Istituzioni

Statement from FDA Commissioner Scott Gottlieb, M.D., on Administration’s request for new FDA funding to promote innovation and broaden patient access through competition

Food and Drug Administration - Ma, 13/02/2018 - 22:33
Statement from FDA Commissioner Scott Gottlieb, M.D., on Administration’s request for new FDA funding to promote innovation and broaden patient access through competition
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Comunicati stampa - CS N°57/2017. Centro Nazionale Sangue, nessun evidenza uso plasmaferesi per rimozione Pfas Eventualità non inclusa nelle più recenti linee guida

Istituto Superiore di Sanità - Ma, 13/02/2018 - 14:29
ISS, 13 dicembre 2017

Non ci sono consolidate evidenze scientifiche sull’uso della plasmaferesi per la rimozione dei Pfas dal sangue. Lo precisa il Centro Nazionale Sangue - Istituto Superiore di Sanità in merito all’interrogazione parlamentare sull’uso di questa tecnica in Veneto.

“Si premette che la plasmaferesi terapeutica è uno strumento non selettivo di rimozione dal plasma di diverse sostanze - precisa il CNS. Recenti linee guida (American Society for Apheresis, 2016) sull’impiego dell’aferesi terapeutica nella pratica clinica non includono specificamente la rimozione dei suddetti contaminanti, o simili, tra le indicazioni basate su (consolidate) evidenze scientifiche. Inoltre la sopra citata linea guida attribuisce un livello debole di raccomandazione all’impiego della plasmaferesi terapeutica per il trattamento degli avvelenamenti o per la rimozione delle sostanze tossiche dal plasma.

L’uso della tecnica, che si ricorda è invasiva, è quindi da considerarsi sperimentale e al momento non è supportata da adeguate evidenze scientifiche”.
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Statement from FDA Commissioner Scott Gottlieb, M.D., on groundbreaking approval and interagency approach to bring stable supply of critical medical imaging isotope to the U.S.

Food and Drug Administration - Gi, 08/02/2018 - 18:43
FDA announces on groundbreaking approval and interagency approach to bring stable supply of critical medical imaging isotope to the U.S.
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FDA and NRC pave way for the first domestic supply of the most commonly used medical isotope in diagnostic imaging

Food and Drug Administration - Gi, 08/02/2018 - 18:26
FDA and NRC today took important steps to ensure a stable and secure supply of a critical radioactive imaging product used to detect potentially life-threatening diseases
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Comunicati stampa - CS CONGIUNTO n° 58a/2017 CNS – SIMTI - CIVIS: Pfas, improprio paragonare plasmaferesi per donazione e per terapia

Istituto Superiore di Sanità - Gi, 08/02/2018 - 11:17
Uso tecnica per rimozione inquinanti chimici non ha solide basi scientifiche

ISS 18 dicembre 2017

La donazione di plasma attraverso procedure aferetiche (plasmaferesi produttiva) è assolutamente sicura e non invasiva. Paragonare la plasmaferesi con finalità terapeutica, utilizzata in regione Veneto per la rimozione dal sangue di sostanze perfluoroalchiliche (Pfas e Pfoa), a quella che si impiega ogni giorno, in centinaia di donatori per le donazioni di plasma, è decisamente fuori luogo e rischia di generare equivoci. La donazione di plasma è, infatti, assolutamente sicura, non invasiva e fondamentale per la salute di migliaia di pazienti. Lo sottolineano in una nota congiunta il Centro Nazionale Sangue, la Società Italiana di Medicina Trasfusionale e Immunoematologia (Simti) e il Civis, il Comitato Interassociativo del Volontariato Italiano del Sangue (AVIS, CRI, FIDAS e FRATRES), ribadendo che non ci sono solide evidenze scientifiche a supporto della modalità scelta dai sanitari veneti.

Non appare corretto paragonare procedure con profili di invasività e anche di sicurezza assai difficilmente correlabili - sottolinea Giancarlo Maria Liumbruno, direttore del CNS -. Plasmaferesi terapeutica e donazione di plasma mediante aferesi hanno finalità e modalità tecniche di esecuzione totalmente diverse e quindi non sono raffrontabili.
La plasmaferesi utilizzata per la donazione di plasma è una procedura definita dal DM Salute del 2 novembre 2015, sulla base di robuste evidenze scientifiche che garantiscono la sicurezza del donatore. Tale decreto recepisce anche le raccomandazioni fornite dall’Organizzazione Mondiale della Sanità e da altri Organismi Istituzionali europei ed internazionali. Il provvedimento definisce i requisiti fisici per l'accettazione del donatore di sangue intero e di emocomponenti mediante aferesi, gli intervalli di donazione per l'accettazione del candidato donatore di sangue intero e di emocomponenti mediante aferesi nonché le modalità per la raccolta degli stessi e i volumi di plasma e di emocomponenti che possono essere donati.

Nel caso delle procedure di plasmaferesi terapeutica utilizzate in regione Veneto la finalità è quella di separare la componente liquida del sangue (il plasma) dalla componente cellulare rimuovendo così sostanze presenti nel plasma stesso, che viene sostituito da liquidi che servono per mantenere, a un livello normale, il volume totale del sangue circolante (volemia). Voler identificare come analoghe queste due procedure molto diverse - afferma il portavoce pro tempore CIVIS Sergio Ballestracci - rischia di mettere in dubbio la sicurezza della donazione volontaria e responsabile del plasma, associandola a tecniche terapeutiche e invasive.
I protocolli di trattamento aferetico variano a seconda delle indicazioni e possono prevedere diverse sedute a seconda delle condizioni del paziente e della risposta alla terapia. A tal riguardo, le più recenti linee guida sull’impiego dell’aferesi terapeutica nella pratica clinica (Schwartz J, et al. Guidelines on the Use of Therapeutic Apheresis in Clinical Practice-Evidence-Based Approach from the Writing Committee of the American Society for Apheresis: The Seventh Special Issue. J Clin Apher. 2016 Jun;31(3):149-62) riportano un totale di 179 potenziali indicazioni cliniche delle procedure di aferesi terapeutica con differenti gradi di evidenza scientifica e forza di raccomandazione e non includono specificamente la rimozione dei suddetti contaminanti tra le indicazioni all’uso della plasmaferesi terapeutica basate su consolidate evidenze scientifiche.

In particolare - spiega il presidente SIMTI Pierluigi Berti - all’utilizzo di protocolli su procedure di scambio plasmatico terapeutico, in caso di avvelenamento da sostanze chimiche o da farmaci che si legano a proteine plasmatiche, è attribuito un livello di evidenza molto basso. É il caso di sottolineare, inoltre, come la procedura di scambio plasmatico terapeutico sia una procedura non esente da potenziali effetti collaterali, soprattutto se paragonata alla donazione mediante aferesi produttiva, anche in considerazione del diverso volume di plasma raccolto, che può raggiungere o superare l’intero volume di plasma del paziente ed è di almeno 4-5 volte superiore al volume di plasma donato dai donatori in una singola procedura di donazione.

ALCUNE CIFRE SULLA DONAZIONE DI PLASMA

Il plasma è una risorsa strategica per il Servizio Sanitario Nazionale - aggiunge Liumbruno - perché i farmaci plasmaderivati esercitano un ruolo chiave, e talora non sostituibile, nel trattamento di molte condizioni cliniche acute e croniche. Nel 2016 le Regioni e Province Autonome italiane hanno conferito al frazionamento industriale oltre 800 mila chilogrammi di plasma raccolto dalla Rete Trasfusionale nazionale per la produzione di medicinali plasmaderivati. Il Centro Nazionale Sangue, le Associazioni e Federazioni dei Donatori e le Società scientifiche interessate sono impegnate per aumentare la consapevolezza dei cittadini sull'importanza di questa donazione in considerazione del fatto che, secondo il Piano Nazionale Plasma, in cinque anni la raccolta dovrà aumentare dell’11% per garantire l'autosufficienza nazionale. In Italia, il grado di sicurezza della raccolta di emocomponenti, ivi compresa la raccolta selettiva di plasma (plasmaferesi produttiva) ha raggiunto, da molti anni, livelli estremamente elevati, come ampiamente dimostrato dal sistema di sorveglianza nazionale coordinato dal Centro Nazionale Sangue.

Il direttore del CNS Giancarlo Maria Liumbruno
Il presidente SIMTI Pierluigi Berti
Il portavoce CIVIS Sergio Ballestracci
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Statement from FDA Commissioner Scott Gottlieb, M.D., on the agency’s scientific evidence on the presence of opioid compounds in kratom, underscoring its potential for abuse

Food and Drug Administration - Ma, 06/02/2018 - 21:06
FDA statement on scientific evidence on the presence of opioid compounds in kratom, underscoring its potential for abuse
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Statement from Jeffrey Shuren, M.D., J.D., director of the FDA’s Center for Devices and Radiological Health on the recent National Toxicology Program draft report on radiofrequency energy exposure

Food and Drug Administration - Ve, 02/02/2018 - 20:11
One part of the Food and Drug Administration’s mission is to ensure the safety of electronic products that emit radiation, like televisions and cell phones. These types of products are part of Americans’ daily life and we take our duty to protect consumers with the utmost gravity. With cell phones, we have relied extensively on a myriad scientific evidence developed over many years to help inform our regulatory thinking. Although the Federal Communications Commission (FCC) sets the standard for radiofrequency energy exposure limits from cell phones, the FCC relies on the FDA and other health agencies for scientific expertise and input regarding those standards.
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Statement from FDA Commissioner Scott Gottlieb, M.D., on ongoing efforts to mitigate impact of saline shortages during this flu season

Food and Drug Administration - Gi, 01/02/2018 - 22:18
FDA provides update on ongoing efforts to mitigate impact of saline shortages and monitor other critical products during flu season
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Statement from FDA Commissioner Scott Gottlieb, M.D., on new steps to help prevent new addiction, curb abuse and overdose related to opioid products

Food and Drug Administration - Ma, 30/01/2018 - 17:34
Statement from FDA Commissioner Scott Gottlieb, M.D., on new steps to help prevent new addiction, curb abuse and overdose related to opioid products
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FDA, USDA announce formal agreement to bolster coordination and collaboration

Food and Drug Administration - Ma, 30/01/2018 - 16:38
FDA Commissioner Dr. Scott Gottlieb and USDA Secretary Perdue launched an effort today to increase collaboration, efficiency and effectiveness, and provide clarity to food producers.
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Primo Piano - Comunicare al paziente la diagnosi di SLA: ecco il manuale dell’ISS per gli operatori

Istituto Superiore di Sanità - Ve, 26/01/2018 - 03:19
ISS 18 dicembre 2017

Comunicare al paziente la diagnosi di Sclerosi Laterale Amiotrofica, informare i familiari sulla malattia e sul percorso terapeutico, tenere conto nel linguaggio, delle emozioni, dei tempi, della cultura e del desiderio di sapere della persona con SLA, stabilire una relazione di fiducia col paziente e i familiari. Con questi obiettivi l’Istituto Superiore di Sanità ha redatto il Manuale di valutazione della comunicazione in ambito di assistenza alle persone con Sclerosi Laterale Amiotrofica realizzato dal Gruppo CARE (Comunicazione, Accoglienza, Rispetto empatia) SLA e dal Dipartimento Neuroscienze dell’ISS.
Il Manuale è il frutto di un lungo lavoro di un gruppo multidisciplinare e si pone l’obiettivo di migliorare la qualità delle relazioni tra gli operatori professionali e chi si prende cura delle persone con SLA, familiari e caregiver, durante l’intero corso della malattia in particolare nei momenti della comunicazione della diagnosi e prognosi, delle scelte di fine vita e dell’elaborazione del lutto con i familiari. La SLA è una patologia lunga e dolorosa e richiede abilità comunicative e competenze relazionali durante tutto l’arco della malattia. Per le sue caratteristiche, l’assistenza alle persone con SLA passa per un approccio centrato sul “prendersi cura” della persona malata e dei suoi bisogni e diritti, compresi quelli dei familiari e delle persone che le stanno a fianco. La progressiva perdita dell’autonomia, infatti, rende necessario programmare interventi di supporto, anche con l’impiego di tecnologie avanzate, che permettano alla persona con SLA non solo di muoversi (ausili per la mobilità) e di poter comunicare sentimenti e bisogni (comunicazione aumentativa alternativa), ma anche di garantire funzioni vitali quali la respirazione e la deglutizione.
La persona con SLA nel suo percorso di malattia è pertanto chiamata continuamente a fare scelte terapeutiche che necessitano di una consapevolezza che solo una comunicazione adeguata, veritiera, completa e personalizzata può facilitare. Per stabilire una buona comunicazione e relazione tra paziente e personale sanitario è importante porre al centro il sistema di valori del paziente e non soltanto il suo stato fisico: anche se una persona non è più autosufficiente, conserva la sua storia, i suoi sentimenti, le sue preferenze. La lettura del testo, svolta in équipe, intende stimolare l’autovalutazione e la maggiore consapevolezza dei punti di forza e debolezza della comunicazione, favorendo momenti di scambio e confronto proprio a partire dalle diversità di opinioni e dalle diverse competenze professionali. Il Manuale vuole aiutare l’operatore sanitario e socio-sanitario ad aumentare la possibilità di comunicare in modo efficace, ma anche di creare alleanze terapeutiche utili a modificare o consolidare comportamenti di salute.
I principali temi analizzati riguardano i diversi aspetti della comunicazione al malato e ai familiari in tutte le fasi di malattia:
- diagnosi, prognosi e piano terapeutico;
- esami diagnostici ed esecuzione delle terapie;
- aspetti genetici;
- problematiche deglutitorie e respiratorie;
- comunicazione nell’uso degli ausili;
- comunicazione nella continuità assistenziale e lavoro di équipe;
- comunicazione nelle scelte di fine vita, consenso informato, cure palliative, lutto.
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Primo Piano - Tubercolosi: da studio ISS test per diagnosticare TBC direttamente dalle urine

Istituto Superiore di Sanità - Gi, 25/01/2018 - 02:25
Già prodotti prototipi di test simili a quelli di gravidanza che saranno disponibili rapidamente

ISS 14 dicembre 2017

Identificare e misurare i componenti del batterio responsabile della tubercolosi direttamente dalle urine dei pazienti malati. E’ questo il risultato del lavoro Urine lipoarabinomannan (LAM) glycan in HIV negative patients with pulmonary tuberculosis correlates with disease severity pubblicato oggi sulla rivista Science Translational Medicine. Lo studio è frutto di una collaborazione internazionale fra l’Istituto Superiore di Sanità, la George Mason University e altre istituzioni in USA, Australia, Perù e UK.

Il lavoro dimostra che è possibile misurare nelle urine dei pazienti affetti da Tubercolosi (TBC) alcuni dei componenti strutturali o secretori del Mycobacterium tuberculosis (Mtb), il batterio responsabile della TBC, con elevata sensibilità e specificità grazie a delle innovative nanoparticelle. Un risultato che riduce i tempi di diagnosi, migliora la precisione, riduce l’invasività delle analisi.

Le condizioni ottimali per l’esecuzione del test sono già state messe a punto e, in particolare, è stato realizzato un prototipo di test rapido simile ad un test di gravidanza, che permette di determinare differenti biomarcatori di infezione tubercolare - dice Roberto Nisini Primo Ricercatore del Dipartimento Malattie Infettive (Immunologia) dell’ISS e tra i responsabili dello studio -. Si può quindi prevedere un rapido trasferimento della tecnologia alla pratica clinica che contribuisce a colmare un gap diagnostico e offre nuove prospettive nel controllo della TBC, particolarmente utile nei paesi in via di sviluppo in cui un test semplice, economico e non invasivo come quello proposto potrebbe contribuire alla limitazione della diffusione della TBC e al controllo dell’efficacia della terapia.

Gli attuali metodi diagnostici per lo screening della TBC (test di Mantoux o il test IGRA), infatti, sono basati sulla valutazione della risposta immunitaria del paziente e hanno delle limitazioni: l’impossibilità di discriminare le forme attive di TBC dalle infezioni tubercolari latenti, la scarsa efficacia in caso di immunodeficienze, la bassa specificità per il test Mantoux e l’alto costo per il test IGRA. D’altra parte, l’identificazione diretta del batterio è possibile solo nelle forme di TBC polmonare aperte bacillifere e la coltura del batterio, quando necessaria, richiede vari giorni prima della risposta. I test molecolari possono ridurre i tempi diagnostici nelle forme di TBC con espettorato positivo, ma possono essere eseguiti solo dopo interventi invasivi nelle forme di TBC diverse dalla polmonare.

Il lavoro, al cui finanziamento ha contribuito fra gli altri il Ministero della Salute con un progetto di Ricerca Finalizzata e la Bill & Melinda Gates Foundation, si basa sull’utilizzo di nanoparticelle, sviluppate dalla Dr. Luchini nei laboratori della GMU, capaci di catturare con alta efficienza costituenti microbici con diverse strutture chimiche, fra cui i glicani e le proteine. Con l’utilizzo di queste nanoparticelle è stato possibile concentrare e proteggere dalla degradazione alcuni costituenti strutturali del Mtb, come il lipoarabinomannano, o secreti, come la proteina ESAT-6, che sono rilasciati nei liquidi biologici e (nelle urine in particolare) di tutti i soggetti con TBC, indipendentemente da un’eventuale co-infezione con HIV. I risultati dimostrano che la rilevazione di tali componenti è diagnostica per TBC e che esiste una correlazione tra la quantità di LAM misurata nelle urine e la severità della malattia.
La potenzialità di tali nanoparticelle di concentrare e conservare molecole nei liquidi biologici anche quando sono presenti in bassissime dosi - conclude Nisini - ci è apparsa estremamente utile per poter migliorare la diagnosi di alcune malattie infettive.
La possibilità di produrre nanoparticelle capaci di concentrare prodotti microbici o virali di diversa natura chimica, apre poi la strada per la possibile messa a punto di strumenti diagnostici innovativi anche per altre patologie infettive acute o croniche che siano più rapidi, economici e specifici di quelli attualmente a disposizione.
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Comunicati stampa - CS N°56/2017 -Tubercolosi: da studio ISS test per diagnosticare TBC direttamente dalle urine

Istituto Superiore di Sanità - Lu, 22/01/2018 - 01:10
Già prodotti prototipi di test simili a quelli di gravidanza che saranno disponibili rapidamente

ISS 14 dicembre 2017

Identificare e misurare i componenti del batterio responsabile della tubercolosi direttamente dalle urine dei pazienti malati. E’ questo il risultato del lavoro Urine lipoarabinomannan (LAM) glycan in HIV negative patients with pulmonary tuberculosis correlates with disease severity pubblicato oggi sulla rivista Science Translational Medicine. Lo studio è frutto di una collaborazione internazionale fra l’Istituto Superiore di Sanità, la George Mason University e altre istituzioni in USA, Australia, Perù e UK.

Il lavoro dimostra che è possibile misurare nelle urine dei pazienti affetti da Tubercolosi (TBC) alcuni dei componenti strutturali o secretori del Mycobacterium tuberculosis (Mtb), il batterio responsabile della TBC, con elevata sensibilità e specificità grazie a delle innovative nanoparticelle. Un risultato che riduce i tempi di diagnosi, migliora la precisione, riduce l’invasività delle analisi.

Le condizioni ottimali per l’esecuzione del test sono già state messe a punto e, in particolare, è stato realizzato un prototipo di test rapido simile ad un test di gravidanza, che permette di determinare differenti biomarcatori di infezione tubercolare - dice Roberto Nisini Primo Ricercatore del Dipartimento Malattie Infettive (Immunologia) dell’ISS e tra i responsabili dello studio -. Si può quindi prevedere un rapido trasferimento della tecnologia alla pratica clinica che contribuisce a colmare un gap diagnostico e offre nuove prospettive nel controllo della TBC, particolarmente utile nei paesi in via di sviluppo in cui un test semplice, economico e non invasivo come quello proposto potrebbe contribuire alla limitazione della diffusione della TBC e al controllo dell’efficacia della terapia.

Gli attuali metodi diagnostici per lo screening della TBC (test di Mantoux o il test IGRA), infatti, sono basati sulla valutazione della risposta immunitaria del paziente e hanno delle limitazioni: l’impossibilità di discriminare le forme attive di TBC dalle infezioni tubercolari latenti, la scarsa efficacia in caso di immunodeficienze, la bassa specificità per il test Mantoux e l’alto costo per il test IGRA. D’altra parte, l’identificazione diretta del batterio è possibile solo nelle forme di TBC polmonare aperte bacillifere e la coltura del batterio, quando necessaria, richiede vari giorni prima della risposta. I test molecolari possono ridurre i tempi diagnostici nelle forme di TBC con espettorato positivo, ma possono essere eseguiti solo dopo interventi invasivi nelle forme di TBC diverse dalla polmonare.

Il lavoro, al cui finanziamento ha contribuito fra gli altri il Ministero della Salute con un progetto di Ricerca Finalizzata e la Bill & Melinda Gates Foundation, si basa sull’utilizzo di nanoparticelle, sviluppate dalla Dr. Luchini nei laboratori della GMU, capaci di catturare con alta efficienza costituenti microbici con diverse strutture chimiche, fra cui i glicani e le proteine. Con l’utilizzo di queste nanoparticelle è stato possibile concentrare e proteggere dalla degradazione alcuni costituenti strutturali del Mtb, come il lipoarabinomannano, o secreti, come la proteina ESAT-6, che sono rilasciati nei liquidi biologici e (nelle urine in particolare) di tutti i soggetti con TBC, indipendentemente da un’eventuale co-infezione con HIV. I risultati dimostrano che la rilevazione di tali componenti è diagnostica per TBC e che esiste una correlazione tra la quantità di LAM misurata nelle urine e la severità della malattia.
La potenzialità di tali nanoparticelle di concentrare e conservare molecole nei liquidi biologici anche quando sono presenti in bassissime dosi - conclude Nisini - ci è apparsa estremamente utile per poter migliorare la diagnosi di alcune malattie infettive.
La possibilità di produrre nanoparticelle capaci di concentrare prodotti microbici o virali di diversa natura chimica, apre poi la strada per la possibile messa a punto di strumenti diagnostici innovativi anche per altre patologie infettive acute o croniche che siano più rapidi, economici e specifici di quelli attualmente a disposizione.
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Comunicati stampa - CS N°54/2017 - L’Istituto Superiore di Sanità in cento scatti firmati Oliviero Toscani

Istituto Superiore di Sanità - Me, 17/01/2018 - 21:13
Una serata all’Auditorium Parco della Musica per presentare il volume del celebre fotografo italiano

Roma, 4 dicembre 2017

Oliviero Toscani fotografa l’Istituto Superiore di Sanità. Un viaggio nei laboratori, nelle sale, negli uffici di uno dei più grandi istituti di sanità pubblica europei. L’obiettivo del grande fotografo ha fissato i volti per raccontare l’entusiasmo, la passione e l’atmosfera che animano più di duemila persone che lavorano con la missione principale di tutelare la salute dei cittadini.
Ne è nato un volume Il contributo italiano alla ricerca per la salute che contiene più di cento scatti del grande maestro italiano della fotografia che ha ritratto tutti, indipendentemente dal ruolo e dalle funzioni, per rappresentare lo spirito di squadra che anima tutte le componenti che partecipano, ognuna con la propria professionalità, al complesso lavoro che svolge l’ente pubblico italiano nell’ambito della ricerca e del controllo in sanità.
Le fotografie, alla presenza di Oliviero Toscani, saranno presentate stasera alle 18.00 alla sala Sinopoli dell’Auditorium Parco della Musica di Roma, nel corso di una serata condotta da Tiberio Timperi con il contributo degli artisti Ennio Fantastichini, Mimmo Locasciulli, Elena Sofia Ricci.
Un omaggio che il Presidente dell’Istituto, Walter Ricciardi, ha voluto fare a tutti coloro che lavorano all’Istituto per sottolineare il presente ma anche per ricordare le sue radici, a cui è dedicato un capitolo del volume.
Le immagini scattate oggi sono anche la testimonianza di ciò che l’Istituto è stato ieri, di quello che hanno ereditato le persone che vi lavorano oggi - afferma Walter Ricciardi, Presidente dell’Istituto Superiore di Sanità - Per parlare di tutto questo ci volevano immagini speciali con una grande forza evocativa. Serviva un grande maestro ed è per questo che ho chiesto a Oliviero Toscani se gli sarebbe piaciuto fare questo viaggio nel mondo della ricerca pubblica
Nel volume, in italiano e inglese, di cui anche il progetto grafico porta la firma dello Studio Toscani, tra i testi, quelli di Sergio Mattarella, Bill Gates e del premio Nobel Eric Chivian.
Il volume che ci ha consegnato è un immagine autentica e al contempo diversa delle persone che vi lavorano - continua Ricciardi - è riuscito a ritrarre con gli schemi e gli strumenti comunicativi della società contemporanea, in modo non convenzionale e senza retorica, ma con concreta efficacia, il senso dell’appartenenza che anima l’Istituto
Un invito che Toscani ha accolto con entusiasmo e che lo ha portato a vivere per diversi giorni negli spazi dell’Istituto e a incontrare le persone per poterne cogliere le espressioni più autentiche.
È stato un viaggio divertente quello che ho compiuto nei corridoi, nei laboratori e negli uffici dell’Istituto - dice Oliviero Toscani - Di queste persone ho ritratto la voglia di vivere, la curiosità, l’intensità degli sguardi, simili a quelli di un ragazzino che spera di trovare qualcosa nel gioco a cui sta giocando. In questo un ricercatore e un creativo si somigliano, nel coraggio di cercare strategie sempre nuove e di non arrendersi.
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Comunicati stampa - CS N°55a/2017 - Screening neonatali, aumenta la copertura in tutto il Paese

Istituto Superiore di Sanità - Ve, 05/01/2018 - 13:46
Oltre l’80% delle Regioni pronte ad attuare i test ISS 12 dicembre 2017

Terminata la raccolta dati realizzata dal Centro Coordinamento degli Screening neonatali (CCS) che si è riunito oggi presso l’Istituto Superiore di Sanità per discutere i risultati del primo monitoraggio effettuato sullo stato dell’arte dell’applicazione degli screening neonatali nelle diverse aree del Paese.
In base all’indagine conoscitiva effettuata dal CCS dopo l’entrata in vigore dell’applicazione della Legge 167/2016 che includeva negli esami da effettuare alla nascita anche i test per identificare oltre 40 malattie metaboliche e ereditarie, da allora fino a oggi 18 Regioni si sono attivate per avviare il programma di screening neonatale esteso. Sale così all’80% il valore della copertura regionale per l’avviamento del programma per effettuare gli screening indicati nella legge e ricompresi nei LEA.
L’indagine messa a punto dal CSS, alla quale hanno risposto tutte le Regioni, è stata il primo atto della Commissione realizzato dopo l’approvazione della Legge che ne prevedeva la sua istituzione.
Il prossimo passo sarà quello di aprire un dialogo con le Regioni per l’attuazione di questa importante legge in modo da garantirne l’uniformità su tutto il territorio, oltre a standard di qualità elevati nella sua applicazione.
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Comunicati stampa - CS N°53/2017- Demenze, aggiornata la mappa online dell’Istituto Superiore di Sanità, Al Sud il numero più basso di strutture

Istituto Superiore di Sanità - Gi, 04/01/2018 - 13:23
Domani all’Iss il convegno: Il contributo dei Centri per i disturbi cognitivi e le Demenze nella gestione integrata

Roma, 22/11/2017

Sono 729 le Strutture Residenziali (SR) pubbliche o convenzionate deputate alla cura e all’assistenza delle demenze censite oggi sul territorio italiano. I dati sono aggiornati al 15 settembre 2017 e tuttora in corso di aggiornamento. Questo il dato globale consultabile sul sito dell’ Osservatorio Demenze e che sarà illustrato domani e dopodomani all’Istituto Superiore di Sanità nel corso dell’XI Convegno Il Contributo dei Centri per i disturbi cognitivi e le Demenze nella gestione integrata dei pazienti.
In base ai dati della mappa online, che ha l’obiettivo di identificare le 2052 strutture presenti sul territori e che è il frutto di un progetto finanziato dal Centro di Prevenzione e Controllo delle malattie del Ministero della Salute e affidato all’Istituto nell’ambito del Piano Nazionale Demenze, resta ampia la forbice tra Nord e Sud nell’offerta dei servizi.
Al Nord sono presenti il 51% delle strutture segnalate, al centro il 35% e al Sud e Isole il 14%. L’analisi delle caratteristiche delle SR rispondenti indica che il 48% sono private convenzionate/a contratto; il 49% delle SR ha nuclei dedicati alle demenze mentre nel 44% dei casi le persone con demenza usufruiscono di posti letto in stanze con persone affette da altre patologie.

In Italia si stima circa un milione di persone colpite da demenza e tre milioni di familiari che vivono con loro - afferma Walter Ricciardi, Presidente dell’Istituto Superiore di Sanità - L’aumento dell’età media non ci permette di sottovalutare questa che è una sfida per la sanità del futuro sulla quale si giocano anche temi economici, sociali e di grande rilevanza etica. Uno strumento questo che è senz’altro una bussola per orientarci a comprendere la direzione in cui può viaggiare un sistema di cure e assistenza sostenibili

Oggi, grazie alla collaborazione con le Regioni - afferma Nicola Vanacore, ricercatore del Centro Nazionale Prevenzione e Promozione della Salute dell’ ISS e responsabile del progetto - possiamo finalmente disporre in Italia di uno strumento, quale la mappa online (nata per identificare le strutture), che se utilizzato in tutte le sue potenzialità, può consentire di migliorare sia la programmazione dei servizi dedicati alle demenze sia la qualità dell’assistenza ai pazienti e i familiari, perseguendo un tema cruciale per il sistema socio-sanitario pubblico quale quello dell’appropriatezza.

Al 2015 sono state rilevate 46 milioni di persone con una diagnosi di demenza in tutto il mondo, al 2050 questo numero è destinato a salire a 131,5milioni. Queste le stime secondo il World Alzheimer Report 2015: The Global Impact of Dementia. Il maggior incremento è previsto nei paesi in via di sviluppo dove mancano risorse economiche e strumenti per poter sostenere da un punto di vista diagnostico e terapeutico tali patologie.
Le demenze rappresentano una priorità di sanità pubblica. L’Organizzazione Mondiale della Sanità a maggio 2017 ha presentato il Piano Mondiale delle Demenze. Dal 2014 l’Italia si è dotata del Piano Nazionale Demenze (PND) che ha ridenominato le Unità di Valutazione Alzheimer (UVA) come Centri per Disturbi Cognitivi e Demenze (CDCD) ed ha sottolineato la necessità di organizzarli insieme agli altri Servizi sanitari e socio-sanitari, nella logica della gestione integrata e della costruzione di percorsi assistenziali dedicati.
Al tema delle demenze e all’impegno dell’ISS in questo ambito è dedicato un Primo Piano
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Primo Piano - Artroprotesi: in 15 anni l’intervento alla spalla è aumentato di 5 volte, raddoppiato quello al ginocchio

Istituto Superiore di Sanità - Ve, 22/12/2017 - 04:57
In aumento tutti gli interventi soprattutto per le donne tra i 65 e i 74 anni. Ecco i dati del registro dell’ISS

ISS 21 dicembre 2017

E’ in costante aumento in Italia il numero di impianti di protesi ortopediche. Più che raddoppiato in 15 anni il numero di interventi sul ginocchio e quintuplicato il numero di quelli sulla spalla. L’anca resta ancora l’articolazione più operata (56,3%) seguita da ginocchio (38,6%), spalla (3,9%), caviglia (0,3%) e altre articolazioni (0,9%). Un volume di interventi importante: 181.738 nel 2015 con un impatto sul Fondo sanitario, per il solo intervento chirurgico, stimabile intorno al 1,5%. Nel nostro Paese sono 764 le strutture che effettuano interventi primari di sostituzione totale di anca, 754 quelle attive per gli interventi primari sul ginocchio. L’artrosi la diagnosi più frequente: ne soffre il 63% dei pazienti operati all’anca e il 95% di quelli operati al ginocchio; nel 30% dei casi si impianta una protesi di anca per trattare una frattura del collo del femore. Le infezioni hanno riguardato il 7,7% degli interventi di revisione di anca e il 27,1% di quelli di ginocchio. Negli interventi di elezione è prevalente l’utilizzo di protesi di ginocchio cementate (61,4%) e di protesi di anca non cementate (82,7%); in queste ultime prevale l’utilizzo delle teste in ceramica accoppiate con inserti in polietilene. Questi i risultati scaturiti dal Quarto Report del RIAP dal titolo Potenziare la qualità dei dati per migliorare la sicurezza dei pazienti, in seguito alle analisi svolte sui dati nazionali delle Schede di Dimissione Ospedaliera (SDO) dell’anno 2015 (anca, ginocchio e spalla e, per la prima volta, caviglia) e sui dati raccolti dal RIAP nelle 11 regioni e nelle due provincie autonome partecipanti nel 2016, circa 60.000 interventi di anca e di ginocchio che rappresentano il 34% del volume nazionale.

L’esperienza RIAP ha mostrato chiaramente che il traguardo della copertura nazionale potrà essere raggiunto solo con l’adozione di provvedimenti che sanciscano l’obbligatorietà della registrazione. La pubblicazione del DPCM 3/3/2017 sui Registri è un grande passo avanti in questa direzione e l’obiettivo di arrivare a raccogliere i dati sull’intero territorio nazionale è più vicino. Ben 27 dei 31 sistemi di sorveglianza e tre dei 15 registri nazionali individuati dal DPCM, tra i quali il Registro delle protesi impiantabili che ricomprende anche il Registro Italiano ArtroProtesi, sono istituiti presso l’Istituto Superiore di Sanità - dice Walter Ricciardi, Presidente dell’ISS - un traguardo che rappresenta un passaggio epocale per le responsabilità che ci vengono affidate per garantire al Paese un sistema informativo sanitario adeguato, stabile e di qualità. Il provvedimento rafforza il ruolo del nostro Istituto per la sanità pubblica, sia nazionale che internazionale, e costituisce contemporaneamente il coronamento del lavoro di molti anni, oltre che un essenziale punto di partenza per la stesura dei Regolamenti necessari a rendere operativa la volontà del legislatore. E sono proprio implementare un sistema di monitoraggio che copra tutto il territorio italiano, sostenere l'offerta delle migliori cure per i pazienti e tutelare la loro sicurezza gli obiettivi del Registro Italiano ArtroProtesi (RIAP) che, avviato 10 anni fa su mandato del Ministero della Salute, rappresenta oggi una estesa rete di stakeholder che collaborano per creare una raccolta dati nazionale efficiente e di qualità. Anche quest’anno abbiamo voluto insistere sulla necessità di rendere disponibili dati di qualità - dice Marina Torre responsabile del RIAP - . L’obiettivo del Registro è tutelare la sicurezza dei pazienti e per raggiungerlo non possiamo quindi prescindere dall’avviare un percorso che analizzi la qualità dei dati raccolti.

Dal Report, distribuito in occasione della X Conferenza Nazionale dei Dispositivi Medici, risulta inoltre che il 46% delle strutture (quindi quasi la metà) che operano l’anca e il 53% di quelle che operano il ginocchio effettuano meno di 50 interventi di artroprotesi l’anno, un numero al di sotto del quale è più probabile che si verifichino delle complicanze dopo l’operazione. Un altro dato interessante riguarda il genere: le donne si operano di più degli uomini, sia di anca che di ginocchio che di spalla, ma mediamente in età più avanzata anche se, per entrambi i sessi, il picco si ha nella fascia 65-74. Il contrario accade per la caviglia, per la quale il numero maggiore di interventi è effettuato sugli uomini e l’età è più bassa per entrambi i sessi: meno di 45 gli uomini, 55-64 le donne. Confermato il dato dell’anno precedente sulla mobilità interregionale per gli interventi di anca, ginocchio e spalla: un fenomeno che interessa tutte le regioni e che mostra valori maggiori degli indici di attrazione al Nord e di quelli di fuga al Sud a conferma della propensione degli italiani ad essere operati in regioni diverse da quella di residenza secondo una direttrice dal Sud al Nord. Per la caviglia, invece, la casistica è numericamente contenuta e gli interventi sono prevalentemente effettuati in tre regioni: Lombardia, Emilia-Romagna, e Veneto.
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Comunicati stampa - CS N°50/2017 - Dichiarazione del Presidente Walter Ricciardi su nomina Executive Board dell’OMS

Istituto Superiore di Sanità - Gi, 21/12/2017 - 04:18
ISS 16 Novembre 2017

Il Presidente dell’ISS Walter Ricciardi esprime il suo ringraziamento al Ministro della Salute Beatrice Lorenzin per la prestigiosa nomina nell’Executive Board dell’OMS. E’ un onore - dice Ricciardi - ma anche una responsabilità nei confronti della quale profonderò il massimo impegno. Spero con il mio contributo di consolidare sempre più il ruolo internazionale dell’Italia per la salute globale
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Primo Piano - Mondo Vaccini - dall’Istituto Superiore di Sanità una mostra interattiva e itinerante sui farmaci che hanno rivoluzionato la storia delle epidemie

Istituto Superiore di Sanità - Ma, 19/12/2017 - 03:01
ISS 13 dicembre 2017

Un viaggio nella storia e nell’attualità dei vaccini, del loro significato e del loro valore per la tutela della salute pubblica. Questo l’oggetto della mostra il cui allestimento è stato completato presso il Museo dell’Istituto Superiore di Sanità. La mostra Mondo Vaccini - mostra interattiva e itinerante nella storia delle malattie infettive - è stata presentata oggi all’interno dell’Istituto ma sono già in calendario visite di classi di scuole medie romane guidate dai loro insegnanti di scienza.
La mostra è in partnership con Eni Foundation.
L’allestimento ha tra i suoi obiettivi quello di diffondere un’informazione corretta sui vaccini e sui pericoli delle malattie prevenibili da vaccino e di aumentare la fiducia dei cittadini nei confronti della scienza e della medicina. Prossima tappa della mostra, fra tre mesi, il Museo della Scienza di Padova.
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Primo Piano - Giornata mondiale di lotta contro l’Aids 2017: il Telefono Verde ISS prolunga l’orario

Istituto Superiore di Sanità - Ma, 19/12/2017 - 03:01
ISS 30 novembre 2017

In occasione del World Aids Day 2017, che come ogni anno si svolge in tutto il mondo il 1 dicembre, Il Telefono Verde Aids e Infezioni Sessualmente Trasmesse (TV AIDS e IST) - 800861061 dell’Unità Operativa Ricerca psico-socio-comportamentale Comunicazione e Formazione dell’Istituto Superiore di Sanità (ISS) - normalmente attivo dal lunedì al venerdì dalle ore 13.00 alle ore 18.00 - prolungherà l’orario dalle ore 10.00 alle ore 18.00.
Il Servizio, anonimo e gratuito, mette a disposizione degli utenti ricercatori e consulenti con diverse professionalità che rispondono anche in lingua inglese e via web al contatto Skype uniticontrolaids.
Venerdì 1 dicembre si potrà inoltre usufruire della consulenza di un esperto in materia legale (generalmente disponibile il lunedì e il giovedì, dalle ore 14.00 alle ore 18.00) che potrà aiutare coloro che contatteranno il TVAIDS e IST in merito ai molteplici aspetti normativi correlati a queste infezioni (tutela della privacy nella registrazione del codice di esenzione per patologia, accesso alle cure da parte degli stranieri).
Infine, tra le iniziative del Telefono Verde messe in campo per il World Aids Day, è prevista l’attivazione, in collaborazione con l’Università Ca’ Foscari di Venezia, di un indirizzo di posta elettronica dedicato alle persone non udenti (al fine di permettere anche a questo target di ricevere informazioni scientificamente corrette e aggiornate sull’infezione da HIV e sulle altre IST) e l’avvio di un’indagine telefonica ad hoc rivolta alle donne che contatteranno il TVAIDS e IST. L’indagine - che sarà anonima e coinvolgerà le utenti che dopo aver usufruito del colloquio specialistico di counselling si dichiareranno disponibili - mira infatti ad conoscere gli aspetti comportamentali, la percezione del rischio e le fonti informative privilegiate dal target femminile oltre al TV AIDS e IST.
La giornata mondiale di lotta contro l’Aids è anche occasione per diffondere i risultati di un’indagine svolta dal Telefono Verde sulle caratteristiche e i comportamenti degli utenti di sesso maschile che hanno rapporti sessuali con altri uomini (Men Who have Sex with Men, MSM). I risultati della survey, che ha coinvolto 131 intervistati tra febbraio e aprile 2017, sono stati presentati al Ministero della Salute il 27 novembre scorso durante il lancio della campagna di comunicazione su AIDS e infezioni sessualmente trasmesse.
Per approfondire consulta:
• il sito Uniticontrolaids
• il Notiziario Iss Volume 30 - Numero 9 Supplemento 1 - 2017 con l’aggiornamento delle nuove diagnosi di infezione da Hiv e dei casi di Aids in italia al 31 dicembre 2016 a cura del Centro Operativo AIDS (COA) del’ISS
• le sezioni di EpiCentro dedicate a infezioni da Hiv/Aids e a infezioni sessualmente trasmesse
• la pagina di presentazione della campagna su Aids e malattie sessualmente trasmesse sul sito del Ministero della Salute
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