| Il nuoto è uno degli sport più praticati nellinfanzia, sin dai primi mesi di vita. E bene sapere se ci sono rischi reali per la salute, quali malattie si possono sospettare e cosa fare come prevenzione |
Verruche |
Non sono molte le infezioni che un bambino può prendere in piscina e fra queste alcune sono note, altre invece più rare di cui è però utile conoscere lesistenza. La letteratura in proposito è scarsa: le più comuni sono le infezioni cutanee, seguite dallotite esterna e dalle infezioni generalizzate (vedi la tabella 1).
Verruche
Si tratta di neoformazioni benigne, dovute a uninfezione cutanea da
papillomavirus umano, spesso diffuse e favorite dallautoinoculazione e dallambiente
umido. Le più frequenti sono le verruche piane, ma per chi frequenta
abitualmente la piscina le verruche plantari sono di facile riscontro.
La diagnosi è clinica: quelle plantari possono essere differenziate dai calli
per la presenza di punti neri ravvicinati sulla superficie, che corrispondono a
emorragie puntiformi delle papille dermiche.
Per quanto riguarda la terapia, il trattamento più efficace è la risposta
immunitaria dellospite, con una regressione spontanea che raggiunge il 95 per
cento in un periodo di tempo che va dai due ai cinque anni senza cicatrici
residue. Nonostante questo, la contagiosità, la pressione sociale e scolare e
il dolore alla deambulazione impongono sovente un trattamento terapeutico
attivo.
La terapia medica delle verruche si avvale di cheratolitici topici a base di
acido salicilico o acido acetico. Quella chirurgica più usata è la
crioterapia, ma si possono trattare anche con elettrocoagulazione, laser,
escissione chirurgica. Tutti queste terapie lasciano una cicatrice.
Mollusco contagioso
E una neoformazione cutanea benigna, dovuta a un virus della famiglia dei
poxvirus, sottogenere Molluscipoxvirus.
Linfezione è esclusivamente umana e la la diagnosi è clinica, di fronte a
un nodulo di qualche millimetro di diametro, di colorito roseo, con una
caratterista ombelicatura centrale, non doloroso.Le lesioni sono generalmente
multiple (la localizzazione più frequente è al volto) e possono andare
incontro a una risoluzione spontanea, soprattutto se si impetiginizzano.
Altrimenti il trattamento è chirurgico, con curetage. Dato il carattere benigno
dellinfezione, latteggiamento terapeutico più ragionevole dovrebbe essere
comunque quello meno traumatizzante e meno doloroso (Schoenlaub 2000).
Epidermofizie
Sono micosi superficiali causate da dermatofiti (Trychophyton, Candida
albicans). La cute appare macerata con ragadi dolorose in corrispondenza delle
pieghe interdigitali. Quando sono localizzate alla pianta del piede (si parla in
questo caso di piede datleta) hanno laspetto di piccole chiazze eritemato
squamose tondeggianti e ben delimitate, con vescicole o pustole più evidenti ai
bordi.
La diagnosi è clinica e la terapia è locale, con preparati galenici (alcol
iodato1% e pomate allo zolfo 5%), o antimicotici (econazolo, miconazolo e
simili) (Bolanos 1991).
Granuloma da piscina
Si tratta di una lesione inizialmente papulo nodulare, che poi lentamente si
evolve verso la verruca o che può ulcerarsi, spesso con un alone eritemato
edematoso. E possibile (nel 20 per cento dei casi) il coinvolgimento degli
strati profondi o la diffusione di noduli secondari lungo i vasi linfatici. Lagente
eziologico è il Mycobacterium marinum.
La lesione è modestamente dolorosa e non pruriginosa. Colpisce le parti esposte
del corpo, soprattutto le estremità (le dita); nei bambini sono stati descritti
anche casi di localizzazione al volto.
Oltre ai frequentatori di piscine, questo granuloma è stato riscontrato anche
nei soggetti che possiedono acquari.
Il periodo di incubazione può essere lungo, da due fino a sei settimane.
La diagnosi è istologica e il test alla tubercolina risulta positivo (un +).
Al contrario delle altre infezioni finora descritte, nel caso del granuloma da
piscina la guarigione non è spontanea e la terapia non è ben codificata.
Il trattamento più utilizzato è unassociazione di farmaci antitubercolari
(rifampicina etambutolo); altri trattamenti descritti prevedono tetracicline,
sulfametoxazolo-trimetoprim, cefalosporine o associazione rifampicina
claritromicina. La risposta alla terapia è lenta e i farmaci devono essere
assunti per diversi mesi (Hernandez-Martin 1999; Gluckmann 1995).
Follicolite da Pseudomonas
E caratterizzata da un rash eritemato papulare, talvolta pustoloso, che
coinvolge sia le zone coperte sia quelle scoperte. Dal punto di vista dei
sintomi, spesso è doloroso o pruriginoso e può essere accompagnato da disturbi
di carattere generale, quali febbre, malessere, cefalea. Possono essere presenti
anche otite e congiuntivite. Lagente eziologico chiamato in causa più spesso
è lo Pseudomonas aeruginosae sierotipo 0-11. Spesso queste infezioni si
presentano come microepidemie e una causa favorente sembra essere non tanto una
cattiva clorazione dellacqua quanto la temperatura della stessa
particolarmente alta (36-40 °C).
La patologia è autolimitante e guarisce spontaneamente nellarco di due
settimane circa.
Una forma particolare di infezione da Pseudomonas è caratterizzata da un
eritema nodulare doloroso localizzato solo alla pianta del piede. Un fattore
predisponente per questa forma localizzata sarebbe la presenza di lesioni
cutanee pre esistenti, dovute a un trauma ripetuto causato dalla superficie
abrasiva del pavimento della piscina. La maggior parte di queste lesioni
guarisce spontaneamente e solo le forme che si sovrainfettano richiedono una
terapia antibiotica (Thomas 1985; Fiorillo 2001).
Otite esterna od orecchio del nuotatore
In genere monolaterale, riconosce come fattori di rischio esterni la temperatura
alta, lumidità e la macerazione della cute, associati a fattori anatomici
come il condotto stretto e il cerume.
Gli agenti eziologici più comunemente osservati sono lo Staphilococcus aureus e
lo Pseudomonas aeruginosae.
Il bambino colpito riferisce dolore che si accentua con la masticazione ed è
presente una secrezione esterna mucopurulenta. Lesame obiettivo mostra un
condotto edematoso e arrossato, con dolenzia al trago e al padiglione
auricolare, mentre la membrana timpanica è di solito normale.
Oltre a evitare lacqua e lumidità, il trattamento prevede la detersione
delicata del condotto e linstillazione di gocce otologiche a base di acido
acetico e cortisone o di preparati contenenti antibiotico. Per la prevenzione
invece, si consiglia una detersione corretta con eliminazione dellacqua
residua nellorecchio alla fine del bagno e lutilizzo di tappi auricolari;
a questo proposito è stato osservato che la maggior protezione è fornita da
tappi di cotone con glicerina, di facile impiego e maggiore comodità (Huges
2001).
Infezioni generalizzate
Sono dovute soprattutto allinquinamento della piscina da parte di materiale
fecale o a una cattiva disinfezione dellacqua. Sono a maggior rischio le
piscine dei bambini con acqua bassa e facilità di incidenti o perdite
conseguenti al mancato controllo dellalvo.
I germi chiamati in causa sono: Escherichia coli, Cryptosporidium parvum,
Campylobacter e Giardia lambdia.
La sintomatologia è frequentemente una enterite acuta, che si risolve senza
complicanze con una terapia adeguata (Brewster 1994; Harter 1984).
Tirando le fila
Da quanto detto, andare in piscina per i bambini, oltre che utile, sembra
quindi essere poco rischioso, anche per i più piccoli. E necessario però
ricordare e consigliare di attenersi ad alcune norme igieniche, che sono
riassunte nella tabella 2.
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