italiano, sostenere l'offerta delle migliori cure per i pazienti e tutelare la loro sicurezza gli obiettivi del Registro Italiano ArtroProtesi (RIAP) che, avviato 10 anni fa su mandato del Ministero della Salute, rappresenta oggi una estesa rete di stakeholder che collaborano per creare una raccolta dati nazionale efficiente e di qualità. Anche quest’anno abbiamo voluto insistere sulla necessità di rendere disponibili dati di qualità - dice Marina Torre responsabile del RIAP - . L’obiettivo del Registro è tutelare la sicurezza dei pazienti e per raggiungerlo non possiamo quindi prescindere dall’avviare un percorso che analizzi la qualità dei dati raccolti.

Dal Report, distribuito in occasione della X Conferenza Nazionale dei Dispositivi Medici, risulta inoltre che il 46% delle strutture (quindi quasi la metà) che operano l’anca e il 53% di quelle che operano il ginocchio effettuano meno di 50 interventi di artroprotesi l’anno, un numero al di sotto del quale è più probabile che si verifichino delle complicanze dopo l’operazione. Un altro dato interessante riguarda il genere: le donne si operano di più degli uomini, sia di anca che di ginocchio che di spalla, ma mediamente in età più avanzata anche se, per entrambi i sessi, il picco si ha nella fascia 65-74. Il contrario accade per la caviglia, per la quale il numero maggiore di interventi è effettuato sugli uomini e l’età è più bassa per entrambi i sessi: meno di 45 gli uomini, 55-64 le donne. Confermato il dato dell’anno precedente sulla mobilità interregionale per gli interventi di anca, ginocchio e spalla: un fenomeno che interessa tutte le regioni e che mostra valori maggiori degli indici di attrazione al Nord e di quelli di fuga al Sud a conferma della propensione degli italiani ad essere operati in regioni diverse da quella di residenza secondo una direttrice dal Sud al Nord. Per la caviglia, invece, la casistica è numericamente contenuta e gli interventi sono prevalentemente effettuati in tre regioni: Lombardia, Emilia-Romagna, e Veneto.
Categorie: Istituzioni

Comunicati stampa - CS N°50/2017 - Dichiarazione del Presidente Walter Ricciardi su nomina Executive Board dell’OMS

Istituto Superiore di Sanità - Gi, 21/12/2017 - 03:18
ISS 16 Novembre 2017

Il Presidente dell’ISS Walter Ricciardi esprime il suo ringraziamento al Ministro della Salute Beatrice Lorenzin per la prestigiosa nomina nell’Executive Board dell’OMS. E’ un onore - dice Ricciardi - ma anche una responsabilità nei confronti della quale profonderò il massimo impegno. Spero con il mio contributo di consolidare sempre più il ruolo internazionale dell’Italia per la salute globale
Categorie: Istituzioni

Primo Piano - Mondo Vaccini - dall’Istituto Superiore di Sanità una mostra interattiva e itinerante sui farmaci che hanno rivoluzionato la storia delle epidemie

Istituto Superiore di Sanità - Ma, 19/12/2017 - 02:01
ISS 13 dicembre 2017

Un viaggio nella storia e nell’attualità dei vaccini, del loro significato e del loro valore per la tutela della salute pubblica. Questo l’oggetto della mostra il cui allestimento è stato completato presso il Museo dell’Istituto Superiore di Sanità. La mostra Mondo Vaccini - mostra interattiva e itinerante nella storia delle malattie infettive - è stata presentata oggi all’interno dell’Istituto ma sono già in calendario visite di classi di scuole medie romane guidate dai loro insegnanti di scienza.
La mostra è in partnership con Eni Foundation.
L’allestimento ha tra i suoi obiettivi quello di diffondere un’informazione corretta sui vaccini e sui pericoli delle malattie prevenibili da vaccino e di aumentare la fiducia dei cittadini nei confronti della scienza e della medicina. Prossima tappa della mostra, fra tre mesi, il Museo della Scienza di Padova.
Categorie: Istituzioni

Primo Piano - Giornata mondiale di lotta contro l’Aids 2017: il Telefono Verde ISS prolunga l’orario

Istituto Superiore di Sanità - Ma, 19/12/2017 - 02:01
ISS 30 novembre 2017

In occasione del World Aids Day 2017, che come ogni anno si svolge in tutto il mondo il 1 dicembre, Il Telefono Verde Aids e Infezioni Sessualmente Trasmesse (TV AIDS e IST) - 800861061 dell’Unità Operativa Ricerca psico-socio-comportamentale Comunicazione e Formazione dell’Istituto Superiore di Sanità (ISS) - normalmente attivo dal lunedì al venerdì dalle ore 13.00 alle ore 18.00 - prolungherà l’orario dalle ore 10.00 alle ore 18.00.
Il Servizio, anonimo e gratuito, mette a disposizione degli utenti ricercatori e consulenti con diverse professionalità che rispondono anche in lingua inglese e via web al contatto Skype uniticontrolaids.
Venerdì 1 dicembre si potrà inoltre usufruire della consulenza di un esperto in materia legale (generalmente disponibile il lunedì e il giovedì, dalle ore 14.00 alle ore 18.00) che potrà aiutare coloro che contatteranno il TVAIDS e IST in merito ai molteplici aspetti normativi correlati a queste infezioni (tutela della privacy nella registrazione del codice di esenzione per patologia, accesso alle cure da parte degli stranieri).
Infine, tra le iniziative del Telefono Verde messe in campo per il World Aids Day, è prevista l’attivazione, in collaborazione con l’Università Ca’ Foscari di Venezia, di un indirizzo di posta elettronica dedicato alle persone non udenti (al fine di permettere anche a questo target di ricevere informazioni scientificamente corrette e aggiornate sull’infezione da HIV e sulle altre IST) e l’avvio di un’indagine telefonica ad hoc rivolta alle donne che contatteranno il TVAIDS e IST. L’indagine - che sarà anonima e coinvolgerà le utenti che dopo aver usufruito del colloquio specialistico di counselling si dichiareranno disponibili - mira infatti ad conoscere gli aspetti comportamentali, la percezione del rischio e le fonti informative privilegiate dal target femminile oltre al TV AIDS e IST.
La giornata mondiale di lotta contro l’Aids è anche occasione per diffondere i risultati di un’indagine svolta dal Telefono Verde sulle caratteristiche e i comportamenti degli utenti di sesso maschile che hanno rapporti sessuali con altri uomini (Men Who have Sex with Men, MSM). I risultati della survey, che ha coinvolto 131 intervistati tra febbraio e aprile 2017, sono stati presentati al Ministero della Salute il 27 novembre scorso durante il lancio della campagna di comunicazione su AIDS e infezioni sessualmente trasmesse.
Per approfondire consulta:
• il sito Uniticontrolaids
• il Notiziario Iss Volume 30 - Numero 9 Supplemento 1 - 2017 con l’aggiornamento delle nuove diagnosi di infezione da Hiv e dei casi di Aids in italia al 31 dicembre 2016 a cura del Centro Operativo AIDS (COA) del’ISS
• le sezioni di EpiCentro dedicate a infezioni da Hiv/Aids e a infezioni sessualmente trasmesse
• la pagina di presentazione della campagna su Aids e malattie sessualmente trasmesse sul sito del Ministero della Salute
Categorie: Istituzioni

Comunicati stampa - CS N°49/2017- l’Istituto Superiore di Sanità apre alle collaborazioni con le migliori strutture di ricerca e assistenza in sanità pubblica del Paese per individuare percorsi di eccellenza

Istituto Superiore di Sanità - Ma, 19/12/2017 - 02:01
ISS 15 Novembre 2017

L’Istituto Superiore di Sanità ha emanato un bando per coinvolgere le strutture con le migliori esperienze in tema sanitario al fine di realizzare il miglioramento dei percorsi clinici e assistenziali nel nostro Paese.
Il bando mira a costruire un elenco di Enti e Amministrazioni che operano nel settore della ricerca e dell’assistenza, tra cui anche Università e Fondazioni senza scopo di lucro.
Con quest’azione l’Istituto intende valorizzare il patrimonio di esperienza acquisito sul territorio nazionale per garantire equità e accesso nelle cure attraverso la costruzione di indicatori e di strumenti in grado di elevare la performance del sistema sanitario garantendo qualità e sostenibilità.
Tra gli ambiti di applicazione per cui è richiesta la collaborazione: le valutazioni sull’innovazione sanitaria e la gestione del rischio clinico.
Le strutture che faranno parte dell’elenco selezionato attraverso un’apposita Commissione nominata dall’Istituto stesso, saranno idonee a collaborare su specifici progetti con il Centro per l’Health Technology Assessment e il Centro Nazionale per l’Eccellenza Clinica, la Qualità e la Sicurezza delle Cure, istituiti recentemente proprio a questo fine.
La partecipazione alla manifestazione di interesse può essere espressa entro e non oltre il prossimo 7 dicembre scrivendo, mediante Posta Elettronica Certificata a finanziamenti.ricerca@pec.iss.it Si riportano di seguito le interviste rilasciate dal Presidente Walter Ricciardi e dal Direttore Generale Angelo Del Favero sulla rivista online Quotidiano Sanità.
Categorie: Istituzioni

Primo Piano - La Convenzione di Oviedo compie vent’anni: un convegno alla Camera dei Deputati la celebra e la discute

Istituto Superiore di Sanità - Lu, 18/12/2017 - 01:40
ISS, 28 novembre 2017

Ricorre quest’anno il ventennale della firma della “Convenzione su diritti dell’uomo e la biomedicina” del Consiglio d’Europa, nota anche come Convenzione di Oviedo, uno dei più autorevoli documenti di riferimento per la bioetica. Il ventennale sarà ricordato il 18 dicembre 2017 con un convegno che si terrà presso l’Aula dei Gruppi Parlamentari della Camera dei Deputati. Il convegno è organizzato dall’ Unità di Bioetica dell’Istituto Superiore di Sanità (ISS), in collaborazione con il Centro Nazionale Sangue (CNS) e con il Centro Nazionale Trapianti (CNT), con il patrocinio del Ministero della Salute.

Tema centrale del convegno l’articolo 21 della Convenzione, che stabilisce il divieto di trarre profitto dal corpo umano e dalle sue parti. Il convegno riguarderà, in particolare, la donazione di materiale biologico umano a scopo terapeutico. L’articolo Divieto di profitto è particolarmente suscettibile a interpretazioni contrastanti. Le possibili divergenze non derivano da mancanza di chiarezza nel testo, che è inequivocabile, bensì da due ordini di fattori. Il primo ordine consiste nelle differenze tra cellule, sangue, tessuti e organi umani. Il secondo deriva dal fatto che le procedure per la donazione, il prelievo, l’eventuale lavorazione, la conservazione, l’utilizzo di materiale biologico umano comportano costi spesso ingenti, ed occorre evitare che i legittimi rimborsi, e i relativi flussi di denaro, sconfinino nel profitto, o addirittura nel commercio. Per l’intervento di apertura è stato invitato il Ministro Onorevole Beatrice Lorenzin. Introdurrà poi il convegno il Presidente dell’ISS Prof. Walter Ricciardi. A seguire, l’Onorevole Paola Binetti presenterà una sintesi del dibattito parlamentare sulla cultura del dono nella XVII legislatura e il responsabile dell’Unità di Bioetica dell’ISS Dott. Carlo Petrini esplorerà il significato e le articolazioni dell’articolo 21 della Convenzione. Una prima sessione sarà dedicata al concetto di Dono e profili di governance, con il Direttore del CNT Dott. Alessandro Nanni Costa, il Direttore del CNS Dott. Giancarlo Maria Liumbruno, e la Prof.sa Assuntina Morresi, Presidente Corso di Studio Magistrale in Biotecnologie Molecolari e Industriali dell’Università di Perugia. La seconda sessione sarà dedicata ai Profili giuridici ed etici della donazione. Interverranno il Presidente Vicario del Comitato Nazionale per la Bioetica, Prof. Lorenzo D’Avack, il Presidente Associazione Scienza & Vita Prof. Alberto Gambino ed il Cancelliere della Pontificia Accademia per la Vita, Mons. Renzo Pegoraro. Aprirà il dibattito una Tavola rotonda a cui partecipano le principali associazioni di donatori italiani, e in particolare Flavia Petrin, Presidente dell’Associazione Italiana per la Donazione di Organi,Tessuti e Cellule (AIDO), Alice Simonetti del Coordinamento Interassociativo Volontari Italiani Sangue (CIVIS), Giuseppe Vanacore, Presidente dell’Associazione Nazionale Emodializzati Dialisi e trapianto (ANED).
Categorie: Istituzioni

Primo Piano - L'ISS sostiene la Giornata internazionale contro la violenza sulle donne

Istituto Superiore di Sanità - Me, 13/12/2017 - 23:29
E’ un muro di bambole il simbolo della Giornata internazionale contro la violenza sulle donne che ricorre domani 25 novembre. Anche l’Istituto Superiore di Sanità, che di recente ha pubblicato i risultati del progetto REVAMP con i dati dei Pronto Soccorso che rilevano che una donna su tre è aggredita dal partner, sostiene la Giornata con l’iniziativa delle bambole e con un workshop che si terrà il 28 novembre all’ISS.
Categorie: Istituzioni

Primo Piano - In aumento le diagnosi di demenza nel mondo: il punto in un convegno all'ISS

Istituto Superiore di Sanità - Me, 13/12/2017 - 23:29
ISS 23 novembre 2017

Al 2015 sono state rilevate 46milioni di persone con una diagnosi di demenza in tutto il mondo, al 2050 questo numero è destinato a salire a 131,5milioni. Queste le stime secondo il World Alzheimer Report 2015: The Global Impact of Dementia. Con risvolti diversi questo tema ha un impatto globale su tutto il Pianeta. E questo, con particolare riguardo alla situazione italiana, è il tema del Convegno Il Contributo dei Centri per i disturbi cognitivi e le Demenze nella gestione integrata dei pazienti.
Si tratta di un appuntamento per tutti gli operatori dei servizi socio-sanitari dedicati alla demenza in Italia. L'evento è rivolto a ricercatori, al personale del Servizio Sanitario Nazionale o di altre strutture socio sanitarie interessate all’assistenza e alla gestione dei pazienti.
Queste le principali azioni svolte dall’ISS sul tema delle demenze, in ambito nazionale e internazionale:

a cura di Nicola Vanacore ricercatore del Centro Nazionale di Prevenzione e Promozione della Salute dell’ISS:

• continua la partecipazione attiva dell’Italia alle maggiori iniziative internazionali del WHO, quali l’approvazione finale del Global Dementia Action Plan, avvenuta a maggio scorso, e il consolidamento della fase pilota di costruzione e test del Global Dementia Observatory (GDO), il cui lancio ufficiale è previsto per il prossimo dicembre a Ginevra. L’ISS ha collaborato con il Ministero della Salute alla fase pilota del GDO;

• viene garantita nel quadro delle attività della Commissione Europea la partecipazione ai lavori del Gruppo Europeo dei Governmental Experts on Dementia e alle iniziative delle presidenze di turno del Consiglio europeo. A maggio, nel corso della riunione promossa dal governo maltese durante il suo semestre di presidenza europea, è stato presentato un approfondimento delle attività connesse all’implementazione del Piano Nazionale Italiano delle Demenze nel cui contesto è stato presentato l’Osservatorio Demenze, consultabile sul sito dell’ISS;

• rimane significativa la partecipazione dell’Italia alla Joint Action (JA) europea Act on Dementia, ai tre work packages (WP) relativi a Crisis and care coordination, di cui è anche co-coordinatrice, Diagnosis and post-diagnostic support e Dementia friendly communities. I lavori nella JA sono ora focalizzati sull’individuazione delle best practice che dovranno essere implementate nei diversi paesi europei. Per l’Italia si è deciso di sperimentare nell’AUSL di Modena quelle individuate in tutti i WPs a cui prendiamo parte.

L’ISS coordina insieme agli olandesi il WP Crisis and care coordination, e partecipa al WP Diagnosis and post-diagnostic support

• l’attività di maggiore rilievo a livello nazionale si riferisce al completamento e alla recente approvazione in Conferenza Unificata dei due documenti tecnici di approfondimento relativi alle Linee di indirizzo per i Percorsi Diagnostico Terapeutici Assistenziali (PDTA) per le demenze e alle Linee di indirizzo per l’uso dei Sistemi Informativi per caratterizzare il fenomeno delle demenze, che rappresentano il primo importante risultato del lavoro congiunto di Istituzioni e Associazioni svolto all’interno del Tavolo di monitoraggio del PND. L’ISS è presente al Tavolo ed ha contributo alla stesura dei due documenti. Questi due documenti, una volta implementati a livello regionale, potranno contribuire a modificare sostanzialmente la qualità dell’assistenza ai pazienti con demenze e ai loro familiari.

• dal 22 al 26 gennaio 2018 sarà organizzato in ISS il primo Corso sui PERCORSI DIAGNOSTICO TERAPEUTICI ASSISTENZIALI PER LE DEMENZE(in allegato il programma).
Categorie: Istituzioni

Comunicati stampa - Comunicato Stampa N°51/2017 Comitato Etico ISS, Carlo Petrini il nuovo Presidente

Istituto Superiore di Sanità - Me, 13/12/2017 - 23:29
ISS, 20 novembre 2017

Si è insediato oggi, 20 novembre 2017, il nuovo Comitato Etico dell’Istituto Superiore di Sanità (ISS). I lavori sono stati introdotti dal Presidente dell’ISS Prof. Walter Ricciardi, che ha descritto i compiti del Comitato, sottolineando l’importanza del suo ruolo, e ha formulato auguri di buon lavoro a ciascuno dei componenti. Il Comitato ha eletto Presidente Carlo Petrini, Responsabile dell’Unità di Bioetica dell’ISS.

Il nuovo Presidente ha vivamente ringraziato per la fiducia accordata, esprimendo particolare gratitudine a Dino Amadori per la competenza e l’eccellente professionalità con cui a lungo ha presieduto il Comitato.

Dopo le procedure previste per l’insediamento, il Comitato ha iniziato immediatamente l’attività, valutando progetti di ricerca provenienti da varie strutture dell’ISS, tra cui il Centro Nazionale Trapianti, il Centro Nazionale Sangue e vari Dipartimenti.

L’istituzione del Comitato Etico dell’ISS fu stabilita con decreto del Ministro della Sanità il 24 febbraio 1999. Lo statuto dell’ISS attualmente vigente (decreto del Ministro della Salute 24 ottobre 2014) attribuisce al Comitato Etico il ruolo di organismo guida e di valutazione sotto il profilo etico per le ricerche e per le sperimentazioni, in conformità con la normativa vigente. Carlo Petrini, nato a Torino, dirige l’Unità di Bioetica dell’ISS. È componente del Comitato Nazionale per la Bioetica in rappresentanza dell’ISS, membro corrispondente della Pontificia Accademia per la Vita, membro di comitati etici di istituzioni nazionali e internazionali, autore di alcune centinaia di pubblicazioni scientifiche riguardanti temi di bioetica, una larga parte delle quali in riviste indicizzate di livello internazionale.
Categorie: Istituzioni

Primo Piano - Giornata degli Antibiotici 2017, in Italia nuove resistenze si aggiungono a quelle già presenti, ma dimezzata resistenza alla penicillina in Streptococcus pneumoniae grazie alla vaccinazione antipneumococcica

Istituto Superiore di Sanità - Me, 13/12/2017 - 23:29
ISS 17 novembre 2017

In Italia, secondo i dati della sorveglianza AR-ISS coordinata da ISS, per la maggior parte dei microrganismi sotto sorveglianza la situazione appare stabile, con un alto numero di infezioni causate da microrganismi multiresistenti, ma nuove resistenze riemergono.
La percentuale di MRSA (Staphylococcus aureus resistente alla meticillina) oscilla da anni (da quando è iniziata la sorveglianza alla fine degli anni 90’) intorno al 33-34%, pur con ampie variazioni da laboratorio a laboratorio. Ma nel corso del tempo sono comparsi e si sono aggiunti altri microrganismi multiresistenti, quali i ceppi di Enterobatteri resistenti ai carbapenemi (CPE). Tra questi, nel nostro paese è diffusa soprattutto Klebsiella pneumoniae che è resistente a quasi tutti gli antibiotici disponibili, e che, secondo il recente Report della Sorveglianza Nazionale delle batteriemie da CPE, provoca almeno 2000 casi di batteriemia per anno (leggi report). Anche Escherichia coli ha raggiunto da alcuni anni e mantiene le stesse alte percentuali di resistenza alle cefalosporine di terza generazione (30%) e ai fluorochinoloni (43%).

Una buona notizia dal fronte della sorveglianza è il dimezzamento della resistenza alla penicillina in Streptococcus pneumoniae, un microrganismo causa di polmoniti e sepsi che insorgono in pazienti che non sono ospedalizzati. Questo successo però non è da ascriversi ad un migliore utilizzo di antibiotici sul territorio, quanto all’implementazione della vaccinazione antipneumococcica, soprattutto a livello pediatrico, che ha portato alla riduzione od eliminazione di sierotipi di pneumococco resistenti alla penicillina.

Rimangono sempre problematici altri microrganismi multiresistenti, quali Pseudomonas aeruginosa ed Acinetobacter spp che provocano infezioni soprattutto in pazienti critici quali quelli ricoverati nei reparti di terapia Intensiva. Questi microrganismi, già intrinsecamente resistenti a molti antibiotici, sono spesso resistenti anche ad antibiotici essenziali per la terapia.
A questi microrganismi multiresistenti si sono aggiunti negli ultimi 2-3 anni gli Enterococchi resistenti alla vancomicina o VRE. I VRE hanno rappresentato un grosso problema clinico negli anni 90 e all’inizio del 2000, ma successivamente il problema è apparso sotto controllo. Oggi i VRE, rappresentati in Italia soprattutto da Enterococcus faecium, tornano ad essere una minaccia. Basti pensare che fino al 2013 la percentuale di E. faecium resistente alla vancomicina nelle batteriemie era il 5%. Questa percentuale nel 2016 è schizzata al 13%.
Sul fronte Europeo la resistenza non dà segni di declino, come evidenziato dal recente Report EARS-Net 2016 (leggi report) malgrado le iniziative politiche ed istituzionali si moltiplichino.

Per approfondire consulta Epicentro
Categorie: Istituzioni

Primo Piano - L’Iss apre alle collaborazioni con le migliori strutture di ricerca e assistenza in sanità pubblica del Paese per individuare percorsi di eccellenza

Istituto Superiore di Sanità - Ma, 12/12/2017 - 22:37
Iss, 16 novembre 2017

L’Istituto Superiore di Sanità ha emanato un bando per coinvolgere le strutture con le migliori esperienze in tema sanitario al fine di realizzare il miglioramento dei percorsi clinici e assistenziali nel nostro Paese.
Il bando mira a costruire un elenco di Enti e Amministrazioni che operano nel settore della ricerca e dell’assistenza, tra cui anche Università e Fondazioni senza scopo di lucro.
Con quest’azione l’Istituto intende valorizzare il patrimonio di esperienza acquisito sul territorio nazionale per garantire equità e accesso nelle cure attraverso la costruzione di indicatori e di strumenti in grado di elevare la performance del sistema sanitario garantendo qualità e sostenibilità.
Tra gli ambiti di applicazione per cui è richiesta la collaborazione: le valutazioni sull’innovazione sanitaria e la gestione del rischio clinico.
Le strutture che faranno parte dell’elenco selezionato attraverso un’apposita Commissione nominata dall’Istituto stesso, saranno idonee a collaborare su specifici progetti con il Centro per l’Health Technology Assessment e il Centro Nazionale per l’Eccellenza Clinica, la Qualità e la Sicurezza delle Cure, istituiti recentemente proprio a questo fine.
La partecipazione alla manifestazione di interesse può essere espressa entro e non oltre il prossimo 7 dicembre scrivendo, mediante Posta Elettronica Certificata a finanziamenti.ricerca@pec.iss.it Si riportano di seguito le interviste rilasciate dal Presidente Walter Ricciardi e dal Direttore Generale Angelo Del Favero sulla rivista online Quotidiano Sanità.
Categorie: Istituzioni

Comunicati stampa - CS N°48/2017 CS N°48/17 - Violenza: una donna su tre è aggredita dal partner e, tra quelle gravemente abusate, più dei due terzi accusano sintomi di stress da disordine post-traumatico a tre mesi dalla violenza

Istituto Superiore di Sanità - Me, 29/11/2017 - 14:36
I dati del progetto REVAMP coordinati dalla sorveglianza SINIACA-IDB dell’Istituto Superiore di Sanità e dall’Ospedale Galliera di Genova presentati oggi al Ministero della Salute

Iss, 14 Novembre 2017

Hanno tra i 15 e i 49 anni, più un terzo sono straniere e l’aggressore prevalente è il compagno. E’ la fotografia della donna vittima di violenza che emerge dai dati del progetto CCM (supportato dal Ministero della Salute) “REVAMP (REpellere Vulnera Ad Mulierem et Puerum) - Controllo e risposta alla violenza su persone vulnerabili: la donna e il bambino, modelli d'intervento nelle reti ospedaliere e nei servizi socio-sanitari in una prospettiva europea”, coordinato dall’ISS e dall’Ospedale Galliera di Genova, che fa parte della rete ospedaliera che raccoglie i dati sulla violenza, nell'ambito dell'Injury Database europeo (IDB). Il rapporto sarà presentato oggi nel convegno conclusivo presso l’Auditorium “Cosimo Piccinno” del Ministero della Salute.

Le conseguenze della violenza sullo stato di salute della donna assumono diversi livelli di gravità che possono avere esiti fatali (femminicidio o interruzione di gravidanza) o molto invalidanti come conseguenze di trauma (ustione avvelenamento o intossicazione) e psicologiche con problemi di salute che includono il Post Traumatic Stress Disorder (PTSD), depressione, abuso di sostanze e comportamenti auto-lesivi o suicidari, disturbi alimentari, sessuali.

Dai dati SINIACA-IDB del 2015-2016 emerge che per le donne vittime di violenza in età fertile (15-49 anni), oltre il 35% dei casi è dovuto ad aggressione da parte del coniuge o partner sentimentale (nei maschi è meno del 10%). Quasi l’85% dei casi di violenze su donne è compiuta da conoscenti (nei maschi tale percentuale è inferiore al 40%).

“Nei pronto soccorso partecipanti alla rilevazione SINIACA-IDB - dice Alessio Pitidis dell’ISS, coordinatore per l'Italia della sorveglianza dell'Injury Database europeo - per le donne in età fertile vittime di violenza la seconda causa di accesso in PS è stata la violenza sessuale: un caso ogni venti è dovuto a violenza sessuale. Alterco e acquisizione illegale di soldi rappresentano i principali contesti dell’aggressione su donne e la violenza viene più spesso (88% dei casi) compiuta a mani nude o con violenza fisica, senza uso di strumenti d'offesa”.

Nei flussi di PS EMUR (EMergenza URgenza) di Piemonte, Toscana, Abruzzo e Sardegna, nel 2013-2104 utilizzati in tutti i centri di PS di queste regioni, si è osservato una tasso medio annuo di accesso in PS per violenza di 139 donne ogni 100.000 residenti, il 72% delle quali di età 15-49 anni. Dai dati SINIACA-IDB 2015-2016 si osserva che nell'86% dei casi la violenza era stata perpetrata da uomini e l'ambiente prevalente della violenza era quello familiare (42%), in particolare da parte del partner (35%).

Dalla sorveglianza SINIACA-IDB dei centri ospedalieri anti-violenza del REVAMP si osserva come nelle donne in età fertile (15-49 anni) il 37% delle vittime siano di nazionalità estera. Riguardo al contesto dell'aggressione questo, per le donne in età fertile (15-49 anni), il 5% delle volte è una violenza sessuale. Per le bambine (0-14 anni) viste nei pronto soccorso generalisti della medesima rete di sorveglianza, nel 17,9% dei casi la causa di accesso in PS per violenza è una aggressione sessuale.

Nello studio di follow-up di progetto, che seguiva donne vittime di violenza grave (continuità della violenza, abuso sessuale con penetrazione, trauma non superficiale, etc.), a 3 mesi dalla dimissione ospedaliera il 67,5% delle donne adulte vittime di violenza domestica o sessuale era affetta da patologia mentale di stress da disordine post-traumatico. Prevalenza della malattia significativamente superiore, di oltre 5 volte, a quella di corrispondente gruppo di controllo di donne non vittime di violenza. Valore paragonabile a quello delle vittime dirette di grandi disastri, compresi attentati terroristici.

“La presenza di una rete di servizi socio-assistenziali capillare, capace di interagire, dialogare e scambiare efficaci prassi metodologiche - dice Eloise Longo, coordinatrice del progetto REVAMP - è un modo per far emergere il fenomeno della violenza e sconfiggere il senso di isolamento e solitudine che circonda le donne. La rete è un modo per garantire alla donna supporto e protezione. La presenza di procedure e protocolli condivisi a livello territoriale serve proprio a facilitare la donna nel trovare le risposte e soluzioni più adeguate per sé e per i propri figli”.

Il progetto REVAMP fa parte del Piano Nazionale di Prevenzione 2014-18 nel macro-obiettivo di "promozione della salute mentale del bambino, adolescente e giovane" prevede tra i fattori di rischio da affrontare la violenza sessuale, l'abuso e la trascuratezza.
Categorie: Istituzioni

Comunicati stampa - CS N°47/2017 - IANPHI ANNUAL MEETING: DISEGNARE IL FUTURO DELLA SALUTE PUBBLICA

Istituto Superiore di Sanità - Lu, 27/11/2017 - 13:32
ISS 23 ottobre 2017

I principali dirigenti della salute pubblica di tutto il mondo si incontreranno a Roma per il meeting annuale della International Association of National Public Health Institutes (IANPHI). L’evento 2017 è ospitato dall’Istituto Superiore di Sanità dal 22 al 25 ottobre. Tra i partecipanti ci sono i membri degli istituti che fanno parte della IANPHI, leader mondiali e rappresentanti dell’Oms, del network Child Health and Mortality Prevention Surveillance (CHAMPS) e dei Centri di Controllo delle Malattie.

Il tema di quest’anno, Disegnare il nostro futuro farà da filo conduttore per le discussioni lungo i quattro giorni dell'evento. Il meeting annuale della IANPHI fornisce un'opportunità per i membri di mettere in comune le esperienze e sviluppare idee e strategie per collaborazioni che avranno un impatto sul futuro della salute pubblica - afferma il presidente dell'Iss Walter Ricciardi -. Sebbene i nostri paesi abbiano culture, sistemi e individui diversi hanno in comune le sfide della salute pubblica. Prevenzione, scoperta e risposta alle malattie e ad altre minacce sono più importanti che mai, e gli istituti nazionali di salute pubblica giocano un ruolo determinante in ognuna di queste funzioni.

Ineguagliabili opportunità di fare rete tra Istituti di Salute Pubblica

Il programma del meeting include un interessante mix di presentazioni plenarie e di sessioni interattive più piccole che daranno una grande opportunità per lo scambio di informazioni, la discussione e lo sviluppo di strategie per il secondo decennio dell'associazione. Questo evento segnerà la terza riunione dei membri dell'IANPHI Africa, e il primo meeting del network IANPHI-Asia dopo la sua creazione durante il meeting annuale del 2016 in Cina. Siamo onorati di essere ospitati a Roma - afferma il presidente dell'IANPHI Mauricio Hernandez-Avila -. Ringraziamo il professor Walter Ricciardi e il suo staff all'ISS per aver generosamente ospitato il meeting di quest'anno.

Per saperne di più sul 2017 è possibile visitare IANPHI Meetings official website

Che cos’è IANPHI

L'International Association of National Public Health Institutes lega e rafforza le agenzie governative responsabili della salute pubblica. IANPHI migliora la salute mondiale facendo leva sull'esperienza e la competenza dei suoi membri nel costruire un robusto sistema di salute pubblica. IANPHI è la sola organizzazione che rafforza le agenzie di salute pubblica usando una struttura internazionale che opera sulla base delle evidenze scientifiche. Il suo modello 'peer to peer' unico, supportato da investimenti mirati, porta sul lungo termine all'autosufficienza nazionale. Dal 2006 i nostri investimenti hanno dato un miglioramento misurabile delle capacità in 40 paesi. IANPHI ha più di 110 membri, in aumento, da 93 paesi, che coinvolgono 5 miliardi di persone in 6 continenti.

Categorie: Istituzioni

Primo Piano - Appello dei malariologi italiani al G7 per il sostegno pubblico alla ricerca e alla lotta contro la malaria

Istituto Superiore di Sanità - Ve, 24/11/2017 - 11:14
ISS 7 novembre 2017

Una lettera aperta, firmata dai malariologi italiani, è stata inviata ai ministri italiani della Salute e della Università e Ricerca in occasione della Conferenza sulla Salute organizzata dalla Presidenza italiana del G7. I malariologi lanciano l’allarme sull’impatto globale della malaria perché l’Italia attivi finanziamenti pubblici a sostegno della ricerca italiana contro questa devastante malattia.

Dieci anni fa l’ISS ha fondato, insieme a nove università, l’Italian Malaria Network per raccogliere i gruppi di eccellenza che nel nostro paese conducono ricerca parassitologica, clinica, epidemiologica e farmacologica sulla malaria.
Oggi, 126 ricercatori italiani, di cui quasi un quinto lavora in ISS, hanno perciò sottoscritto questa lettera aperta, indirizzata anche ai ministri dell’Istruzione, Università e Ricerca.
La lettera indica i rischi della possibile diffusione in Africa di ceppi di parassiti malarici resistenti ai più moderni farmaci e sottolinea che la movimentazione globale di merci e persone non esime da questi rischi l’Europa e l’Italia. I ricercatori osservano che, mentre il finanziamento globale della lotta alla malaria è cresciuto di venti volte negli ultimi 15 anni, la ricerca malariologica italiana non riceve tuttora alcun finanziamento pubblico significativo e lanciano quindi un appello perché l’Italia avvii una decisa inversione di tendenza, importante anche per affermare a livello internazionale una leadership del nostro paese nella ricerca e nell'innovazione sui temi della salute globale.
Categorie: Istituzioni
Condividi contenuti